Percezione

Dr. Francesco LuzzanaData pubblicazione: 08 maggio 2017

“Doc, ci sono due pazienti in attesa, uno con una ferita alla mano che sanguina ed un altro tutto sudato con un mal di pancia. Chi vediamo?”

 

La tentazione sarebbe di valutare subito quello con la mano tutta fasciata e sporca di sangue, difatti il sangue fa molta impressione ma in realtà quello che potrebbe stare veramente male è il secondo paziente. Potrebbe avere un aneurisma dell’aorta che si stà rompendo con la probabilità di morire da li a poco.

 

Ancora una volta è un problema di percezione.

 

Quello che noi percepiamo attraverso i nostri sensi non sempre corrisponde alla realtà e bisogna quindi stare molto attenti.

 

L’esempio classico riguarda i nostri bambini. Siamo in ansia quando iniziano a mangiare, temendo che possano soffocare. Non ci preoccupiamo però di legarli sul seggiolone in macchina o mettergli il caschetto in bicicletta. Ebbene, i bambini si soffocano raramente mentre invece i morti e i feriti gravi negli incidenti stradali sono tantissimi, e potrebbero essere ridotti/evitati se si usassero gli appositi presidi.

 

A volte in Pronto Soccorso arrivano i genitori con il bambino in braccio, molto agitati che pretendono la visita immediatamente “altrimenti scatta la denuncia!”

A volte si tratta di una ingestione accidentale di un pezzo di giocattolo o di un tappino di BIC finito nel naso.

La percezione è che sia qualcosa di gravissimo me in realtà cosa può succedere?

Un altro esempio è quando siamo suggestionati dalle notizie che sentiamo.

Si parla della tal malattia (ad esempio SARS, Influenza, meningite) e il Pronto soccorso si riempie di persone che temono di avere questa o quella malattia.

La percezione quindi non è una gran consigliera.

Sicuramente più cose si sanno meglio è, se informati sapremo valutare bene l’accaduto e capire cosa fare.

 

Fidatevi comunque anche del personale sanitario, se vedete tranquillo l’infermiere che sta prendendo i vostri dati in triage, state sereni, non siete in pericolo di vita!

 

“Doc, il signore con la ferita se ne è andato sbraitando, invece ci avevamo visto giusto con l’altro, dalla sala operatoria mi hanno detto che è fuori pericolo...”

Autore

francesco.luzzana
Dr. Francesco Luzzana Chirurgo toracico

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1994 presso Università degli Studi di Pavia.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 35343.

2 commenti

#1

Gentile collega il Pronto Soccorso è uno dei luoghi dove i rischi di sbagliare sono più elevati perchè non ci conosce nulla del paziente ed in pochi minuti si deve scegliere cosa fare, cercare di capire cosa il paziente o il parente più prossimo ci dice delle condizioni di chi è sofferente. L'apprensione del paziente spesso ci contagia, o l'oppressione emotiva che ci trasmette ci condiziona. la rabbia perchè il paziente (o il parente) pretende la rapidità nella diagnosi senza essere in grado di capire che il medico non è un indovino e ha necessità di esami (bioumorali o radiologici) per cercare di arrivare a formulare una diagnosi. La percezione che qualche cosa non va indipendentemente dalle apparenze spesso ci permette di sospettare qualche cosa di più grave anche se non è evidente immediatamente (l'esperienza e il senso clinico), anche se si è stanchi e stufi. Quante volte si vorrebbe chiudere per qualche istante e mandare tutti via per "resettare" il cervello. Quante volte benchè stanchi rimaniamo oltre il tempo previsto perchè "quel caso" ci preoccupa. Quante volte a casa nel letto ripensiamo a quel volto, a quel paziente che non abbiamo trattato come avremmo dovuto e quante volte ci sentiamo più sereni perchè "ci abbiamo visto giusto", ma anche quante volte ci si stringe il cuore perchè benchè la diagnosi fosse evidente, certi indizi ci hanno fuorviato. Caro collega il Pronto Soccorso è difficile,la medicina è difficile, ma chi di noi direbbe mai "ma chi me lo ha fatto fare" di intraprendere la vita professionale più bella che c'è?
cordialmente Giorgio Gerunda

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