Alimentazione, dieta e perdita di capelli

Dr. Giampiero GriselliData pubblicazione: 11 febbraio 2018

perdita capelli

 

È un dato ben conosciuto quello che lega salute del capello e alimentazione. A volte enfatizzato, specialmente per quel che riguarda la nostra società, ma certamente molto importante.

Diete particolarmente squilibrate sono spesso correlate a effluvi e defluvi, e carenze di oligoelementi e vitaminici sono spesso evidenziati nelle relative indagini diagnostiche ematologiche.

Ma valutiamo le ricerche scientifiche in merito.

Gli studi di Bradfield hanno dimostrato alterazioni (reversibili) a carico di diametro, pigmentazione e resistenza dei capelli, sia a carico del bulbo che delle altre strutture, già dopo 14 giorni di una dieta scarsamente proteica.

D'altronde è noto che la carenza proteica acuta (Kwashiorkor) è in grado di ridurre la percentuale di capelli in anagen fino al 26 % (dal normale 80-83%) con grave diminuizione dei diametri,diminuizione della velocità di crescita, ed altre alterazioni nella morfologia del fusto.

Nella carenza proteica cronica (Marasma) l'organismo, nel tentativo di adottare soluzioni compensatorie per la sua interezza, prevede danni ai capelli ancora maggiori.

Nei casi più gravi non più dell'1 % dei capelli risulta in anagen, vi sono gravi alterazioni anatomiche e la crescita è grandemente rallentata. L'annesso diventa debolissimo e incapace di resistere anche a piccole trazioni.

Studi correlati dimostrano inoltre che oltre alle proteine sono necessari molti altri principi, che andranno ricercati nella indagine dermotricologica.

Chiaramente nella nostra società sarà difficile vedere questi quadri gravi e conclamati, ma di sicuro perdite modeste ma evidenti, non spiegabili a prima vista, potrebbero essere collegate o a diete particolari o a malassorbimenti.

Da qui la importanza di una prolungata anamnesi.

Autore

giampierogriselli
Dr. Giampiero Griselli Dermatologo, Medico estetico

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1990 presso bologna.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Ferrara tesserino n° 3231.

7 commenti

#1
Utente 397XXX
Utente 397XXX

Dottore, mi sembra che a questo punto sia necessaria una scelta, perchè molti medici ci continuano a dire che nel mondo occidentale assumiamo troppe proteine e che sarebbe meglio ridurle attraverso diete basate largamente su cibo di origine vegetale. Che fare?

#2
Dr. Giampiero Griselli
Dr. Giampiero Griselli

Certamente.
Tra eccesso proteico e carenza proteica c'è una considerevole differenza .
Direi che l'ideale sarebbe proprio in mezzo,nella norma;d'altronde dobbiamo immaginare l'organismo come una macchina che deve avere energie e mezzi per far funzionare tutti i suoi organi e tessuti. Se si instaura una carenza di sostanze energetiche e costruttive ,lo stesso organismo dovrà privilegiare gli organi nobili , e togliere a quello che non è necessario alla sua conservazione vitale. E i capelli non sono ,in pratica, necessari alla conservazione in salute dell'organismo.
Ci sono molti spazi di compensazione ma oltre un certo punto,a seconda del soggetto, nel follicolo qualcosa magari mancherà nei processi biochimici e il ciclo pilare potrebbe risentirne

#3
Utente 509XXX
Utente 509XXX

Salve dottore io queste estate per vari motivi ho avuto una dieta molto scarsa , mangiavo pochissimo e nel giro di un mese e mezzo mi si era diradata tutta la zona frontale, ho ricominciato a mangiare per bene a inizio settembre e quindi sono passati ormai 4 mesi e il diradamento è rientrato di molto tuttavia la situazione non è tornata ancora al punto di partenza. Un diradamento causato da carenze alimentari rientra totalmente e se si in quanto tempo?

#4
Dr. Giampiero Griselli
Dr. Giampiero Griselli

se la causa è solo quella rientra certamente nel giro di 4 mesi.
va indagata comunque.
cordialmente Dott.G.Griselli

#5
Utente 540XXX
Utente 540XXX

Salve, ho 39 anni e sono un maschio, dal 16 febbraio ho iniziato una cura per capelli in quanto da un bel po di mesi avevo notato un diradamento, uno spessore dei capelli più sottile e una stempiatura più evidente. Decisi di andare da un dermatologo e tramite visita notò una eccessiva produzione di seborrea e cuoio capelluto arrossato. La cura consiste nell'applicare una volta al giorno ed in particolare la sera 2ml di Carexidil 5%, una compressa al giorno di Sametrix e due volte a settimana lavare i capelli e far agire per 30 minuti la schiuma per il rossore oltre ad uno shampoo per uso quotidiano Rev Keratin (per sei mesi). Facendo delle ricerche su internet leggo che il Carexidil non fa altro che far crescere peluria e non capelli e che se la si interrompe questa peluria cadrà. Se fosse così la professionalità di questa persona è molto criticabile in quanto non è stata chiara con me. Chiedo a lei dottore in quanto noto che è apprezzato dai pazienti. Mi può fornire delucidazioni in merito? Grazie anticipatamente.

#6
Dr. Giampiero Griselli
Dr. Giampiero Griselli

Gent.le pz
Non è veramente così . Infatti il minoxidil è approvato dal ministero per la terapia della alopecia androgenetica e fa parte di numerose lozione anche complesse . Naturalmente il livello di efficacia nello sviluppo di peli terminali è
assai variabile ,ma di sicuro è un acceleratore del ciclo pilare che ha la sua utilità e il suo ruolo.Vi è una ampia letteratura che copre gli ultimi 30 anni.
Si fidi del suo dermatologo e non si faccia influenzare da notizie raccolte a spot sulla rete
cordialmente

#7
Utente 540XXX
Utente 540XXX

La ringrazio per la risposta celere e le auguro un buon proseguimento di serata.

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