Utente 168XXX
Buonasera Dottori,
vi scrivo per un problema che mi attanaglia. Sono un portiere di calcio e circa dieci giorni fa ho subito un trauma al mignolo della mano destra che, nello specifico a causa di una violenta pallonata, si è piegato all'indietro. Ciò mi ha provocato forte dolore e gonfiore, ma ciò nonostante ho continuato a giocare e dopo la partita, ho comprato una stecca di zimmer in farmacia e me lo sono bloccato, applicando ghiaccio a più riprese per ridurre il gonfiore e pomata hirudoid. A distanza di dieci, il mignolo è visibilmente sgonfiato, ma non riesco ancora a piegarlo. E' leggermente inclinato verso l'esterno, e quando lo piego mi sembra che ci siano difficoltà tra la seconda e la terza falange (per intendersi l'attaccatura delle due falangi del mignolo piùì vicine alla mano), dove nella zona di congiunzione si è formato un visibile arrossamento che mi provoca anche bruciore quando forzo il movimento. Il mignolo lo piego e lo distendo e questo mi fa ritenere che non ci siano problemi ai tendini, ma sono capace di farlo sono per poco (per intendersi tra le seconda e la terza falange si crea un angolo di circa 100° e quindi il dito rimane "orizzontale" verso l'esterno). E' una situazione che vorrei risolvere anche perchè giocando a calcio, potrebbero esserci dei movimenti (ad esempio una respinta di pugno), in cui il fatto di non poter piegare il dito potrebbe comportarmi conseguenze gravi come "spezzarlo".

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[#1] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Non è facile capire dalla Sua descrizione cosa può essere successo, né quale sia la posizione del dito (riesce a fletterlo fino a 100° ma rimane "orizzontale verso l'esterno".?)
Premesso che la prima falange è quella attaccata alla mano e che la terza è quella con l'unghia, se ho capito bene il trauma è avvenuto a carico della articolazione tra la 1^ e la 2^ falange. E' possibile che si sia verificata una lesione della capsula articolare e della placca volare. In occasione di un trauma così importante è bene rivolgersi a un Pronto Soccorso Ortopedico per avere diagnosi e cure appropriate.; acquistare una stecca in farmacia non è stata una scelta corretta.
A questo punto occorre una diagnosi: si rivolga a un ortopedico esperto in Chirurgia della mano. Può trovare qui http://www.sicm.it/soci_ita.html gli Specialisti della Sua zona, anche se limitatamente a quelliiscritti alla Società, con ndicate le strutture pubbliche in cui lavorano.
Fino a guarigione avvenuta eviti qualsiasi sforzo con la mano (calcio compreso)
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 168XXX

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Buongiorno Dott. Donati,
la ringrazio innanzitutto per la cortese e celere risposta e mi scuso per essermi spiegato male. Ad ogni modo, ha inteso benissimo il senso delle mie parole. Il trauma ha coinvolto l'intero dito mignolo della mano dx (spinto con violenza "all'indietro" da una pallonata).
Ho provato una sensazione di dolore e gonfiore all'altezza della prima e della seconda falange, e ho cercato di risolvere la cosa, erroneamente e ne faccio mea culpa, con una stecca "fai da te", senza una diagnosi (motivo: i tempi di attesa al pronto soccorso e la possibilità di "liberare" il dito all'evenienza).

A distanza di dieci giorni dal trauma, sgonfiato il dito, quando provo a fare il "pugno" e quindi a chiudere le dita su se stesse succede praticamente questo. Il mignolo inizia il movimento di flessione (non rimane rigido verso l'alto), ma lo compie in modo incompleto nel senso che rimane proteso in avanti, parallelo al palmo della mano.
Per spiegarmi ancora meglio, tra la prima e la seconda falange si piega a metà (e appare dolorante a pressione e avverto sensazioni di bruciore), mentre tra la seconda e la terza falange non si piega proprio, ma mi sembra più correlato al mancato piegamento dell'altra, anche perchè non provo dolore nè ho gonfiore in quell'area.
E' un "handicap" abbastanza fastidioso e me ne rendo conto quando scrivo (il mignolo "batte" sul foglio e lo devo tenere disteso per evitarlo), quando mi reggo sul pullman (mi manca un dito a chiudere il pugno) e quando pratico attività sportiva come portiere. Vorrei pertanto cercare un modo di risolverlo.

Domani sera ho fissato appuntamento con un fisioterapista sportivo della mia città. Ferma restando la sua disponibilità, avrò piacere di delucidarla sugli esiti di questo incontro.
[#3] dopo  
Dr. Umberto Donati
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E' indispensabile la visita diretta presso un ortopedico esperto in patologie della mano, che dopo la visita Le prescriverà, probabilmente, degli accertamenti mirati. Se verrà prescritta una immobilizzazione segua con scrupolo i tempi che Le verranno dati: si dimentichi "la possibilità di "liberare" il dito all'evenienza"
Il "fisioterapista sportivo", è bene che Lei lo sappia, non essendo un medico non è autorizzato a visitare, e quindi non può né fare diagnosi né prescrivere terapie. Mi pare che abbia già perso abbastanza tempo, senza doverne perdere altro.
Per quanto riguarda "i tempi di attesa del pronto soccorso" riconosco che spesso sono lunghi ma quello non è mai tempo perso.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 168XXX

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Buonasera Dott. Donati,

la ringrazio dei consigli sin qui forniti. In settimana prossima farò una lastra e sabato 1 ottobre ho preso appuntamento con un ortopedico della mia zona. Il fisioterapista sportivo, con grande correttezza, mi ha subito detto che non può fare diagnosi, nè prescrivere cure o terapie, quindi si è limitato a consigliarmi un ortopedico e di recarmi lì già con una radiografia. Vedendo a occhio il dito e la tumefazione, suppone possa trattarsi di una lussazione, anche se ha ovviamente rimandato all'ortopedico la diagnosi e la valutazione su come intervenire.
Quello che volevo chiederle, e che mi spaventa maggiormente in questo momento a distanza di una settimana dal consulto con lo specialista, e se tali situazioni a distanza di 3 settimane dall'evento traumatico e con le conoscenze odierne, possano essere recuperabili... ovvero se potrò piegare il dito in futuro (non so ad esempio ho paura si calcifichi nella situazione attuale!).
cordialità
[#5] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Le possibilità di recupero dipendono dal tipo di lesione e dal tempo trascorso.
Dopo tre settimane un trauma distorsivo si può recuperare abbastanza bene, ma se si trattasse di una frattura o di una lussazione ci sarebbero alcuni problemi proprio legati al permanere della frattura o della lussazione non trattata per tanto tempo. Faccia la radiografia prima che può e se viene descritta una frattura o una lussazione si rivolga a un Pronto Soccorso ortopedico.
Cordiali saluti.
[#6] dopo  
Utente 168XXX

Iscritto dal 2010
Buonasera Dott. Donati,
seguirò il suo consiglio. Domani mattina farò subito la radiografia (distanza dal trauma 16 gg) e se il radiologo mi descrivesse una lussazione o frattura mi recherò al pronto soccorso ortopedico della mia città.
La terrò aggiornata e la ringrazio sentitamente.
cordialità
[#7] dopo  
Utente 168XXX

Iscritto dal 2010
Buonasera Dott. Donati,

ho ritirato stamane la radiografia fatta lo scorso lunedì (http://imageshack.us/photo/my-images/23/lastra.jpg/) . Il referto testualmente è "non lesioni ossee traumatiche radiopercepibili".
Immagino che si debba riferire sia a fratture che a (sub)lussazioni...

Tuttavia, il mignolo della mano destra continua a non piegarsi e risulta gonfio e arrossato (con sensazioni di bruciore) all'intersezione tra la prima e la seconda falange.
Sabato ho prenotato una visita privata presso un ortopedico della mia città, ma non essendoci lesioni ossee non so se possa essere un interlocutore adatto.
[#8] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Il fatto che non ci siano lesioni ossee è già una cosa positiva. Il fisioterapista che "con grande correttezza, mi ha subito detto che non può fare diagnosi" però ha pensato bene di dirLe che " possa trattarsi di una lussazione" avrebbe fatto bene a fermarsi alla prima frase.
L'assenza di lesioni scheletriche (ma bisogna vedere le rx) non esclude che ci possano essere state lesioni capsulo legamentose. Il Suo ortopedico Le potrà spiegare bene la situazione dopo averLa visitata, meglio ancora se esperto in patologie della mano, come Le dissi nella prima risposta.
Cordiali saluti
[#9] dopo  
Utente 168XXX

Iscritto dal 2010
Buonasera Dott. Donati,

ho eseguito stamani la visita presso un ortopedico e traumatologo della mia città.
La diagnosi è trauma distorsivo con lesione del legamento collaterale e placca volare
Terapia: per 15gg applicazione di un tutore con laserterapia, tecarterapia e ultrasuoni in acqua. Togliere il tutore solo per fare la terapia
Prognosi: 2 mesi con controllo tra 3 settimane.

cordiali saluti
[#10] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Purtroppo è stata confermata la mia ipotesi nella prima risposta "E' possibile che si sia verificata una lesione della capsula articolare e della placca volare"
Segua con scrupolo le indicazioni dell'ortopedico e non si faccia sconti sull'uso del tutore. Purtroppo il tempo trascorso (20 gg!) può limitare i risultati ma questo è l'unico modo per migliorare. Faccia i controlli seguenti sempre dallo stesso ortopedico per avere una continuità terapeutica.
Cordiali saluti
[#11] dopo  
Utente 168XXX

Iscritto dal 2010
Buonasera Dott. Donati,

sto indossando il tutore da un giorno e mezzo e da domani mi metterò in contatto con un centro per la fisioterapia consigliatami (tecar, laser e ultrasuoni in acqua). E' possibile che indossare il tutore mi provochi dolore al dito? Non un dolore trascendentale, ma come delle "fitte", localizzate ai lati del dito nella zona di intersezione tra prima e seconda falange.
Personalmente spero sia possibile ottenere dei miglioramenti, o perlomeno riuscire a piegarlo un pò più di adesso, perchè è davvero molto limitante!
[#12] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Sì, è possibile, ma non posso sapere se anche nel Suo caso è normale. Se ha dei dubbi bisogna che si rivolga all'ortopedico.
Cordiali saluti
[#13] dopo  
Utente 168XXX

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Buonasera Dott. Donati,

aggiungo al quadro di riferimento gli esiti dell'ecografia: "l'esame ecografico dei tessuti superficiali del quinto dito della mano destra, eseguito comparativamente, in fase di riposo e dinamica, ha evidenziato modico versamento articolare della interfalangea, con integrità delle strutture tendinee, senza segni di calcificazione in particolare od ulteriori lesioni locali".

La scorsa settimana ho svolto le prime due sedute combinate di laserterapia, tecarterapia e ultrasuoni in acqua (nell'ordine). Ovviamente indosso sempre il tutore al dito, tenendolo in posizione verticale.

Ad oggi sinceramente non noto nessun miglioramento nella flessione, ad ogni modo ho un'altra settimana di terapia davanti e tra 2 settimane un controllo presso lo stesso ortopedico.

L'unica domanda che mi pongo, di carattere generale, e se tali situazioni di rigidità articolare post-trauma possano essere recuperata in qualche modo, da ultimo anche chirurgicamente se non fosse possibile ottenera altrimenti risultati favorevoli.

cordiali saluti
[#14] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Un trauma articolare può lasciare una riduzione anche minima del movimento. Soluzioni chirurgiche possono essere considerate ma solo in base alla gravità del quadro clinico e alle sue cause possibili. Non si può pensare che la chirurgia possa sempre e comunque risolvere qualsiasi cosa. Il chirurgo della mano che La segue saprà dirLe, strada facendo, il da farsi.
Cordiali saluti