Nel management di pazienti con tumore del testicolo l uso dei marcatori ematochimici classici (AFP, Hcg, LDH) è unanimamente diffuso, ma sembra che talvolta non siano seguite regole precise.

pelvi maschile

Ho estrapolato dall'articolo riportato in bibliografia dei messaggi che reputo importanti.

1) Il seminoma non produce AFP e quindi elevati livelli sierici di questo marker ne escludono la diagnosi.

2) Livelli elevati di hCG e LDH si possono rilevare in qualsiasi forma tumorale germinale.

3) I marker non devono essere usati per screenare giovani asintomatici perché non c è evedenza dll utilità.

4) In ogni paziente con sospetto clinico di tumore testicolare, i marker devono essere dosati prima dell intervento per facilitare la diagnosi definitiva e per facilitare l interpretazione dei valori post operatori degli stessi.

5) I marker non devono al contrario essere utilizzati per decidere o meno se operare il paziente con sospsetto tumore testicolare.

6) In tutti i pazienti con diagnosi finale istologica di tumore germinale del testicolo, i marker devono essere dosati nell immediato post operatorio e prima di ogni eventuale trattamento successivo.

7) In particolare i markers devono essere dosati prima dell inizio della chemioterapia in pazienti con lesioni metastatiche o retro peritoneali.

8) AFP e hCG devono essere misurate prima di una linfectomia retro peritoneale in pazienti con no seminoma in stadio clinico I o II. I pazienti con marcatori elevati o comunque sempre in aumento sono per definizione oltre gli stadi 1a e 1b e necessitano di terapia sistemica.

9) Nei pazienti con tumore non seminomatoso, al termine presunto dell’iter terapeutico i marcatori vanno misurati ogni due mesi il primo anno, ogni quattro mesi il secondo anno, ogni sei mesi il terzo anno e poi annualmente.

10) Nei pazienti con seminoma puro, al termine del loro iter terapeutico, i marker non hanno alcun ruolo.

 


 

Per approfondire: TD Gilligan et al., J Clin Oncol,2010;28:3888-3404