Lo svezzamento non dovrebbe cominciare prima del 5°-6° mese, tranne in casi particolari e solo dietro indicazione del vostro medico. Uno svezzamento precoce facilmente predispone a intolleranze ed allergie perchè attraverso una mucosa intestinale ancora non completamente “matura”...

La prima pappa

Lo svezzamento non dovrebbe cominciare prima del 5°-6° mese, tranne in casi particolari e solo dietro indicazione del vostro medico.
Uno svezzamento precoce facilmente predispone a intolleranze ed allergie perchè attraverso una mucosa intestinale ancora non completamente “matura” possono passare molecole verso le quali l’organismo mette in atto delle difese. E’ un momento molto delicato non solo dal punto di vista strettamente alimentare ma anche e soprattutto relazionale tra mamma e bambino, tanto quanto l’allattamento se non di più, perchè è la premessa al distacco progressivo dal seno; e nel tempo, alla conseguente capacità di alimentarsi autonomamente, scegliere il cibo, avere dei proprio ritmi e gusti alimentari.

Con lo svezzamento si pongono le basi della relazione adulta col cibo, delle abitudini alimentari e della salubrità delle stesse.
Già attraverso l’allattamento materno (e anche in utero) il piccolo “conosce”, opportunamente “presentati” attraverso il latte, tutti gli alimenti che la mamma utilizza. Quanto più varia e sana sarà stata l’alimentazione materna, tanto minori saranno i problemi durante lo svezzamento e facilitata la conoscenza dei singoli alimenti.

Se il bambino rifiuta categoricamente un cibo particolare bisogna chiedersi se anche la mamma non lo gradisca e non sottovalutare la possibilità che quel cibo gli causi problemi digestivi o che ci possa essere un’intolleranza.

E’ bene perciò avere in diario su cui annotare quotidianamente, almeno per i primi due mesi, ciò che il piccolo mangia, quale cibo nuovo si è introdotto, nonché eventuali correlazioni con disturbi intestinali, vomiti, rifiuti, manifestazioni cutanee, irritabilità e insonnia, gradimento ecc.

Il diario sarà molto utile al vostro pediatra per darvi suggerimenti e/o indicarvi “strategie”. Sia attraverso l’allattamento che lo svezzamento, e le modalità con cui si svolgono, il piccolo “assorbe” non solo il nutrimento alimentare ma anche le emozioni materne prima, e paterne-famigliari, poi; ben presto imparerà ad utilizzare questa componente emotiva per tenere sotto scacco i genitori, i nonni, la baby sitter e non bisogna esitare a chiedere consiglio ed aiuto al vostro pediatra per evitare che certi atteggiamenti si strutturino in veri e propri conflitti relazionali.

In casi estremi sarà anche necessario, su indicazione del vostro medico, e senza remore o preconcetti, rivolgersi ad uno psicologo o ad un neuropsichiatra infantile che saprà opportunamente valutare la situazione nell’insieme, consigliare, prendersi cura se necessario non solo del bambino ma anche eventualmente del contesto che lo vede protagonista. Non abbiate paura perciò se questa indicazione sarà malauguratamente necessaria, per scongiurare situazioni future più gravi.

E’ necessario perciò durante lo svezzamento molta accortezza, evitando atteggiamenti impositivi, reazioni di rabbia, insofferenza, impazienza se non addirittura fretta.
Capita di essere contattati da mamme disperate, rabbiose, insofferenti. C’è sempre un motivo se il vostro bambino rifiuta il cibo e può essere innanzitutto una scelta istintiva dettata dall’intelligenza biologica, perciò non fatene subito un fatto personale, non sentitevi in colpa, non drammatizzate, non insistete. Aspettate qualche giorno e riprovate ma senza sfide e imposizioni. Segnalate la cosa al vostro medico e chiedete consigli.

Tempi

All’inizio per il primo mese il piccolo farà 4 pasti di latte e una pappa, dal secondo mese a seguire farà 3 pasti di latte e due pappe e poi 2 pasti di latte e tre pappe. Aumenterà insomma piano piano la componente solida e la varietà di cibi da introdurre progressivamente, rispetto al latte.

Non date al latte un’importanza eccessiva; l’essere umano è l’unico che continua a prendere il latte dopo lo svezzamento e anche da adulto senza averne necessità fondamentale. I cibi che pian piano si introdurranno potranno egregiamente supplire al latte, qualora il bambino ad un certo punto dovesse rifiutarlo. Anche in questo caso non insistete. Per quanto concerne il latte artificiale ce ne sono di tantissimi tipi sia per le varie fasi di crescita che per esigenze particolari a formulazioni speciali. Per l’introduzione del latte vaccino chiedete sempre consiglio al vostro pediatra su tempi e modi d’introduzione rispetto ai vari tipi di latte appositamente formulati per i bambini e in polvere.

Come preparare la prima pappa?

Naturalmente non dev’essere subito una “pappa” solida altrimenti il piccolo ve la sputerà all’istante. Molto progressivo e lento e dolce dev’essere il passaggio dalla liquidità del latte alla solidità della pappa.

Cominciate quindi a preparare un brodino vegetale con carota, poi aggiungete al prossimo brodino un alimento nuovo che sia un pò di sedano, poi un pò di lattuga, un pezzetto di patata, un pezzetto di zucchina a seconda della stagione;
evitate il pomodoro almeno fino a 8-9 mesi; 
fatelo cuocere bene, filtratelo ed aggiungete progressivamente, aumentando piano piano la quantità: un cucchiaio di crema di riso (per la prima settimana, e poi potrete provare quella di mais e tapioca e infine quella multicereali) che diventerà dopo uno due giorni più denso con due cucchiai;
Il giorno seguente aggiungete un cucchiaino di olio crudo estratto a freddo extravergine;
il giorno seguente aggiungete un cucchiaino di parmigiano.

Quali alimenti?

Dal secondo mese di svezzamento potete cominciare a sostituire le creme farinose con le pastine e il microriso appositamente formulate per i primi mesi.

Alla fine del primo mese di svezzamento potrete utilizzare le verdure con le quali avete preparato il brodo: passatele e ripetete dolcemente l’introduzione di un cucchiaio di quelle verdure aggiunte alla pappa, poi due cucchiai. Evitate di usare il frullatore perchè ingloba aria nel cibo e può causare meteorismo (aria nel pancino) e colichette. Se proprio dovete usarlo, lasciate il cibo frullato a posare per 15-20 minuti prima di somministrarlo.

Lontano dalla pappa, potrete cominciare a fargli assaggiare un pò di mela grattugiata ben matura, cui progressivamente potrete aggiungere un pò di biscotto granulato o 1/2 fetta biscottata sbriciolata.

Questa pappina di frutta potrà egregiamente diventare uno spuntino di metà mattina o di metà pomeriggio a partire dal secondo mese di svezzamento in poi; alla mela potrete poi sostituire la pera e la banana ed eventualmente potrete mescolare la frutta grattugiata fresca ad un mezzo vasetto di yogurt integrale.

Per quanto concerne la carne, la cosa più semplice è dare subito liofilizzati ed omogeneizzati nella pappa, ma meglio sarebbe introdurre la carne dopo il primo mese di svezzamento e prepararla cuocendola a vapore e passandola a setaccio fine.

Il cibo preparato fresco, di cui si conosce l’origine è sempre preferibile a preparazioni commerciali anche perchè il valore biologico è molto più alto e sicuramente nessun processo e nessuna sostanza conservante o additivo sarà introdotta.

Per la preparazione vale lo stesso discorso del frullatore, fatto prima.

Cominciare con mezzo cucchiaio aggiunto alla pappa, poi aumentare la quantità preferibilmente associando la carne al passato di verdure piuttosto che alla pappa di farine, per una migliore digeribilità. La carne meno allergizzante è quella di agnello, che va privata del grasso; poi quella di coniglio il mese successivo, poi quella di vitello il mese successivo, infine il pollo e il tacchino che sono le carni più allergizzanti e quindi darle il più tardi possibile.

 

Dall’8° mese in poi potrete cominciare ad introdurre i legumi; passati in modo da privarli della scorza poco digeribile: lenticchie e ceci, anche questi preferibilmente da soli o mescolati alla pappa di verdure per una maggiore digeribilità. In piccola quantità si possono anche mescolare a quella che ormai è pastina o riso a chicchi piccoli a formulazione pediatrica.

Il pesce va dato molto più tardi; mi riservo di pubblicare una tabella più specifica per l’introduzione progressiva degli alimenti per età.
Coraggio mammine! Vi aspetta una bella impresa. Auguri!