Utente 723XXX
Salve.
Ho 33 anni ed una decina di anni fa ho avuto una fase acuta del disturbo in oggetto.
Dopo essere andato per due volte al pronto soccorso dove ero stato trattato come un pazzo dal medico di turno che non vedeva nulla di anomalo, al terzo ECG venne fuori il disturbo in oggetto che sembrò preoccupare molto il medico che mi mandò immediatamente a fare un ecocardio.
Da quest'esame (all'inizio del quale fui tacciato anche lì di essere esagerato e/o ipocondriaco in quanto in prima istanza non si vedeva nulla di ché) alla fine venne fuori una piccola malformazione della valvola mitralica.
A detta sua la malformazione era troppo irrisoria per provocare da sola il disturbo e che, probabilmente, interagiva con altri problemi quali stress e disturbi al colon.

Vista l'assenza di patologie più gravi, l'unica paura del cardiologo era che le extrasistoli, vista la loro frequenza ed il tipo (molto premature e si presentavano anche in coppia o in tripletta) potessero scatenare una crisi tachicardica e/o fibrillatoria.
Così decise di mettermi sotto betabloccanti (Tenormin).

Dopo circa un anno provammo a diminuire ed infine a smettere il Tenormin con esito "soddisfacente" - disse il medico.

In questi anni ho avuto a volte la percezione saltuaria del disturbo, ma nulla che mi facesse preoccupare (fortunatamente non sono particolarmente soggetto ad ansia).

Adesso però da un po' di giorni il disturbo è tornato ad essere fastidioso ed insistente.
Si presenta con fasi che possono durare da 10 minuti ad un paio di ore, durante le quali le extrasistoli sono molto numerose e spesso consecutive.

Francamente dovrei andare di filata dal cardiologo, lo so.

Però prima di affrontare di nuovo la trafila durante la quali mi daranno del pazzo ipocondriaco (da qualche anno abito a Firenze mentre prima stavo in Sicilia, così sarò visitato da medici diversi che raramente - probabilmente spesso a ragione - si fidano di quanto dicono loro i pazienti; ed io non sono più provvisto dei referti e cartelle dell'epoca) vorrei sapere se è proprio necessario e se esiste una soglia oltre la quale il disturbo diventa tale da incutere preoccupazione.

Poi davvero vorrei evitare di passare il resto della vita sotto betabloccanti per un disturbo apparentemente privo di spiegazione che però, da quanto leggo in giro, raramente presenta connotazioni gravi.

Grazie per l'attenzione, fiducioso di una vostra risposta.

M.

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Dr. Aniello Ascione
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Caro Signore,
molto esauriente la sua domanda. Le consiglierei di sottoporsi ,se non mai effettuato,ad un ECG dinamico sec. Holter delle 24 ore per valutare il tipo e frequenza dell'aritmia, e provvedere alla cura più idonea.Probabilmente la patologia valvolare diagnosticata è il prolasso mitralico,che spesso provoca indirettamente aritmie,ma non gravi.
la saluto cordialmente