E’ recente la notizia che al chirurgo toracico Brega-Massone, all’epoca dei fatti operante presso la Casa di Cura “S.Rita” di Milano (oggi Istituto Clinico Citta Studi”), è stata ridotta la pena detentiva dall’ergastolo a 15 anni di reclusione.

E’ stato riconosciuto che non aveva commesso alcun delitto, ovvero non aveva intenzione di uccidere i pazienti.

Derubricare il reato a omicidio preterintenzionale è un ulteriore ingiustizia in quanto lo si vuole comunque condannare per aver cagionato la morte di qualche paziente senza averne la volontà.

Bella trovata!

Tutti noi medici, se non riusciamo a salvare un paziente, nonostante si faccia il possibile, anche tentativi estremi con minime chances, dovremmo essere accusati e condannati per omicidio preterintenzionale.

Al collega, noto come ottimo chirurgo, è stata rovinata vita e carriera grazie alla incompetenza di Periti scelti dai Giudici che, per motivi per nulla oggettivi (come dimostra ora la derubricazione del reato) furono platealmente fuorvianti la verità tanto che indussero i Giudicanti a sospettare un reato mai commesso.

 

Sarebbe interessante conoscere i motivi clinici che i nuovi Periti hanno addotto per convincere i Giudici alla derubricazione del reato e sarebbe anche interessante conoscere le motivazioni dei Giudici sulla preterintenzionalità di un medico chirurgo che non riesce a salvare la vita di un paziente.

Ora non so quali sviluppi avrà il caso, ma Giustizia, onestà intellettuale di Giudici e Periti, vorrebbero che si riconoscesse l’innocenza di Brega -Massone e che i Periti che lo hanno fatto condannare, oltre a risarcire i danni morali, materiali e patrimoniali, venissero radiati dall’Albo dei Medici, a vita.

Ma da molti anni ormai non siamo più abituati al trionfo della Giustizia!

 

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