L'isterismo è un fatto di poca chiarezza, un fare e non voler fare, è un fingere, un mimare, è tutto interno ad una logica di repressione e può essere definito come una protesta parassitaria, perchè il suo protagonista, senza averne colpa, non si è ancora affacciato alle possibilità di una insubordinazione vera

Considerato un tempo come una malattia, l'isterismo va visto oggi come uno dei possibili modi di manifestarsi del conflitto nevrotico, in quanto l'isterismo è un modo di reagire, o meglio è un modo particolare di vivere il disagio psichico, di esprimerlo, di comunicarlo agli altri ed anche di utilizzarlo, infatti, nel caso dell'isterismo, si rende particolarmente evidente un fatto più generale, ovvero che il sintomo psichiatrico non è solo il modo di manifestarsi, peraltro spesso inconsapevole, di una situazione di disagio, ma è anche un modo di comunicare ad altri questo disagio.

Il sintomo psichiatrico è sempre una forma di comunicazione interpersonale e, nello specifico, per quanto riguarda l'isteria, il sintomo viene prodotto strumentalmente dal soggetto con il fine di comunicare agli altri un disagio psicologico che non saprebbe esprimere altrimenti, per poterne ottenere dei vantaggi secondari.

I disturbi chiaramente e clamorosamente isterici non sono molto frequenti nella nostra società, ma è comunque importante studiare i meccanismi psicologici che li determinano, perchè questi ultimi costituiscono una chiave di comprensione per una serie piuttosto ampia di comportamenti e di problemi psicologici.

Essi si manifestano sotto l'aspetto di sintomi che imitano malattie e lesioni organiche, quali paralisi, mutismi, convulsioni, crisi di soffocamento e hanno inoltre la caratteristica comune di esprimersi in modo appariscente, ma senza una intensa partecipazione di sofferenza da parte del soggetto, infatti lo spazio che separa l'isteria dalla simulazione è piuttosto sottile ed ambiguo, in relazione al fatto per cui l'isteria si distingue dalla simulazione nella misura in cui il soggetto non è pienamente consapevole del significato e della reale intenzionalità del proprio comportamento.

Il soggetto isterico dissocia dalla propria persona ciò egli stesso produce, ed invece di affermare "io faccio questo", è come se egli dicesse "questo mi accade" e infatti il sintomo isterico viene sempre presentato come un guasto, oppure come un blocco accidentale nel funzionamento del corpo, di cui il soggetto si proclama assolutamente non responsabile, proprio perchè il soggetto si trova in una situazione conflittuale, per cui da un lato ha un bisogno che deve esprimere, come, ad esempio, il bisogno di negarsi agli altri, di protestare o di ricevere affetto, per un altro lato, invece, egli non si può permettere di esprimere questo bisogno, perchè sa che se lo facesse verrebbe censurato prima che dalla società, dalle proprie istanze morali, per cui il risultato di questa situazione conflittuale è che il bisogno viene espresso in modo distorto e mascherato, spesso simbolico, come sintomo isterico e che il soggetto convince se stesso e gli altri che la sua volontà non c'entra per nulla.

In altre parole, il soggetto si scinde fra personaggio sociale ed organismo "malato", ed attribuisce al proprio organismo ciò che sottrae al personaggio sociale, per cui il concetto di dissociazione isterica è quindi fondamentale per comprendere la dinamica dell'isteria, infatti l'isterico è anzitutto la vittima di un intrappolamento e di sofferenza, per cui trova la via di un contegno che è frutto di un faticoso compromesso, in quanto egli è già sottoposto ad una situazione di oppressione tipicamente moralistica, che è quella che gli impedisce di esprimere liberamente, di fronte a se stesso ed agli altri, i propri bisogni reali, per questo, in genere, il sottoporre l'isterico ad un ulteriore atteggiamento moralistico, per reprimere i suoi sintomi, non fa altro che peggiorare la situazione.

L'isterismo è sempre una negazione, e quindi una manifestazione di protesta, ma è la protesta di chi non sa come protestare, di chi non sa come parlare, di chi non osa rischiare, di chi vuole ancora aiuto dal padrone, di chi cerca di sottrarsi ad una situazione insostenibile, ottenendo benefici marginali attraverso atteggiamenti che sono ancora di subordinazione e di dipendenza, l'isterismo è un fatto di poca chiarezza, un fare e non voler fare, è un fingere, un mimare, è tutto interno ad una logica di repressione e può essere definito come una protesta parassitaria, perchè il suo protagonista, senza averne colpa, non si è ancora affacciato alle possibilità di una insubordinazione vera.

Molto spesso la modalità di reazione isterica è presente in disturbi psichici di vario tipo, per lo più nel contesto di disturbi nevrastenici o fobico-ossessivi, in certi casi nelle cosiddette personalità psicopatiche, a volte nella depressione, in rapporto ai disturbi nevrastenici, la componente isterica si manifesta di solito come esibizionismo di disturbo, cioè come tendenza ad accentuare, e spesso a drammatizzare, i disturbi, allo scopo di ottenere attenzione da parte dei familiari e del medico, anche perchè l'isterismo è uno dei modi possibili di utilizzazione del sintomo, il quale viene utilizzato dal paziente per ottenerne dei vantaggi, quali, ad esempio, assumere il ruolo di malato e goderne i vantaggi, o per chiedere aiuto, o per ottenere la preoccupazione e l'ansia di altri, o per colpevolizzarli, o per modificare i rapporti all'interno della famiglia.

L'isteria non va confusa, comunque, nè con le manifestazioni pseudosomatiche della nevrastenia, nè con i disturbi psicosomatici, è infatti molto difficile concepire una terapia dell'isterismo senza una presa di coscienza, cioè senza un'uscita, peraltro imprescindibile in quanto caratteristica fondamentale del disturbo, da quella oscura, attiva negazione di consapevolezza e, in realtà, questo può avvenire solo se si offrono all'isterico delle alternative, perchè il suo problema di fondo non è di essere inconsapevole, ma di essere costretto all'inconsapevolezza del sintomo isterico per ottenere ciò che vuole, o di cui ha diritto, dato che non può ottenerlo altrimenti.