Perchè dovremmo abbracciarci di più?

Dr.ssa Michela RomolaData pubblicazione: 11 maggio 2020

Quante volte in questo periodo di lockdown abbiamo sentito o sentiamo ancora l’esigenza di dare o ricevere un abbraccio?

Un gesto sociale e comunicativo importantissimo per il nostro funzionamento, ma nonostante ne riconosciamo gli effetti benefici e l’importanza, spesso, tendiamo a farne a meno (soprattutto in età adulta). Spesso siamo sfuggenti e per diversi motivi dedichiamo poco tempo alle nostre esigenze.

L’abbraccio risponde a norme culturali specifiche. Può esprimere intimità, affetto, ma anche inganno.

Attraverso gli abbracci ci esprimiamo. Pensiamo per un attimo a quando ci troviamo tra le braccia di una persona cara e intensamente la guardiamo negli occhi: fiducia, amore, rispetto, desiderio, passione e unione si trovano alla base di questo “trasporto”. Siete d’accordo?

Ma non sempre, l’abbraccio, “raccoglie” emozioni positive o intimità. A volte ci si abbraccia per un semplice saluto tra colleghi o per inviare un messaggio di menzogna, di bugia, di tradimento!

In ogni relazione che sia d’amore, di amicizia o fraterna ci aiuta a dimostrare supporto, amore, calore, affetto e vicinanza. Quanti di voi stanno ricevendo e/o inviando messaggi con scritto ad esempio “appena finirà tutto questo ci abbracceremo forte”? 

E’ un momento in cui desideriamo che gli altri percepiscano sentimenti, sensazioni ed emozioni. Dunque, sentiamo il bisogno di COMUNICARE.

La durata media di un abbraccio è di 3 secondi circa, ma recenti studi suggeriscono che quando viene superata la soglia dei 20 secondi, si produce un effetto terapeutico su corpo e mente.

Molti studi evidenziano quanto sia sorprendente la quantità di dopamina (neurotrasmettitore responsabile del buon umore e della motivazione) rilasciata dal nostro cervello e in minima parte dalle ghiandole surrenali e dell’ossitocina (ormone dell’amore e del benessere).

Il “Perché stringersi fa bene” ce lo spiega il Dott. Francesco Bruno, insieme alla biologa Dott.ssa Sonia Canterini, ne “ La scienza degli abbracci”: « una delle cose più sorprendenti è la quantità di ossicitocina, che viene rilasciato durante l’abbraccio, superiore persino a quella prodotta da baci e carezze. Produrre ossitocina attraverso gli abbracci, come mostrano diversi studi, rafforza i legami tra le persone, rende più fedeli, sinceri ed empatici. In più gli abbracci stimolano lo sviluppo fisico, cognitivo, sociale ed emotivo del bambino».

Avvolti in un abbraccio affettuoso, spesso, ci sentiamo rilassati, al sicuro e protetti; speranzosi di colmare ansia e paura; lontani da giudizi, un po’ come mettersi a nudo senza timore.

Secondo il Dottor Mark Katz, a seguito di un abbraccio il sistema immunitario si rafforzerebbe e questo contrasterebbe lo stress e eviterebbe ad esempio situazioni di panico e di ansia.

Quindi, perché abbracciarsi fa bene?

  • Aiuta a combattere lo stress e ansia;
  • Rafforza il sistema immunitario;
  • Aumenta l’autostima;
  • Rilascia ossitocina, l’ormone dell’amore;
  • Libera dopamina (responsabile del buon umore e della motivazione);
  • Aiuta ad affrontare momenti dolorosi;
  • Permette di esprimere emozioni;
  • Genera fiducia e sicurezza;
  • Dimostra amore e sostegno.

 

Il linguaggio dell’amore è un linguaggio segreto e la sua espressione più alta è un abbraccio silenzioso (Robert Musil)

 

Dott.ssa Michela Romola

Psicologa

 

 

Autore

michelaromola
Dr.ssa Michela Romola Psicologo

Laureata in Psicologia nel 2017 presso Università degli studi di Messina- Psicologia LM5.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Calabria tesserino n° 2136.

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