In questo articolo verrà messa in luce la differenza tra i diversi livelli di gravità della personalità paranoide, la possibile genesi del disturbo e la cura più adatta in base alla complessità della problematica

Che cos'è il disturbo paranoide di personalità?

Il disturbo paranoide è un disturbo di personalità caratterizzato da affetti, impulsi e idee intollerabili che vengono disconosciuti e attribuiti alle altre persone e quindi vissuti con un senso di paura e indignazione. Lo stile di relazione è improntato alla sospettosità, alla diffidenza e all'ostilità come se queste persone fossero perseguitate da individui che vogliono far loro del male. La convinzione di essere perseguitati può non raggiunge livelli d'intensità delirante, tuttavia è pervasiva e investe tutte le sfere della vita dell'individuo.

La personalità paranoide è figlia di un'errata percezione degli eventi a cui l'individuo fornisce sempre una spiegazione che si riferisce a preconcetti e credenze inequivocabili acquisite in precedenza. Si tratta di uno stile di pensiero iper-razionale dove la componente emotiva positiva e la fiducia nell'altro sono quasi totalmente assenti. Il pessimismo, il dubbio, l'insicurezza e la sensazione di un destino ineluttabile sono componenti che rafforzano il vissuto d'impotenza e i comportamenti d'isolamento a cui il soggetto si predispone.

La rigidità di queste persone si manifesta nel non riuscire a differenziare tra un'idea e un comportamento: le congetture sono considerate come dati di fatto incontrovertibili, anche se non suffragate da prove concrete; qualsiasi tentativo di confronto con questi soggetti risulta vano se non addirittura considerato un tentativo manipolatorio, teso a sfruttare, da parte di persone che “fanno parte del sistema”.

 

Come si distingue un disturbo paranoide di personalità da uno stile “complottista”?

Esistono molte forme più sfumate di questo disturbo che non soddisfano i criteri diagnostici di un disturbo di personalità, ma che tuttavia hanno dei tratti in comune con esso. Negli ultimi anni, in Italia come nel resto del mondo, uno stile “complottista” nella lettura degli eventi è stato in parte alimentato da siti e blog di controinformazione con i social network a fare da cassa di risonanza.

Il meccanismo è conosciuto da tempo: si utilizzano argomenti ad alto grado di sensibilità popolare come ad esempio il potere dei governi, l'alimentazione, gli accordi segreti tenuti nascosti ed in generale la convinzione rassegnata di non essere padroni del proprio destino perché altri decideranno per tutti. Tutte queste argomentazioni possono avere una certa credibilità, nonché una base di verità, ma ancora una volta è la pervasività e il grado di verità totalizzante che viene loro attribuita a tracciare un confine tra un soggetto con tendenze paranoiche ed uno semplicemente critico.

Non è questa la sede per approfondire il fenomeno sociale delle “sindromi di accerchiamento” collettive, ma è importante sottolineare che le persone con uno stile improntato al sospetto, alla diffidenza e tendenti ad attribuire all'esterno le responsabilità, tenderanno a credere maggiormente a queste verità “nascoste” piuttosto che a quelle ufficiali.

Tutto ciò, non è sintomo di un disturbo paranoide di personalità, ma traccia un profilo di una persona che ha scarsa fiducia negli altri, che tende a pensare di poter essere sfruttato, umiliato e attaccato nel momento in cui non ha sotto controllo la situazione. Controllare è l'unico modo per essere sicuri. Perdere il controllo equivale a perdere se stessi e a mettersi nella posizione di essere sfruttati e danneggiati.

 

Una personalità paranoica può diventare psicotica?

Una personalità paranoide, in situazioni di stress, può andare incontro a un deterioramento del suo funzionamento abituale che può portare anche ad una condizione psicotica. In questo caso il crollo psicotico difficilmente avviene all'improvviso: si tratta piuttosto di un peggioramento graduale i cui segnali possono essere colti anche da familiari o persone che stanno vicino al soggetto.

La strutturazione di un delirio ad esempio avviene progressivamente: inizialmente compaiono ad esempio, preoccupazioni riguardo al fatto di essere osservato o fatto oggetto di scherno e maldicenze, successivamente la preoccupazione aumenta e si mettono in atto strategie per difendersi dai propri aguzzini. Queste condotte influenzano in negativo la vita del soggetto e delle persone che gli stanno vicino poiché derivano da idee di riferimento a cui il soggetto aderisce in maniera ossessiva e che occupano la maggior parte del suo tempo.

Infine l'individuo costruisce una teoria della mente basata su congetture, preconcetti che hanno la consistenza di fatti realmente accaduti in cui è evidente la percezione alterata della realtà.

Un esordio psicotico di questo tipo necessità di una personalità fragile, in parte già frammentata che per anni non è stata presa in cura dai servizi mentali competenti o da professionisti del campo.

Nei casi in cui la personalità si è formata in maniera abbastanza unitaria anche se organizzata difensivamente attorno ad un sistema paranoico, è improbabile che si presenti una franca psicosi.

 

Da dove nasce la personalità paranoide?

Secondo una prospettiva psicoanalitica la personalità paranoide si pensa possa aver origine già nei primi anni di vita del bambino: la critica e l'umiliazione ricevuta più per i propri atteggiamenti che per i propri comportamenti potrebbe aver contribuito a formare l'idea che i pensieri e le azioni sono sovrapponibili.

Alcuni resoconti clinici suggeriscono che questi soggetti hanno fatto esperienza di un care giver seduttivo o manipolatorio e di conseguenza sono sempre iper-vigili per il timore di essere sfruttati dalle altre persone. La freddezza nelle cure in età infantile può aver creato un'attenzione maggiore alla forma più che alla sostanza, alla razionalità più che all'emotività. L'insicurezza ontologica del paranoico può probabilmente riferirsi ad un problema di attaccamento con la figura di riferimento con cui è mancata una sintonizzazione affettiva e una regolazione emotiva.

Bisogna specificare che non c'è accordo univoco sull'eziopatogenesi del disturbo, ma almeno da un punto di vista psicodinamico, la personalità paranoica può essere vista come difesa dal timore di essere attaccati a cui il soggetto risponde utilizzando l'aggressività per attaccare l'altro. La proiezione dei propri vissuti all'interno degli altri è il meccanismo di difesa con cui queste persone cercano di controllare l'altro e allo stesso tempo di difendersi dall'ansia e dall'angoscia che provano.

 

Come si affronta?

I soggetti con una personalità paranoide spesso suscitano nei familiari senso di impotenza e vissuti di rabbia e la sensazione che è impossibile aiutare queste persone. Qualsiasi tentativo di invito a recarsi da uno specialista per una semplice consulenza psicologica è accolto come un pugno nello stomaco e come un tentativo di manipolazione.

Perciò lo sforzo e il sostegno da parte dei familiare deve essere enorme, in modo che questi soggetti possano recarsi il prima possibile al servizio pubblico o in uno studio privato per ricevere le cure di cui hanno bisogno.

Nei casi più gravi è consigliabile una cura farmacologica per diminuire l'angoscia ed aumentare l'aderenza alla realtà, abbinata ad una psicoterapia che come primo obiettivo ha quello di creare un'alleanza terapeutica con il paziente.

Nei casi meno gravi è importante procedere in accordo con il paziente alla pianificazione di un percorso psicoterapico focalizzato al recupero della fiducia negli altri e nelle relazioni.

 

Bibliografia:

PDM. Manuale Diagnostico Psicodinamico. Presentazione all'edizione italiana di Vittorio Lingiardi e Franco Del Corno. Introduzione alla Parte II di Massimo Ammaniti. Introduzione alla Parte III di Nino Dazzi. Trad. di Francesco Gazzillo, Riccardo Pacifico, Angela Tagini. Milano: Raffaello Cortina, 2008,  (ediz. orig.: Psychodynamic Diagnostic Manual [PDM]. Silver Springs, MD: Alliance of Psychoanalytic Organizations, 2006)