Utente 282XXX
Buongiorno, mi chiamo Cattaneo Massimiliano,
se mi concede 10 minuti, vorrei raccontarle con le mie semplici parole non molto tecniche la mia "storia", per poi chiederle cosa devo fare e cosa farebbe Lei nei miei panni:
premesso che circa 6/7 anni fa,sono stato operato per ernia inguinale sx nell'ospedale di Lecco, e mi hanno messo la rete,
il giorno 09/12/2011, mi sono recato al pronto soccorso causa forti dolori e grosso rigonfiamento nella zona della ferita inguinale
mi visito' il Dr. Fulvio Tagliabue, così scrisse;dubbio recidiva di ernia sx riposo e ecografia in regione inguinale e successiva visita di controllo.
Così, il 19/12/2011, il Dr.Roberto Boraschi mi fece la prima ecografia, riscontrando sospette recidive erniarie a inguinale sn dopo ernioplastica non recente.
Tornato il 22/12/11 dal Dr.Tagliabue,mi riconsiglio' riposo in quanto al momento non vi erano ottimali indicazioni chirurgiche.
Visto che i dolori continuavano ad aumentare, sempre sulla zona della ferita, tornai di nuovo dal Dr.Tagliabue per almeno 2/3 volte in reparto chirurgia al 2° piano,fino a quando mi consigliò una risonanza magnetica.
La Dr.ssa Grazia Mennella il 05/03/2012 mi fece la risonanza,e scrisse: non evidenza di erniazione in anse intestinali che appaiono ben contenute all'interno della fascia.
In regione inguinale sinistra si rileva formazione tubolare, compatibile con strutture che decorrono normalmente nel canale inguinoscrotale,che,
trovando sbarrato l'accesso convenzionale in relazione agli esiti del progresso intervento (ispessimento alla transizione tra obliquo/traverso e retto)
by-passa nel sottocutaneo per ritrovare alloggio nello scroto.Diastasi dei muscoli retti ca cm 1.3 in regione ombelicale.
Minima falda di versamento nello scavo pelvico.
Non convinto, il Dr. Tagliabue, mi prescrisse una nuova ecografia: 23/05/2012 Dr.ssa Laura Cavicchioni:
Lateralmente al muscolo retto dell'addome e caudo-medialmente a obliquo interno-trasverso, verosimilmente all'altezza dell'anello inguinale interno, si osserva estrinsecazione del funicolo spermatico (tramite di 6mm) che si aggroviglia nel contesto del tessuto sottocutaneo costituendo un gomitolo di circa 4-5 mm;
il flusso è molto lento e non sono apprezzabili segni di reflusso alla manovra di Valsalva.
Nei limiti di norma-volumetrici il testicolo omolaterale con regolari segni di vascolarizzazione.
Non ancora convinto, il Dr. Tagliabue mi riprescrisse una nuova risonanza magnetica con liquido di contrasto:
06/06/2012 Dr. Antonio Cappello; come già segnalato ecograficamente, la tumefazione rilevabile a livello della regione sovra-inguinale sx è condizionata da
ectasia delle vene del plesso venoso pampiniforme, a disposizione anomala a livello del sottocute della parete addominale.
Il funicolo si estrinseca nel sottocute, lateralmente, in corrispondenza di ganga fibrotrico-cicatriziale localizzata tra i muscoli retto dell'addome ed obliquo interno-traverso; successivamente presenta decorso trasversale per angolarsi ad angolo retto all'altezza del didimo omolaterale che viene raggiunto con decorso pressochè verticale.
Il 14/06/2012 vengo ricoverato per ectasia vascolare compatibile con varicocele, e il Dr. Tagliabue mi opera togliendo questo varicocele.
Passano i giorni ma non il mio dolore,
ritorno a cercare in reparto il Dr. Tagliabue almeno un paio di volte ancora, fino a che mi dice che devo fare una nuova ecografia, mi fissa un appuntamento con il Dr.Cappello, faccio l'ecografia ma non convinto il Dr. Cappello mi chiede di farne un'altra ancora, e fissiamo un'altro appuntamento.
21/09/2012 ecografia con mezzo di contrasto; il didimo presenta regolari dimensioni, ecostruttura disomogenea per modica congestione vascolare;
con mdc ecoamplificatore (Sonovue Bracco) è regolare la sua perfusione arteriosa.
Non sono più riconoscibili le strutture venose ectasiche prec.segnalate a livello della regione sovrainguinale; persiste modica ectasia di strutture venose
a livello dell'emiscroto ove concomita modesto idrocele. Invariato il decorso del dotto deferente, che, a livello della sua porzione sovrainguinale, in
corrispondenza della nota angolazione, appare sede di algia alla mobilizzazione del didimo. Nei limiti l'epididimo.
I dolori aumentano, partono dalla vecchia ferita sino a colpire il testicolo sinistro.
Ricerco il Dr. Tagliabue, mi presenta il Dr. Scuzzarella con cui, ho fatto varie infiltrazioni di farmaci compreso il cortisone nella zona dolorante, ma senza successo.
In collaborazione i due dottori decidono di ricoverarmi il 30/10/2012 ed il giorno successivo il Dr. Scuzzarella mi opera tagliando e legando il dotto deferente, nella sala chirurgica del Dr. Tagliabue. Ora non ho più dolori al testicolo, ma mi sono comunque rimasti quelli nella zona della vecchia ferita, a livello della famosa angolazione del deferente.
Capisco che forse debba passare ancora un pò di tempo, ma il fatto che i dolori persistono, dopo tutto questo mi spaventa!
Attendo un suo parere e la ringrazio.

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Dr. Roberto Rossi
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Lei richiede on line un parere quando tutti i chirurghi e gli specialisti che hanno potuto visitarla e vedere le immagini dei numerosi esami eseguiti non hanno potuto venire a capo del problema! È evidente che un parere sia quanto meno improbabile. Le ipotesi che si possono fare sono diverse. Da un tentativo di rigetto della rete a una infiammazione del funicolo spermatico ad una su torsione del testicolo........ Credo che attualmente convenga monitorare con attenzione l'evoluzione della situazione sotto la guida degli specialisti che seguono la sua storia clinica.