Utente 281XXX
Gent.mi dottori,

Alcuni anni fa a causa di una depressione accompagnata da forte ansia sono stato in terapia, prescritta da uno specialista in psichiatria, con Anafranil 75 mg 1 compressa al giorno. La terapia funzionò molto bene, l'ansia si ridusse fino a sparire e il tono dell'umore salì notevolmente. Tuttavia poichè soffro di prostatite batterica cronica, l'Anafranil a lungo andare mi causò un peggioramento della sintomatologia urinaria e fui costretto ad interrompere la terapia. Aggiungo, inoltre, che la terapia con Anafranil durò circa 6 mesi, ed interromperla non comportò conseguenze, tanto, infatti era la durata prevista della cura.
Quest'anno a causa di un ritorno della depressione, dopo circa 7 anni dalla precedente, sono tornato dal mio specialista di fiducia, il quale giustamente non mi ha più prescritto l'Anafranil, ma ha optato per il Cipralex che, in teoria non dovrebbe dare disturbi della minzione.
Tuttavia dopo neanche 10 giorni dall'inizio della terapia ho cominciato ad avvertire disturbi urinari insopportabili, in particolare difficoltà a svuotare la vescica ed esitazione,
per cui ho dovuto interrompere il Cipralex. L'interruzione ha comportato una lenta remissione dei sintomi. Premetto che prima di iniziare il Cipralex ero stato a controllo urologico ed in particolare l'uroflussimetria aveva mostrato un buon esito compatibilmente con la mia patologia prostatica.
La mia domanda è:
Come è possibile che un farmaco come il Cipralex mi abbia dato gli stessi effetti collaterali di tipo urologico dell'Anafranil se non peggiori?

Ringrazio anticipatamente per le risposte.
[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

Anche gli altri farmaci possono comportare una certa ritenzione urinaria (anche i non triciclici) o un temporaneo aumento della sensibilità con sensazione di bruciore o calore.
La scelta è stata comprensibile, ma esistono comunque altre alternative.
[#2] dopo  
Utente 281XXX

Iscritto dal 2007
Gent.mo dottore

La ringrazio per la pronta risposta soprattutto visto che siamo in pieno periodo di ferie.
Approfitto della sua disponibilità chiedendole se le alternative a cui si riferisce siano di tipo farmacologico e in caso affermativo se pùo darmi qualche indicazione al riguardo da sottoporre al mio specialista, non le chiedo nomi di farmaci so che non è consentito.

Cordiali Saluti
[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

Alternative anche di tipo farmacologico, nel senso che se non si tollera un medicinale si cerca di provarne altri, seppur simili, esclusi quelli che prevedibilmente rendono l'urinare più lento.

Il suo specialista è in grado di scegliere da solo.