Fattore vii e coagulazione

Gentili Dottori,

scrivo per chiedere un vostro parere in merito ai miei ultimi esami della coagulazione.


Negli ultimi controlli riscontro:
Tempo di Protrombina (PT): 67% (valori di riferimento 71 118)
INR: 1, 24
APTT: 28, 4 sec (nella norma)
APTT Ratio: 0, 98
Fibrinogeno: 250 mg/dl (nella norma)
Fattore VII: 36, 5% (v.
r. 56, 1 158) con indicazione di sospetto deficit e consiglio di approfondimento genetico

La protrombina risulta stabilmente bassa da anni (circa 65 67%).


Segnalo inoltre che:
Non assumo terapia anticoagulante.

Assumo Efexor 37, 5 mg (venlafaxina) per ansia.

Assumo Rivotril la sera (clonazepam), 4 gocce.

Nell’ultimo periodo potrei aver assunto Brufen (ibuprofene) con una certa frequenza.

La funzionalità epatica è sempre risultata nella norma.

La funzionalità renale è sempre nella norma.

Emocromo nei limiti (piastrine 264.000, Hb 15, 7 g/dl).

Non ho sanguinamenti spontanei rilevanti; in caso di piccoli tagli il sanguinamento appare nella norma.


Vorrei chiedervi:
1.
Il quadro è compatibile con un deficit congenito lieve del Fattore VII?

2.
I farmaci assunti (venlafaxina, clonazepam, ibuprofene) possono aver influenzato il PT o il Fattore VII?

3.
È indicato eseguire test genetico del gene F7 o ripetere prima il dosaggio a distanza?

4.
È opportuno dosare anche Fattore II, V, X, vitamina K o altri parametri della coagulazione?

5.
Ci sono rischi concreti nel lungo termine con un Fattore VII intorno al 35 40%?

6.
Devo adottare particolari precauzioni (sport, interventi chirurgici, farmaci da evitare)?


Vi ringrazio anticipatamente per il vostro parere e per eventuali indicazioni sugli ulteriori accertamenti da eseguire.


Cordiali saluti.
Segnala un abuso allo Staff

Rispondi al consulto