Dismenorrea: il circolo vizioso del dolore

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Si tratta della sindrome delle mestruazioni dolorose, un disturbo femminile molto comune, esso si presenta quasi sempre con forti dolori addominali, nausea, vomito, dolore e gonfiore al seno, mal di schiena, sbalzi d'umore, cefalea ed emicrania. Il dolore, localizzato al basso ventre, di solito compare il primo giorno del ciclo e tende poi a diminuire di intensità fino a scomparire dopo un giorno o due.
 
Ci sono tre forme di dismenorrea: primitiva, secondaria e membranacea. 
 
La dismenorrea primitiva riguarda un dolore mestruale in assenza di malattie a carico degli organi genitali. Compare in genere molto presto, alcuni mesi dopo la comparsa del primo ciclo mestruale (menarca) ed è più frequente in ragazze iperemotive e sensibili magari in coincidenza con periodi per loro particolarmente stressanti. In alcune donne il dolore può raggiungere elevati gradi di intensità, tali da rendere difficile qualunque attività, obbligando il riposo a letto per qualche giorno.
Le cause (escluse malattie a carico del sistema riproduttivo) potrebbero essere sia di origine organica (squilibri ormonali, contrazioni uterine aritmiche, un elevata concentrazione di prostaglandine) ma anche e soprattutto di natura psicologica.
 
La dismenorrea secondaria, a differenza di quella primitiva, compare più tardivamente, di solito tra i 25 e i 40 anni, è meno frequente e le cause possono essere:
-  Malattie dell'utero, fra cui fibromi, malformazioni del collo dell'utero ecc.
-  Malattie delle tube e delle ovaie come l'endometriosi e l'idrosalpinge.
 
La dismenorrea membranacea, presenta un quadro sintomatologico caratterizzato principalemente da forti dolori al basso ventre, vere e proprie coliche uterine, che si accentuano durante il primo e il secondo giorno del ciclo, diminuendo poi parallelente all'espulsione dalla vagina di piccole parti di mucosa che riveste l'interno dell'utero. 
 
L'approccio terapeutico, ovviamente varia a seconda del tipo di dismenorrea. In ogni caso, in tutte e tre le forme di dismenorrea, vanno evitate attività che richiedono sforzo fisico di un certo rilievo.
Nel caso della dismenorrea membranacea le terapie più utilizzate prevedono l'uso di estrogeni, progestinici, o estroprogestinici (pillola). La terapia sintomatica si basa sull'impiego di farmaci antispastici e analgesici.
 
Per la dismenorrea secondaria naturalmente il trattamento sarà diverso a seconda della causa, ad esempio l'asportazione dei fibromi, la cura dell'endometriosi e così via.
 
La dismenorrea primitiva, già fin dall'adolescenza, viene trattata con analgesici, per questo nella maggioranza dei casi si assiste ad una progressiva assuefazione dell'organismo ai farmaci utilizzati, cui segue una ulteriore prescrizione di farmaci diversi, in un circolo vizioso che rende la donna sempre più dipendente da farmaci più forti e quindi con effetti collaterali più dannosi.
 
Essendo entrambe le forme di dismenorrea, sia quella primitiva che quella membranacea, fortemente influenzate da fattori di natura psicologica, nella cura di queste sindromi risultano indicate le tecniche di rilassamento, in particolare il Training Autogeno di Schultz che agendo sulla progressiva distensione muscolare è capace di innescare un circolo vizioso inverso al processo che genera il dolore. 
 
In sintesi: il dolore provoca la contrazione automatica della muscolatura uterina, questo rende difficile e quindi ancora più doloroso il distacco della mucosa. Aumentando il dolore, aumenta ancora la contrazione involontaria che a sua volta provoca più dolore. Il Training Autogeno (opportunamente adattato al caso) oppone un volontario rilassamento che diminuisce la contrazione uterina facilitando il distacco della mucosa e quindi la progressiva diminuzione del dolore, istaurando un'altro circolo vizioso ma stavolta virtuoso.
 
Data pubblicazione: 18 novembre 2013