Utente 285XXX
Gent.mi Dottori
Fra qualche giorno dovrò affrontare un intervento di vitreoctomia per un distacco della retina, che mi hanno diagnosticato il 28 dicembre 2012.Sono cardiopatica da novembre 2008 quando ho avuto un infarto causato da un forte periodo di stress. Stati di ansia, e dopo l'infarto ho avuto anche uno stato di depressione , non grave ma....lo è stato comunque. Domani , 11 gennaio, inizierò i prelievi, rx torace, ekg, ecc, come preparazione all'intervento, naturalmente mi verrà richiesto di interrompere anche i farmaci anticoagulanti.
Gent.mi Dottori, ammetto che sono SPAVENTATA, DISPERATA... il chirurgo che mi ha visitata e penso eseguirà l'intervento, mi ha detto che sarò addormentata, ma vi prego se potete, potreste dirmi se sarò anche intubata???? Se di solito in questi interventi, vitreoctomia, l'anestesia avviene con l'intubazione?? Perchè , dopo tutto quello che devo ''patire'', non sopporterei anche l'intubazione, e soprattutto il malessere del dopo..
Grazie infinite.
Cordialmente

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[#1] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Gentile Utente, è molto probabile che l'intervento sia condotto in AG, se le è stato detto dal chirurgo, perchè evidentemente la tecnica utilizzata dall'operatore lo richiede. L'uso della AG nel nostro paese per questo intervento è ancora molto presente al contrario di quello che accade per es negli USA dove è condotto in locale.
Tuttavia può essere probabile che (ma di questo ne deve parlare solo con l'Anestesista al momento della visita) anziché essere intubata le sarà posizionata (quando già addormentata) una maschera laringea che è decisamente meno invasiva del classico tubo endotracheale. Anche la spiacevole sensazione al risveglio con la maschera è molto più attutita.
Certamente poi il fatto che abbia avuto un precedente cardiologico così grave in così giovane età verrà preso ovviamente in debita considerazione e probabilmente prima dell'intervento sarà sottoposta a visita specialistica cardiologica.
Segnali al suo Anestesista il suo disagio psicologico, ulteriore fonte di stress, in modo tale che già prima di entrare in sala sia trattata farmacologicamente con una buona premedicazione.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 285XXX

Iscritto dal 2013
Gent.mo Dottore
La ringrazio per la risposta, il 14 gennaio ho sostenuto la visita anestesiologica, il 30 sarò operata. Mi è stato detto che sarò intubata , quindi....mi sn ormai rassegnata....La mia paura è di non RISVEGLIARMI...(ho un figlio ancora da crescere...) e poi....il malessere del dopo...Non tanto il mal di gola (che trallaltro è normale) ma...la nausea , mi è stato detto che cmq l'anestesista somministra degli antiemetici, sia durante che dopo, è vero? Io anni fa ,ho avuto altri 2 interventi in narcosi, non intubata, ma non ho avuto alcun problema di nausea... è possibile averlo ora?
Sinceramente, vorrei non averlo.....vorrei solo poter dormire in tutto questo periodo di DOPO RISVEGLIO... e passare così il peggio....Per quanto riguarda gli altri interventi in narcosi che ho fatto nel 2007-2008 prima dell'infarto, mi è stato detto che l'anestesia è stata più ''blanda'', è possibile che ora sarà più ''pesante''...? Sono veramente impaurita, spaventata a morte.. poi ho anche letto un articolo che anni fa un uomo di 31 anni è morto dopo un intervento di vitreoctomia, è anche vero che era diabetico, e nn sn stati fatti tutti gli accertamenti.... Mi perdoni per la mia ANSIA, purtroppo fino al 30 gennaio sarò così.....sono disperata quasi...
La ringrazio
[#3] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Gentile Utente buongiorno.
Avrei preferito che dopo la visita anestesiologica fosse più tranquillizzata dal Collega, non per sottrarmi io a questo impegno, ma perché una cosa è il contatto anonimo del web, un'altra è quello diretto del delicato rapporto medico-paziente.
Comunque... Vorrei sottolineare che l'aspetto "intubazione" è alquanto relativo perché non è questo aspetto dell'anestesia a doverle creare dei problemi. Lei farà una anestesia generale e questa, indipendentemente dal presidio utilizzato per preservare le sue vie aeree durante l'intervento, le crea ansia.
Lei ha già affrontato altre volte situazioni di questo tipo senza, mi pare, avere dei problemi. Lo farà anche questa volta, necessariamente, e le cose andranno esattamente nello stesso modo.
Non posso dirle che il rischio è zero, perché non esiste in medicina il rischio zero. Ma una volta effettuata la visita, inquadrato clinicamente il paziente, ogni anestesista sa quelle che possono essere le sue (del paziente) esigenze. E comunque le tecniche di monitoraggio permettono di prevenire in tempo qualsiasi problema.
Per quello che riguarda invece la nausea e il vomito, questi possono essere oggi efficacemente prevenuti con farmaci opportuni che se dati per tempo durante la narcosi evitano il presentarsi del fenomeno.
La saluto e la invito ancora a essere più tranquilla e fiduciosa.