Utente 249XXX
Buongiorno, vorrei avere delle informazioni per quanto riguarda un problema che spero di risolvere al più presto.
Da circa un'annetto e più ho scoperto di avere questo problema del sinus pilonidalis. redevo di poterlo ignorare, ma poi mi si infiammava molto spesso (cirac una volta al mese) facendomi vedere le stelle, non potevo sedermi e guai a pensare di poter andare in bici o roba simile.. Preciso che non mi si è mai aperta come spesso succede. Per farla sfiammare più di una volta ho dovuto curare con gli antibiotici. Sono andata dal chirurgo che mi ha detto che sarebbe da operare e che lui opterebbe per un'anestesia spinale e per la tecnica chiusa. Ho letto tanto su questo argomento per informarmi un po e sono un pochin dubbiosa, sarebbe meglio la tecnica aperta o chiusa? So che con quella chiusa i tempi di guarigione sono più rapidi ma c'è il rischio maggiore di recidive.. e poi, in tutt'e due i casi viene messo il drenaggio? Vorrei sapere un pochino cosa mi aspetta nel post operatorio in entrambe i casi, come tempi di guarigione, le complicazioni che possono portare entrambe le tecniche, dolori vari ecc. Il mio problema base è che ho una paura tremenda dell'ospedale, e dato che so che sto male perchè ho già avuto esperienza di altri ricoveri e vorrei sapere la tecnica che mi permette di restare ricoverata il meno possibile. Vi ringrazio in anticipo per il vostro tempo.

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Favara
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CANTU' (CO)
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In genere l' intervento viene eseguito in day surgery qundi con una permanenza in ospedale minima.
La tecnica chiusa prevede la rimozione dei punti entro due settimane e la guarigione nella stragrande maggioranza dei casi, quando è indicata e tecnicamente possibile, ovvero quasi sempre.
La scelta in merito al drenaggio dipende dal chirurgo al momento dell' intervento.
Il postoperatorio in genere è indolore e le complicanze (emorragia, infezione) sono rare.
[#2] dopo  
Dr. Boris Franzato
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CASTELFRANCO VENETO (TV)
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Gentile signora
Effettivamente, in base a quanto si conosce attualmente, il cosiddetto metodo chiuso esporrebbe ad un lieve maggiore rischio di recidiva rispetto a quello cosiddetto aperto. Il vantaggio principale del metodo chiuso è che, se non intervengono suppurazioni della ferita, peraltro piuttosto frequenti, la probabilità di guarigione in una decina di giorni sono elevate. Con il metodo aperto sono necessarie molte medicazioni, inizialmente quotidiane e poi a giorni alterni, fino a quando la ferita non guarisce spontaneamente.
La scelta di solito si fa insieme a chi dovrà eseguire l'intervento chirurgico e tiene normalmente conto delle dimensioni della cisti, della presenza o meno di fistole, della corporatura del paziente e del fatto che in precedenza si sia infiammata o meno.
Tenga presente che normalmente l'intervento si esegue in Day Surgery e che può andare a casa la sera dell'intervento.
Esistono poi delle tecniche che utilizzano metodi che comportano l'uso di lembi per colmare il difetto di pelle e sottocute, ma il pericolo principale è sempre costituito dalla suppurazione della ferita stessa, inoltre queste metodiche richiedono una esperienza specifica, non essendo molto diffuse.
L'uso o meno del drenaggio è una scelta soggettiva, anche se non viene utilizzato in tutti i casi. In caso, viene posizionato nel metodo chiuso; per il metodo aperto non è necessario, visto che la ferita viene lasciata aperta e zaffata con delle garze jodoformiche, che andranno di volta in volta cambiate durante le medicazioni.
Spero di esserle stato utile
Cordialmente
[#3] dopo  
Utente 249XXX

Iscritto dal 2012
Vi ringrazio infinitamente entrambi per avermi dedicato il vostro tempo per rispondermi. Mi sembra di capire che la tecnica chiusa sia quella che va per la maggiore. Poi ovviamente complicazioni varie sappiamo che si possono presentare comunque. Spero in un post operatorio privo di complicazioni, (e spero di prendere questo piccolo intervento con maggiore serenità! Vi terrò informati. Vi ringrazio ancora per le vostre risposte.
Un cordiale saluto.