In questo articolo vorrei sottolineare l'aspetto positivo delle angosce. Molte persone, infatti, ritengono che l'angoscia sia un qualcosa di sgradevole e che in qualche modo debba essere nascosto o eliminato.  Certamente non è facile convivere con tale sensazione, ma sarebbe utile osservarla sotto un profilo di adattamento insieme ai suoi due luogotenenti, ovvero la paura e l'ansia, acquisendo tutti e tre un ruolo di difensori della stabilità mentale.                    

La difesa avviene per gradi e vediamo come.

  • La paura avvisa la persona della presenza di un pericolo, di un ostacolo.
  • L' ansia si attiva per allertare il soggetto nel momento in cui si avvicina un pericolo non ancora chiaramente definito ma che potrebbe concretamente prendere forma da un momento all'altro.
  • Infine, una volta che i due luogotenenti dell'angoscia hanno fallito,subentra questa sgradevolissima sensazione di inadeguatezza, di disadattamento dalla realtàcircostante: appunto l'angoscia.

Cosa significa provare angoscia?

Significa che tutti i tentativi utilizzati dall'individuo nella lotta all'adattamento, sono falliti. Non si hanno armi a disposizione.

Il punto di vista positivo

Ora abbiamo capito che è arrivato il momento di individuare nuove strategie utili, scegliere "armi" più idonee. Questa è la vera svolta nella lotta per l'adattamento. Se per una nostra disposizione caratteriale, o per stile educativo acquisito, tendiamo a riconoscere solo i nostri bisogni e non le nsotre paure o ansia o angoscie, allora significa essere soggetti ad una forte sofferenza.

Le angoscie non riconosciute e negate o non affrontate si insedieranno dentro di noi e prenderanno forma di un nemico invisibile ma che ci crea sofferenza con tutte le sue conseguenze.