A tutti può capitare di avere pensieri malinconici, provare un senso di sconforto, non avere più fiducia in se stessi e nel proprio futuro, magari dopo una delusione o un evento stressante. Nella maggior parte dei casi, si cerca di superare questo momento difficile, ad esempio impegnandosi in un’attività che distolga la mente dai pensieri negativi, concedendosi piacevoli distrazioni, confrontandosi con le persone vicine.

Una sintomatologia depressiva temporanea non deve spaventare, poiché anche le circostanze dolorose e i fallimenti fanno parte della vita!

Quando però il calo delle motivazioni positive, il senso di abbattimento, la scomparsa di ogni entusiasmo e l’apatia si presentano costantemente, e giorno dopo giorno diventa sempre più difficile lo svolgimento delle attività quotidiane, allora è necessario chiedere aiuto.

 

Ecco quali sono i SINTOMI più comuni:

senso di tristezza profonda, assenza di piacere nello svolgere attività prima apprezzate, perdita di interessi, rallentamento psichico, incapacità di concentrazione, scarso desiderio di prendersi cura di sé, sentimenti d’inadeguatezza, difficoltà a prendere decisioni, agitazione psicomotoria, pensieri di morte, stanchezza e affaticabilità, ritiro sociale, calo o aumento del peso corporeo, disturbi del sonno, calo del desiderio sessuale, comportamenti antisociali e/o autolesivi (soprattutto in fase adolescenziale).

 

Il disturbo depressivo è al centro dell’attenzione delle maggiori organizzazioni sanitarie mondiali, a causa della sua crescente diffusione nelle popolazioni di tutti i Paesi. La malattia è però ancora troppo spesso trattata in modo inadeguato: negata da chi ne soffre, non correttamente diagnosticata dai medici, curata in ritardo e in condizioni di cronicità, solitamente soltanto con terapia farmacologica e in assenza di un appropriato supporto psico-sociale. Tutto ciò nonostante sia ben noto che, in un’alta percentuale di casi, i disturbi depressivi insorgono in correlazione a malattie somatiche gravi (tumori, patologie cardio e cerebrovascolari, malattie croniche invalidanti), oppure in concomitanza di eventi stressanti (lutto, separazione, perdita del lavoro), e che per molti soggetti con depressione ricorrente o cronica si possono individuare precocemente alcuni sintomi sospetti.

Ritengo sia necessario e fondamentale mantenere viva l’allerta sui dati epidemiologici relativi alla depressione, realizzando un potenziamento e una diffusione delle cure per la salute mentale in generale, e per i disturbi depressivi in particolare.

 

DEPRESSIONE IN CIFRE:

 

Nel mondo soffrono di depressione circa 400 milioni di persone (il 7% della popolazione globale).

In Europa circa 32 milioni di persone soffrono di questo disturbo.

In Italia colpisce 7 milioni di persone (il 12,5% della popolazione).

A seguito di un primo episodio depressivo, il 34% dei pazienti ha ricadute ricorrenti e il 38% sviluppa una forma depressiva cronica.

Nel 90% dei casi, ai disturbi dell’umore si associano un decadimento delle funzioni cognitive, tale da influire sull’attività lavorativa e sulla vita quotidiana, altri disturbi della sfera psichica (ansia) e sintomi fisici.