Ferita aperta a 4 mesi da emorroidectomia con milligan morgan
Buonasera.
A 4 mesi dall'intervento di emorroidectomia con tecnica Milligan Morgan permane una ferita che dall'esterno entra all'interno.
Si tratta di una ferita esistente fin dal post operatorio e mai rimarginata, non una lacerazione ma apparentemente come prodotta da un'incisione, come un solco che è ben visibile se si aprono le pieghe di una marisca e che poi solca l'ano e prosegue all'interno.
Mi chiedo se possa essere stata prodotta da un'incisione durante l'intervento.
Inoltre chiedo se si possano utilizzare creme e supposte cicatrizzanti in zona ano-rettale.
Grazie
A 4 mesi dall'intervento di emorroidectomia con tecnica Milligan Morgan permane una ferita che dall'esterno entra all'interno.
Si tratta di una ferita esistente fin dal post operatorio e mai rimarginata, non una lacerazione ma apparentemente come prodotta da un'incisione, come un solco che è ben visibile se si aprono le pieghe di una marisca e che poi solca l'ano e prosegue all'interno.
Mi chiedo se possa essere stata prodotta da un'incisione durante l'intervento.
Inoltre chiedo se si possano utilizzare creme e supposte cicatrizzanti in zona ano-rettale.
Grazie
Possibili cause della ferita persistente
- Incisione residua non rimarginata durante l’intervento, che può rimanere aperta se la tensione è elevata o se la zona è soggetta a pressione.
- Infezione o infiammazione cronica che impedisce la chiusura naturale della ferita.
- Trauma meccanico dovuto a movimenti ripetuti o a una posizione scomoda durante la deambulazione.
- Compromissione della perfusione locale, soprattutto se la zona è stata esposta a irrigazione eccessiva o a disidratazione.
Valutazione clinica
L’utente dovrebbe essere esaminato da un proctologo per escludere complicanze come fistola, ascesso o infezione. Una colonscopia o un’ecografia transanale possono chiarire la natura della ferita.
Trattamento topico
- Creme cicatrizzanti a base di acido ialuronico, collagene o vitamina E possono favorire la formazione di tessuto di chiusura.
- Supposte con corticosteroidi a basso dosaggio (ad es. betametasone) possono ridurre l’infiammazione, ma devono essere usate con cautela per evitare ulteriore irritazione.
- Antibiotici topici (mupirocina) se vi è segno di infezione.
- Protezione con cerotti non aderenti o guanti di lattice per ridurre la frizione.
Consigli pratici
- Mantenere la zona pulita con acqua tiepida e sapone neutro, asciugare delicatamente.
- Evita di toccare o strofinare la ferita.
- Indossare biancheria intima di cotone e cambiare regolarmente.
- Ridurre la pressione con sedili morbidi o cuscini a forma di anello.
Se la ferita non mostra segni di miglioramento entro 2 3 settimane o se si sviluppano dolore, febbre o secrezione purulenta, l’utente deve consultare il medico per valutare una terapia più appropriata.
Saluti
- Incisione residua non rimarginata durante l’intervento, che può rimanere aperta se la tensione è elevata o se la zona è soggetta a pressione.
- Infezione o infiammazione cronica che impedisce la chiusura naturale della ferita.
- Trauma meccanico dovuto a movimenti ripetuti o a una posizione scomoda durante la deambulazione.
- Compromissione della perfusione locale, soprattutto se la zona è stata esposta a irrigazione eccessiva o a disidratazione.
Valutazione clinica
L’utente dovrebbe essere esaminato da un proctologo per escludere complicanze come fistola, ascesso o infezione. Una colonscopia o un’ecografia transanale possono chiarire la natura della ferita.
Trattamento topico
- Creme cicatrizzanti a base di acido ialuronico, collagene o vitamina E possono favorire la formazione di tessuto di chiusura.
- Supposte con corticosteroidi a basso dosaggio (ad es. betametasone) possono ridurre l’infiammazione, ma devono essere usate con cautela per evitare ulteriore irritazione.
- Antibiotici topici (mupirocina) se vi è segno di infezione.
- Protezione con cerotti non aderenti o guanti di lattice per ridurre la frizione.
Consigli pratici
- Mantenere la zona pulita con acqua tiepida e sapone neutro, asciugare delicatamente.
- Evita di toccare o strofinare la ferita.
- Indossare biancheria intima di cotone e cambiare regolarmente.
- Ridurre la pressione con sedili morbidi o cuscini a forma di anello.
Se la ferita non mostra segni di miglioramento entro 2 3 settimane o se si sviluppano dolore, febbre o secrezione purulenta, l’utente deve consultare il medico per valutare una terapia più appropriata.
Saluti
Dr. Sergio Sforza D.M. di Chirurgia Generale.
Alta Professionalità Chirurgia Proctologica H.V.Fazzi LE
https://www.medicitalia.it/sergiosforza/
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Utente
Gentilissimo Dott. Sforza,
La ringrazio per la risposta puntuale ed esaustiva.
Faccio tesoro delle sue indicazioni e, se non avrò miglioramenti entro due/tre settimane, tornerò al quarto controllo post-operatorio.
Mi stupisce che nei tre precedenti controlli (il terzo da me richiesto con insistenza) non mi siano state date indicazioni per trattare questa situazione pur così evidente.
Grazie ancora, le auguro una buona giornata.
La ringrazio per la risposta puntuale ed esaustiva.
Faccio tesoro delle sue indicazioni e, se non avrò miglioramenti entro due/tre settimane, tornerò al quarto controllo post-operatorio.
Mi stupisce che nei tre precedenti controlli (il terzo da me richiesto con insistenza) non mi siano state date indicazioni per trattare questa situazione pur così evidente.
Grazie ancora, le auguro una buona giornata.
Deve comprendere che le valutazioni che possono essere fatte dopo una visita reale sono comunque diverse di quelle di un consulto che può essere solo un orientamento.
Saluti
Saluti
Dr. Sergio Sforza D.M. di Chirurgia Generale.
Alta Professionalità Chirurgia Proctologica H.V.Fazzi LE
https://www.medicitalia.it/sergiosforza/
Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 77 visite dal 29/05/2026.
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