Utente 250XXX
Salve, sono una donna di 29 anni, nel 1999 mi è stato dignosticato un prolasso mitralico con lieve insufficienza valvolare, mi è stato consegnato il foglietto per la prevenzione dell'endocardite infettiva con relativa profilassi in caso di interventi chirurgici. Premetto che sono sempre stata una sportiva, ho praticato un'attività agonistica fino a 19 anni e mi sono sempre sottoposta alle relative visite mediche annuali, le quali non hanno mai segnalato il fenomeno come rilevante. Nel 2001 a causa di una febbre persistente e dolori respiratori (l'anno successivo mi è poi stato applicato un drenaggio per pneumotorace sinistro spontaneo ma i medici hanno negato che tra le cose potesse esserci una correlazione, fatto sta che, da quella volta, non ho più avuto eposodi di forti dolori respiratori che mi erano accaduti in precedenza e che erano sempre stati archiviati come dolori intercostali ed in un caso più infelice, in giorno prima del ricovero, in artrite) ho eseguito nuovamente l'ecocardiogramma-doppler e mi è stato detto che il problema non sussisteva più, che l'ecodoppler non era patologico. Successivamente non mi sono più preoccupata della cosa, non ho nemmeno più eseguito la profilassi, in quanto mi era stato fatto capire che il problema era rientrato.
Da qualche hanno ( circa 3-4)ho ricominciato l'attività fisica, compatibilmente con il mio lavoro, praticata non agonisticamente ma piuttosto intensamente (pesistica e fitness) e mi chiedo se non sia stato un azzardo da parte mia ricominciare l'attività senza svolgere ulteriori controlli, oppure se posso stare comunque tranquilla forte di quanto descritto in precedenza.
grazie

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
se come è probabile, la diagnosi iniziale di prolasso mitralico sia errata, un attuale esame ecocardiografico le darebbe di sicuro la certezza di poter affrontare con tranquillità la sua attività sportiva. Lo effettui.
Saluti