In un sistema urinario perfettamente funzionante, l'urina formatasi nel rene viene prima raccolta nelle cavità del rene stesso (calici e bacinetto) e successivamente drenata nell'uretere attraverso il giunto pieloureterale.
La sindrome del giunto pieloureterale è la condizione, congenita o acquisita, di restringimento del giunto con conseguente dilatazione del rene (idronefrosi) e possibile insorgenza di complicanze, quali infezioni, coliche renoureterali, febbre e sangue nelle urine fino alla perdita completa della funzione del rene.
La soluzione di questa patologia è chirurgica con l'asportazione della zona ristretta e la ricostruzione del punto di passaggio. L'intervento tradizionale prevedeva una incisione sul fianco e l'asportazione del giunto con la sua ricostruzione.


Oggi la metodica più d'avanguardia è la pieloplastica robotica che ha come risultato finale la formazione di un giunto pieloureterale di calibro adeguato, utilizzando strumenti laparoscopici miniaturizzati guidati dal robot che consente una miglior visualizzazione del campo operatorio e una maggior precisione nei movimenti.
L'intervento viene eseguito in anestesia generale con il paziente in posizione laterale. Prevede una degenza post operatoria di 2-3 giorni. Gli strumenti laparoscopici direzionati tramite il robot sono 4 e vengono inseriti attraverso mini-incisioni di 1 cm ciascuna.
Il successo della procedura è elevatissimo con una percentuale del 95% di casi risolti completamente.
Decorso post operatorio: il giorno successivo all'intervento il paziente si alza e si può alimentare regolarmente. Dopo 2 giorni viene rimosso il catetere e dopo 3 giorni il drenaggio.
I vantaggi della pieloplastica rispetto alle tecniche tradizionali includono una maggiore precisione chirurgica, minime perdite ematiche intra operatorie, minor dolore post operatorio, l'assenza di una cicatrice chirurgica antiestetica, un decorso post operatorio non doloroso e una veloce ripresa delle normali attività quotidiane.