Le procedure di sterilizzazione all'interno degli studi dentistici per la sicurezza dei pazienti e degli operatori rivestono grande importanza per la salvaguardia della igiene pubblica,un esempio per tutti, dati dell'oms indicano in europa meridionale una non trascurabile presenza di positività al hbc nella popolazione over 65.

La problematica delle infezioni trasmissibili  durante l'esecuzione di terapie odontoiatriche ha assunto negli ultimi decenni una notevole importanza, dal momento che le cure stesse per le loro caratteristiche di invasività sono potenzialmente causa di contaminazione delle attrezzature, degli strumenti, dei luoghi e degli operatori stessi che erogano le prestazioni.

La necessità di proteggere i pazienti da queste infezioni crociate, ossia che si trasmettono per interposizione di un passaggio attraverso lo studio, da paziente a paziente od all'operatore stesso ha fatto trasferire all'interno dei nostri studi metodiche di controllo e tecniche di decontaminazione discendenti dalla esperienza maturata in sala operatoria, facendo identificare zone a rischio biologico basso, medio, alto a seconda delle possibilità di contaminazione che in esse può aver luogo con una scala ascendente dalla sala d'attesa alla sala di sterilizzazione alla sala operativa.

Valutazione del rischio biologico

Nella valutazione del rischio biologico derivante dal prestare le cure ad un considerevole numero di soggetti diversi nell'arco di una giornata tipo, il problema della conoscenza della loro reale situazione sanitaria assume una notevole importanza e come vedremo è fondamentale per le modalità operative che si sceglie di adottare in tema di controllo delle infezioni trasmissibili. Infattitutte le procedure operative vengono improntate ai massimi standard igienici possibili,poiché tutti i pazienti nonostante la negatività anamnestica devono essere considerati possibili individui infetti. Questo perché è possibile un periodo finestra tra l'esposizione ad un agente infettivo e l'insorgenza di una positività rilevabile da test clinici. Gli stessi operatori vengono sottoposti a periodiche analisi per evidenziare possibili sieroconversioni verso epatite b,c e hiv.

Un ruolo chiave nel controllo delle infezioni viene svolto dal personale di studio,l'assistente infatti è deputata alla accoglienza del paziente ed alla sua preparazione all'intervento. In questa fase si sommano a standard di decontaminazione validi per ogni intervento,quelli relativi al singolo caso,ossia non sarà necessario provvedere alla disposizione di un campo sterile per fare un'otturazione,mentre invece esso si renderà indispensabile nelle procedure di implantologia e di chirurgia in genere,con protocolli di protezione dell'ambiente e del paziente via via crescenti in funzione del grado di invasività dell'intervento.

L'accesso del paziente alle cure sulla poltrona ,quindi  è seguito dall'assistente che avendo preso visione del trattamento previsto      provvederà alla vestizione ,quindi casacche sterili per il paziente e gli operatori,guanti  e teli sterili per le procedure ad alto rischio ,oppure nel caso di procedura a basso rischio  semplicemente disposizione della protezioni individuale sul paziente in aggiunta allo standard di protezione ambientale che normalmente è  garanzia nei confronti dei patogeni in tutti i tipi di procedure a qualsiasi livello.

E quindi seguirà la applicazione di pellicola autoadesiva monouso su tutte le superfici sensibili della poltrona come maniglie, tastiere, siringhe aria acqua, cannule aspirazione.

Si procede allo stesso modo alla protezione con pellicola delle superfici sensibili degli strumenti accessori da utilizzare nell'esecuzione della terapia. Si dispone tutto il monouso sulle superfici: sulla tavoletta operatore, ed i servomobili a seconda della necessità usando tray's paper o teli sterili, nelle cannule di aspirazione si inserisce l'aspirasaliva, sulla bacinella si pone il bicchiere  con collutorio per la disinfezione del cavo orale.

Quindi si estraggono dalle loro buste gli strumenti per esempio i trapani, così come tutti gli strumenti chirurgici ad alta contaminazione, ossia tutti quelli il cui uso prevede contatto con il sangue del paziente, i puntali siringa aria acqua, ablatori e relative punte, strumentario chirurgico, endodontico e quant'altro di utile all'esecuzione della terapia che non richieda imbustamento ma solo la sterilizzazione come, specchietti pinzette da medicazione siringa per anestesia, ma non l'ago naturalmente, frese varie non chirurgiche.
A questo punto l'operatore può iniziare la seduta.

Una volta ultimata tutto il monouso viene cestinato nei contenitori per rifiuti speciali, i taglienti e gli aghi in un contenitore, tutto il resto che ha avuto contatti con fluidi orali in un'altro. Una ditta specializzata provvederà a ritirare e smaltire in appositi inceneritori una volta al mese tali rifiuti.

Gli strumenti vengono invece prelevati e portati in sala sterilizzazione, qui ad eccezione di quelli meccanici, vengono immersi in un bagno decontaminante prima di essere inseriti all'interno del termodisinfettore (lavastrumenti), da qui dopo un ciclo con disinfettanti e detergenti a 90 gradi, vengono una volta asciutti, trasferiti all'imbustamento e/o inseriti nelle autoclavi a vuoto frazionato, che garantiscono i più alti standard di sicurezza, avendo l'accortezza di non sovrapporli ammassandone troppi  all'interno di esse, poiché è indispensabile la libera circolazione del vapore saturo tra le varie buste e lo strumentario, o quant'altro presente all'interno della camera di sterilizzazione, questo per garantire che siano raggiunti in ogni parte, e quindi la loro sterilità.

Si rende allora necessario qualora vi fosse una notevole quantità di materiale da sterilizzare, procedere a più cicli o disporre di più autoclavi.

I trapani seguono un percorso diverso prima di venire imbustati, essi una volta ripuliti superficialmente con soluzioni detergenti e sterilizzanti vanno lubrificati e ripuliti al loro interno dai detriti dell'ultima lavorazione effettuata, questo perché i condotti aria acqua vengono continuamente impattati dai residui della limatura prodotta dalla fresa in rotazione, sparati ad alta velocità ed in grado di penetrare al loro interno una volta finita la pressione positiva di esercizio ossia ogni volta che si ferma il ciclo degli spray.

Quest'operazione è effettuata da una macchina all'interno della quale si innestano i trapani e che una volta richiusa mette in azione un potente getto d'aria compressa ed olio lubrificante che li pulisce e lubrifica facendoli girare a vuoto.
Anche gli strumenti che sono stati interessati alla manipolazione di cementi o materiale organico con capacità adesive, sangue coagulato, frustoli di polpa dentale o tessuti mucosi, subiscono prima del loro ingresso nel termodisinfettore un'ulteriore ciclo di sbrigliatura con un lavaggio in una vasca con detergenti riscaldati ed agitati da onde ultrasoniche per 20 minuti.

Per l'abbattimento del rischio infettivo hanno importanza anche le modalità operative, ad esempio l'uso routinario della diga di gomma abbatte in maniera significativa la contaminazione dell'aria della sala chirurgica evitando il contatto degli spray con le mucose e quindi l'inevitabile sollevamento e deposizione intorno agli operatori ed alla poltrona, di particelle di sangue, saliva,cellule mucose, e ogni tipo di contaminante biologico.

Per incrementare la sicurezza, essa viene trattata con un apparecchio aspirante dotato di una trappola a luce ultravioletta, questo apparecchio è molto utile, perché le procedure di fresatura dentale producono una considerevole quantità di pulviscolo infetto che se non prelevato da un'aspirazione forzata si depositerebbe su tutte le superfici di lavoro.

Queste ultime sono poi ad ogni paziente ripulite con soluzione detergenti e sterilizzanti ad azione diretta contro virus, spore, e batteri.
Estremamente efficaci se deposte in un film senza soluzioni di continuo su tutte le superfici che si vuole decontaminare e lasciate agire per il tempo sufficiente, pochi minuti. 
Importantissimo ancora il corretto rapporto aereo illuminante della sala operativa, il costante ricambio d'aria, la presenza di pavimenti e pareti rivestite di materiale lavabile e che garantisca una bassa adesività batterica, l'assenza di tessuti e tende che richiedano cicli di lavaggio non praticabili quotidianamente.

Ovviamente gli operatori avranno l'accortezza di utilizzare sempre guanti nuovi ad ogni paziente e di cambiarli ogni qualvolta essi potrebbero essere veicolo di trasporto per virus e batteri in giro per lo studio, ad esempio se li toglieranno per rispondere al telefono.

E' bene tenere poi presente che il grado di contaminazione biologica di un ambiente operativo del tipo descritto è funzione direttamente proporzionale al numero dei pazienti in esso ricevuti nelle ore di lavoro. Tanto più elevato risulterà quest'ultimo tanto più contaminata sarà la sala, le attrezzature gli operatori.

Per quanto appena detto si può ritenere utile alla riduzione del rischio infettivo negli studi dentistici la costante attenzione dello staff medico ai presidi igienici di routine, il limitato numero di cure effettuato giornalmente, il costante utilizzo di strumentario imbustato e presidi igienici monouso, la presenza di attrezzature che pur innalzando i costi d'esercizio dello studio garantiscono da infezioni crociate paziente operatore paziente, paziente paziente.

Un esempio per tutti: le infezioni ospedaliere sono talmente temute che i periodi di ricovero sono sempre più brevi per ridurne il rischio.