Utente 259XXX
Buongiorno. Sono una donna di 45 anni a cui è stata diagnosticata una WPW ormai da molti anni, sottoposta ad un studio transesofageo dove si induceva una tachicardia sopraventrisolare da rientro di tipo antidromica a FC 260 bpm. X tale esito mi sono sottoposta ad ablazione lo scorso anno. Ablazione nn riuscita perfettamente. il PR si è allungato da 80 a 120 msec attuali. sottoposta di nuovo allo studio si induce una tachicardia uguale alla prima ma solo dopo stimolazione transesofagea potenziata con isoprotenetolo e.v. La domanda che vorrei porle è qst. la mia via accessoria nn mi ha mai dato problemi, prima era asintomatica, attualmente con episodi di tachicardia nn sostenuti. Oggi ho un dubbio, avverto sempre più frequntemente battiti irregolari, che nn so distinguere se sono exstrasistole o episodi di tachicardia entrambi durano pochi secondi...anche nello studio nn qst menzionati le tachicardia erano nn sostenute e duravano pochi secondi. Ho fatto l'holter, il quale ha evidenziato 37 sve che io nn ho avvertito, quindi cosa vuol dire, che quelle sensazioni che avverto di solito nn sono sve? altrimenti le avrei avvertito anche adesso che l'holter le ha registrato...ma purtroppo ogni volta che ho montato l'holter delle 24 ore, nn ho avuto nessuna sensazione che avverto e che nn so distinguere, (le avverto frequentemente ma nn hanno una cadenza fissa a volte tt i giorni a volte ogni tre quattro giorni, anche x 2/3 volte nella stessa giornata). Come fare x vedere se effettivamente si tratta di battiti irregolari dovuti al mio problema? C'è un modo x capirlo? le chiedo qst xkè se così fosse dovrei sottopormi di nuovo all'ablazione. Spero di essere stata abbastanza chiara nell'esporre il mio problema. in attesa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente e le invio distinti saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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La tachicardia antidromica nella sindrome di WPW è una forma meno frequente rispetto a quella definita "ortodromica" ed è legata alla conduzione dell'impulso elettrico del cuore "in avanti" lungo la via anomala di conduzione che caratterizza il WPW. Ora la terapia ablativa ha come obiettivo quello di eliminare completamente la conduzione elettrica della via anomala e di ripristinare il normale sistema conduttivo del cuore. Che l'intervallo PR si sia allungato fa pensare che la preeccitazione sia stata eliminata (ma è così ?....) e quindi in questo caso le tachicardie di cui stiamo parlando non possono essere identiche alla tachicardia antidromica diagnosticata prima dell'ablazione. Tenga presente che di tachicardie ne esistono tante con differente meccanismo di azione e possono anche coisistere nel cuore dello stesso paziente. In caso di vera e propria recidiva della prima forma di tachicardia si dovrà valutare una nuova sessione di ablazione, ma dipende anche da alcune caratteristiche della via anomala stessa, prima fra tutte la sede (che nel caso sia vicina alle strade eletttriche normali del cuore può comportare rischi di complicanze)...
La saluto cordialmente
[#2] dopo  
Utente 259XXX

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intandto grazie x la sua risposta chiara: In realtà nn si tratta di una recidiva, l'ablazione nn è stata portata al termine x forte dolore al torace durante l'intervento, quindi nn è riuscito il medico a bruciare tt la via accessoria, la tachicardia che mi è stta indotta duramnte il successivo studio era uguale alla prima cioè antidromica, l'unica differenza è che è stata indotta solo con triplo exstrastimolo, mentre prima dell'ablazione è bastato un singolo exstrastimolo, ma in entrambi i casi sempre dopo infusione di isoprotenerolo. La via accessoria è laterale sinistra. Di preciso dice solo qst. Nn so se rifare l'ablazione o meno, anche perchè nn riesco a capire se quelle sensazioni che sento al cuore della durata di pochi secondi sono dovuti al mio problema o meno. C'è qualche esame da fare x capirlo che lei sappia? Grazie
[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Da quanto mi dice lo studio elettrofisiologico eseguito dopo la procedura di ablazione dimostra una modifica delle caratteristiche della via anomala, ma non la sua eliminazione, pertanto il suo ECG dovrebbe presentare ancora una preeccitazione, anche se di grado minore. Questo significa che occorre completare il tutto con una seconda procedura indipendentemente dai suoi disturbi attuali, perchè la tachicardia antidromica può ripresentarsi anche se non è ancora successo (è probabile che le tachicardie di pochi secondi siano dovute ad aritmie differenti e meno preoccupanti). La sede della via è assolutamente tranquilla, ma le consiglio di affidarsi a centri di elettrofisiologia con esperienza, perchè in questi casi i risultati dipendono anche dall'esperienza degli operatori (se quello al quale si è già rivolta ne ha può riaffidarsi dinuovo allo stesso centro).
In bocca al lupo
[#4] dopo  
Utente 259XXX

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Si in effetti la preeccitazione nn è mai sparita dall'ecg, il mio dubbio era se i sintomi che ho ptevano essere legata alla WPW o meno, xkè se nn erano legati ad essa essendo asintomatica volevo evitare un'altra abalzione tt quì. Lei da quello che ho capito me lo sconsiglia vero? mi scusi dott. volevo approfittarne x porle un'altra domanda, Recentemente ho fatto una TAC e successiva RM al cranio dove mi è stta evidenziata una piccola are ipodensa, si suppone una piccola ischemia, da me mai avvertita, e stata vista x puro caso, la mia domanda è: visto che ho fatto tt i dovuti accertamenti, TSA, holter 24 ore pressione arteriosa, omocisteina, EEG, risultato tt nelle norma, mi chiedevo, può essere stata la tachicardia che le ricordo era di 250 battiti al minuto, indoitta nello studio a provocarmi qst piccola ischemia, so che può essere una supposizione e tale resterà, ma se nn x altro, x togliermi la paura perenne che ho che possa ripresentarsi una tia, visto che già ne è venuta una. La ringrazio di nuovo e le porgo distinti saluti.
[#5] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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No, non può essere stata la tachicardia che le hanno provocato durante lo studio, ma può essere stata una fibrillazione atriale comparsa senza che lei se ne sia accorto. Asintomaticità non significa assenza di problemi, ma solo che il paziente non li avverte se sono presenti. Non sottovaluterei il problema del WPW e della tachicardia antidromica, perchè con quelle frequenze non può star tranquillo e anche se lei non l'ha ancora percepita questo può essere dovuto al fatto che non ancora si è verificata oppure che lei non l'ha avvertita (anche se quest'ultima possibilità è piuttosto remota, visto che avverte le aritmie attuali di pochi secondi). Se comunque è stato sottoposto ad un primo intervento di ablazione è perchè ce n'era l'indicazione nonostante l'asintomaticità della quale lei parla e quindi il consiglio è di sottoporsi a una seconda procedura con scelta del centro sulla base di quanto le ho già detto (tenga inoltre presente che anche nelle mani più esperte il rischio di una recidiva post ablativa esiste sempre, anche se non è alto, e a volte per risolvere il problema occorre effettuare una seconda sessione interventistica).
Saluti
[#6] dopo  
Utente 259XXX

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La ringrazio x la risposta sempre molto chiara, a settembre nn appena sarà finito il periodo di ferie mi recherò dal cardiologo che mi ha fatto l'ablazione l'anno scorso x programmare un nuovo intervento. Un consiglio da lei se può naturalmente, il cardiologo in questione prendendo in considerazione una nuova procedura mi disse che qst volta l'avrebbe fatto o in sedazione profonda (visto il dolore da me percepito durante la prima) o anzichè usare il metodo di bruciarla, usare quello del congelare la via...Da come mi è sembrato è una scelta che spetta a me. secondo lei qual'è meglio?. Sapevo della possibilità di una recidiva, ma c'è la possibilità che si ripresenti anche dopo la seconda procedura? Un'ultima domanda, mi parla di fibrillazione atriale, ma xkè la WPW può indurre anche una fibrillazione? e può essere anche nn percepita la stessa? Il centro a cui mi sono rivolta è la cardiologia sun del Monaldi. Mi scusi ancora x le troppe (forse) domande, le rinnovo i miei più cordiali saluti.
[#7] dopo  
Utente 259XXX

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Mi scusi Dott. ma vorrei capire, può la WPW indurre una fibrillazione atriale, e soprattutto nn essere percepita? quei strani battiti che avverto spesso, escluso che possano essere extrasistole (visto che qnd l'holter le ha registrate nn le ho avvertie) possono avere a che fare con la FA. Grazie....
[#8] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Allora: la fibrillazione atriale è un evento che può verificarsi indipendentemente dalla presenza di vie anomale (anche se il WPW può facilitarne l'insorgenza); è però un'evenienza sempre possibile che in presenza di una via anomala come la sua può anche essere pericoloso. La fibrillazione atriale può verificarsi in maniera asintomatica, ma se dovesse presentarsi nel suo caso difficilmente non darà luogo a sintomi. Sulla modilità di intervento escluderei l'uso della crio (l'ablazione a freddo); per le vie anomale laterali sinistre, come nel suo caso, è più indicata la RF (la crio viene generalmente utilizzata per le vie anomale vicine al nodo atrioventricolare e per evitare il rischio di danneggiare quest'ultimo). Infine è anche possibile che anche dopo una seconda procedura possa verificarsi una recidiva, anche se per onestà nella mia personale esperienzae in quella di molti altri centri le ablazioni per le vie anomale laterali sinistre difficilmente si associano a insuccesso già della prima procedura e difficlmente recidivano dopo una procedura con successo.
Saluti
[#9] dopo  
Utente 259XXX

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Ok dott. molto chiaro grazie, quindi la scelta va x RF con sedazione profonda. La ringrazio x la sua gentilezza.
Cordiali saluti
[#10] dopo  
Utente 259XXX

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Buonasera, la riscrivo per un dubbio, ieri ho fatto un tracciato il quale ha evidenziato una via accessoria se nn sbaglio il dott l'ha definita anterosettale...nn ricordo il termine esatto...ma dall'ecg ha detto "di certo la via nn è laterale sinistra"....nn capisco...x anni e anhce durante l'ablazione mi è stato detto che la mia via accessoria era laterale sinistra....come può essere adesso cambiata? Mi chiedo può essere l'ecg nn fatto bene a dare qst risultati? addirittura il referto del cardiolino compiterizzato portava via accessoria dx...Quindi sarà uno sbaglio dell'ecg o è comparsa un'altra via?....Nn riesco a capire. La ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti
[#11] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Non so cosa risponderle...non posso esprimersi su qualcosa che non conosco, nè posso garantirle che chi le ha riportato una sede diversa della via anomala ha ragione o torto...io non faccio l'indovino, ma il medico...
[#12] dopo  
Utente 259XXX

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Bene, la ringrazio per la risposta anche se la trovo un po sarcastica, non ho mai pensato che lei faccia l'indovino, altrimenti mai mi sarei rivolta a lei, nemmeno per un consulto online, anzi se lo faccio è perchè nutro stima. Comunque, nn volevo che lei mi confermasse se la via era anterossettale o meno, logico nn avendo il tracciato nn poterlo confermare, io al medico che lo ha visto gliel'ho detto che mi hanno sempre detto laterale sinistra, ma lui leggendo l'ecg diceva guardi nn può essere laterale sinistra, la mia domanda era un'altra, se poteva essere un'altra via comparsa dopo aver fatto l'ablazione, o magari il tracciato nn fatto bene: Ecco tutto. Mi scuso per il tempo che le ho rubato.
Cordiali saluti
[#13] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Gentile utente
non c'era del sarcasmo nella mia risposta, semplicemente ha posto la domanda in maniera che io non potessi dargliene alcuna. Capisco le sue perplessità, ma non posso aiutarla purtroppo più di tanto perchè non conosco le competenze di chi le ha riferito che la via anomala non era laterale sinistra. E' vero che è possibile che dopo un'ablazione di una via ne possa comparire una seconda, ma è molto improbabile che questo sia avvenuto nel suo caso, perchè, se ho ben compreso, già la prima procedura non ha avuto successo e quindi la via risultata laterale sinistra (e l'indagine intracavitaria è quella che permette di stabilirlo in maniera ineccepibile e non l'ECG) non è stata eliminata. A volte la via anomala (sempre la stessa) può dar scarso segno di sè all'ECG (si chiama grado minore di preeccitazione) e questo può indurre in errori diagnostici chi non ha sufficiente esperienza con queste problematiche. In ogni caso le confermo la mia impossibilità ad esprimermi diversamente per i limiti diagnostici che le ho già fatto presente. Mi scuso se le sono sembrato poco cordiale, ma non era mia intenzione.
Saluti