Utente 150XXX
Mio padre è un uomo di 81 anni cardiopatico da molto tempo, a marzo ha avuto, a seguito di intervento di TURP in anestesia spinale, una forte ischemia cardiaca con edema polmonare. Superato il momento critico è adesso in terapia con Sequacor, Lasix, Plavix, Cardioaspirin, Selectin. Lui è stabile anche se la contrattilità del cuore è piuttosto bassa (FE 30% all'ultima ecocardio). Era iperteso prima di questa crisi ma adesso la pressione è buona senza bisogno di assumere il Norvasc. La coronarografia risulta stabile rispetto ad una precedente di circa 15 anni fa, quindi la crisi è stata attribuita, presumibilmente, a qualche coagulo.

Avendo anche dei problemi di insufficienza renale (creatinina 3.92 mg/dl) è seguito da un nefrologo che, avendo visto una lieve anemia (globuli rossi 4140000 /mmc; emoglobina 10.6 g/dl, ematocrito 33.7%) ha prescritto l'eprex 6000UI sottocutaneo un volta la settimana per due mesi.

Leggendo il foglio illustrativo ho notato che il farmaco sembra espressamente controindicato in chi ha avuto recenti infarti miocardici o crisi cardiache proprio per il pericolo di formazione di coaguli.

Per questo vi chiedo se l'assunzione di eprex possa comportare rischi ad un persona nelle condizioni di mio padre.

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
francamente per i valori emoglobinici riportati, per il numero dei globuli rossi totali e considerata l'età del paziente, non si comprende l'utilità della somministrazione dell'eritropoietina, che in effetti può dare complicazioni nel cardiopatico. Chieda delucidazioni al collega che l'ha in cura sulla effettiva necessità di tale terapia.
Saluti