Utente 144XXX
Gentili dottori,
i dati del profilo si riferiscono a mio padre, che nel 1994 ha avuto un infarto (STEMI infero-laterale ad evoluzione non Q) trattato con sola terapia medica; nel 2008 è stato ricoverato per un episodio di scompenso cardiaco dopo il quale non ha più mostrato sintomi evidenti; nel settembre 2009, in seguito ad una prova da sforzo di controllo, positiva "per segni di ischemia miocardica residua, in assenza di sintomi", eseguita in un ospedale diverso da quello del ricovero del 2008, i medici hanno deciso di ricoverarlo nuovamente per la coronarografia; alla dimissione gli è stata diagnosticata "valvulopatia mitro-aortica realizzante stenosi aortica di grado moderato-severo, insufficienza aortica lieve e insufficienza mitralica moderata in paziente con cardiopatia ischemica post-infartuale e malattia coronarica monovasale (fraz. d'eiezione 40% circa). Ipertensione arteriosa. Diabete tipo II. Dislipidemia. Tabagismo corretto. Iperomocisteinemia moderata." In aggiunta a ciò, mio padre ha il rene sinistro con corticale ridotta, mentre l'angio-RM dei vasi epiaortici riporta: "[…] A sinistra si conferma una stenosi serrata per un tratto di alcuni millimetri sull’origine della carotide interna con flusso poi normorappresentato sulla stessa sino in sede intracranica." Secondo l'ecocolordoppler T.S.A. del 2009 la placca sulla carotide sinistra è fibrosa, mentre secondo un ecocolordoppler T.S.A. del 2003 la stessa placca era "ad ecostruttura mista di circa 2 mm a carico della biforcazione non emodinamica". Abbiamo eseguito anche angioRM dei vasi intracranici (che ha mostrato “piccola alterazione parietali flusso all’origine del tratto P1 di sn con relativa stenosi millimetrica”), RM e TC encefalo. Nonostante tutto, mio padre conduce una vita normale per la sua età, non presenta sintomi neanche sotto sforzo, però il cardiochirurgo e il chirurgo vascolare ci hanno consigliato un unico intervento combinato di TEA carotide sinistra+sostituzione della valvola aortica+bypass aorto-coronarico, in anestesia generale, ad alto rischio (stimato dal cardiochirurgo in oltre il 20% per mortalità o morbidità). Poiché siamo piuttosto preoccupati, vi ho scritto per chiedervi se esiste un'alternativa all'intervento combinato che consenta di ridurre il rischio: ad esempio ho sentito parlare di angioplastica per la carotide, e di tecniche percutanee o mini-invasive per il cuore. In tal caso, a chi potremmo rivolgerci? Vi ringrazio cordialmente.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Guglielmo Mario Actis Dato
44% attività
8% attualità
16% socialità
TORINO (TO)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2004
ritengo che l'intervento proposto dai chirurghi sia ortodosso e il rischio stimato forse sia un po' soprastimato ma comunque non inferiore al 10% di morte. Non vi sono tuttavia a mio parere alternative che riducano i rischi di un purtroppo necessario intervento!

auguri
[#2] dopo  
Utente 144XXX

Iscritto dal 2010
Gentilissimo dottore, la ringrazio molto per la risposta, arrivata in brevissimo tempo! Grazie mille per il tempo che ci ha dedicato!