Gli indagatori del male - estratto della copertina del libro

Capire il male per prevenirlo

a.devincentiis
Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta

Il male non nasce dal nulla: Gli Indagatori del Male affronta i crimini simbolici, esoterici e settari attraverso gli occhi di psichiatri, criminologi, storici, teologi e giornalisti. Un volume interdisciplinare che smonta miti mediatici, ricostruisce dinamiche psicologiche e sociali, e restituisce complessità dove troppo spesso si cercano mostri. Perché comprendere il male è il primo atto della prevenzione.

Quando ho deciso di inserire questo volume nella collana, sapevo che avremmo toccato un nervo scoperto. Non quello del crimine in sé, che la cronaca consuma ogni giorno fino all'osso, ma qualcosa di più scomodo: il modo in cui noi, come società e come professionisti della salute, continuiamo a leggere male ciò che chiamiamo "male".

Gli indagatori del male - collana a cura di Armando De Vincentiis

Il libro di Cindy Pavan, con i contributi di criminologi, psichiatri, storici e teologi, fa una cosa che in medicina facciamo raramente con questi temi: toglie la patina del mostro. Un omicida satanico, un leader settario, un serial killer non sono figure che cadono dal cielo. Sono il prodotto di processi che, in molti casi, un occhio clinico formato avrebbe potuto intercettare prima.

Matteo Pacini, psichiatra, nel suo contributo ricostruisce con rigore le coordinate psichiatriche dell'omicidio seriale. Quello che colpisce non è la catalogazione diagnostica, ma la riflessione su quanto spesso questi individui abbiano attraversato servizi sanitari senza che nessuno riconoscesse i segnali. La prevenzione non inizia con le manette, inizia con un'anamnesi fatta bene.

Gloria Albonetti affronta il tema dal versante filosofico, interrogandosi sul concetto di libero arbitrio e sulle sue implicazioni per la criminologia. La domanda che pone, se cioè il male sia davvero una scelta consapevole o il risultato di condizionamenti profondi, non è astratta. Per chi lavora in ambito clinico è una domanda che cambia il modo di guardare il paziente, e di conseguenza il modo di trattarlo.

Marianna Cuccuru, criminologa, analizza la firma nei delitti seriali, quell'elemento apparentemente irrazionale che l'assassino lascia sulla scena e che dice molto più di quanto sembri. Imparare a leggere questi segnali simbolici non è esercizio da romanzo poliziesco: è strumento diagnostico per chiunque si occupi di profiling e valutazione del rischio.

Maria Teresa Pizzulli affronta il fanatismo religioso di matrice evangelicale con una competenza teologica rara in Italia. Leggendo i casi che descrive, da Jonestown al massacro di Shakaola, emerge con chiarezza che le vittime non erano ingenui: erano persone vulnerabili che avevano incrociato un sistema di controllo psicologico in un momento di fragilità. Riconoscere quella fragilità prima che diventi dipendenza settaria è un compito che appartiene anche alla medicina di base.

Giulio Campaioli, storico, smonta con metodo il panico satanico americano degli anni Ottanta. Una vicenda che dovrebbe far riflettere chiunque lavori in ambito clinico: centinaia di diagnosi di disturbo dissociativo costruite su falsi ricordi indotti da terapisti convinti di fare del bene. Il danno fu enorme, e ci volle un decennio per riconoscerlo. La lezione è ancora attuale.

Raffaello Castellano chiude il volume con uno sguardo inaspettato ma necessario: quello del cinema. I serial killer mistici ed esoterici che il grande schermo ha costruito negli ultimi decenni non sono semplice intrattenimento. Sono specchi deformanti che plasmano la percezione collettiva del crimine, rendendo più difficile per l'opinione pubblica, e talvolta per gli stessi professionisti, distinguere il fenomeno reale dalla sua rappresentazione. Capire come si costruisce un mito mediatico è parte integrante della prevenzione.

Questo libro non dà risposte semplici, e fa bene. Ma chi lavora nella prevenzione, nella salute mentale, nella medicina forense troverà in queste pagine una mappa utile per riconoscere ciò che spesso viene confuso, minimizzato o, al contrario, amplificato fino alla distorsione.

Il male non si previene ignorandolo. Si previene capendolo.

Data pubblicazione: 24 marzo 2026

Autore

a.devincentiis
Dr. Armando De Vincentiis Psicologo, Psicoterapeuta

Laureato in Psicologia nel 1996 presso Università La sapienza di Roma .
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Puglia tesserino n° 1371.

Specialista con formazione clinica e comunitaria in psicologia, esperto in psicoterapia sistemico-relazionale e terapia breve. Consulente tecnico scientifico per il CICAP su psicologia della religione e stati di coscienza, autore di numerose pubblicazioni e direttore di collane editoriali. Ha maturato esperienza come consulente tecnico del tribunale e docente universitario, affermato nel campo della diagnosi psicologica, psicoterapia breve e psicologia forense.

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