La medicina rigenerativa rappresenta una branca interdisciplinare focalizzata sui processi di rigenerazione dei tessuti, per ripristinarne le normali funzioni perse a causa di patologie anche oncologiche, difetti congeniti, eventi traumatici o senescenza.

L’autoriparazione e rigenerazione tissutale rappresentano il futuro della medicina. Gli “strumenti” della medicina rigenerativa sono le cellule mesenchimali di derivazione adiposa e il plasma ricco di piastrine (PRP) o gel piastrinico.

Le cellule mesenchimali di derivazione adiposa sono cellule staminali adulte che vengono isolate dal grasso corporeo addominale. Il prelevamento del grasso avviene in anestesia loco-regionale con una semplice liposuzione. Successivamente, in ambiente sterile, si procede a purificare le cellule per il successivo trapianto. Queste cellule, una volta trapiantate, sono in grado di differenziarsi e rigenerare i tessuti danneggiati. Inoltre, utilizzando sistemi di ultima generazione per la liposuzione assistita dal getto d’acqua (WAL), si possono incrementare i successi terapeutici grazie ad un lipoaspirato con maggiore vitalità cellulare e con una percentuale maggiore di cellule CD34+/CD45−

Il plasma ricco di piastrine (PRP), invece, rilascia una volta trapiantato numerosi fattori di crescita che permettono di stimolare la rigenerazione cellulare. La raccolta delle piastrine per produrre il gel, si basa su un semplice prelievo di sangue venoso. Successivamente, un processo di centrifugazione permette di separare le piastrine dal resto del sangue. L’utilizzo del PRP è una pratica ormai ben consolidata in dermatologia e chirurgia plastica, in medicina estetica, in ortopedia e in chirurgia maxillo-facciale. In particolare, in chirurgia plastica viene utilizzato nel trattamento delle cicatrici da ustioni e nelle ulcere croniche, mentre in medicina estetica il PRP viene utilizzato per migliorare l’aspetto delle pieghe cutanee, delle guance e delle aree perioculari.

Diversi recenti studi hanno evidenziato che la medicina rigenerativa è in grado di trattare le più frequenti patologie andrologiche come la disfunzione erettile e la malattia di La Peyronie (o Induratio penis plastica). Quest’ultima è caratterizzata dalla formazione di una o più placche fibro-calcifiche che si localizzano lungo l’asta del pene, a livello della tunica albuginea dei corpi cavernosi determinando una curvatura. Quando il pene raggiunge una curvatura importante, può essere difficoltosa la penetrazione. L’alterazione anatomica della tunica albuginea determina spesso anche disfunzione erettile per la perdita del meccanismo veno-occlusivo. L’eziopatogenesi ancora oggi non è del tutto chiara.

La malattia di La Peyronie si riscontra frequentemente in pazienti diabetici, fumatori o che riferiscono traumi o microtraumi penieni ripetuti, in particolare durante l’attività sessuale. Attualmente l’unica terapia realmente risolutiva è solo quella chirurgica, tecnica ovviamente non esente da rischi. Il trattamento della malattia di La Peyronie con il PRP prevede l’infiltrazione eco-guidata del gel piastrinico all’interno della placca che determina la curvatura. Il paziente non è a rischio di infezioni o rigetto, purché vengano rispettate tutte le normali regole di sterilità e di corretta conservazione degli emoderivati, essendo il PRP un materiale autologo.

 

Riferimenti

Virag R. Evaluation of the benefit of using a combination of autologous platelet rich-plasma and hyaluronic acid for the treatment of Peyronie’s disease. Sex Health Issues 1. 2017. doi: 10.15761/SHI.1000102

Matz EL, Pearlman AM, Terlecki RP. Safety and feasibility of platelet rich fibrin matrix injections for treatment of common urologic conditions. Investig Clin Urol. 2018 Jan;59(1):61-65. doi: 10.4111/icu.2018.59.1.61

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