Utente 347XXX
Buongiorno,
scrivo da parte di mia suocera, 77 anni, ipertesa a cui il mese scorso è stata riscontrata un'aritmia con fibrillazione atriale.Il cardiologo le ha consigliato una cura con bisoprololo, amiodarone e anticoagulante, prospettando la possibilità di ricorrere in seguito alla cardioversione.
Ora è stato fatto un holter di controllo dopo circa 40 giorni di cura e l'esito è il seguente:
"Numerosi artefatti di registrazione con parziale distacco di V6.
Ritmo sinusale condotto con emiblocco anteriore sinistro, normofrequente.
Rare extrasistoi atriali prevalentemente isolate.
Rarissime extrasistoli ventricolari isolate.
Assenza pause patologiche.
Alterazioni aspecifiche della ripolarizzazione ventricolare senza significative modificazioni durante l'intera registrazione.
Intervallo QT ai limiti superiori di norma."
Poichè mia suocera dice di sentirsi decisamente meglio rispetto a prima della cura, crede che in base all'esito dell'holter non sia necessario ricorrere alla cardioversione?

La ringrazio fin d'ora per la sua risposta.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Alessandro Durante
28% attività
12% attualità
12% socialità
MILANO (MI)
Rank MI+ 52
Iscritto dal 2014
Buonasera,
la cardioversione non e' piu' necessaria perche' e' avvenuta "spontaneamente", ovvero facilitata dalla terapia con amiodarone.
Il ritmo del cuore e' tornato ad essere sinusale, ossia quello "normale".
La terapia con amiodarone potrebbe allungare l'intervallo QT che e' gia' ai limiti superiori della norma, quindi potrebbe essere utile monitorarlo nel tempo con ECG.

Rimango a sua disposizione per altri eventuali dubbi.

Cordiali Saluti,
Alessandro Durante
[#2] dopo  
Utente 347XXX

Iscritto dal 2014
Grazie Dottore per la rapidità della sua risposta!