Interazione tadalafil 5 mg e itraconazolo

Buongiorno,
a causa di una pitiriasi persistente dovrò assumere due compresse di itraconazolo al giorno per una settimana.
Ora, io assumo 5 mg di tadalafil al giorno per problematiche di IPB.
Ho casualmente guardato il bugiardino, che indica di non assumere farmaci per l'erezione, anche se poi cita solo l'avanafil o il vardenafil per chi ha più di 75 anni (quindi, non è il mio caso).
Addirittura, c'è scritto di non assumere farmaci per l'erezione addirittura per le due settimane successive alla fine della terapia!
Bene, la dermatologa che m'ha visitato e ha prescritto il farmaco, a cui avevo detto del tadalafil (perché avevo persino ipotizzato che potesse essere un effetto collaterale del farmaco), m'ha prescritto l'antimicotico senza però dire nulla riguardo l'interazione.
Ho poi chiesto all'urologo che m'ha prescritto il tadalafil, ma francamente la risposta che il farmaco non è indicato nel bugiardino e quindi non dovrei (condizionale) avere problemi m'ha lasciato un po' perplesso.
Chiedo pertanto cortesemente un parere.
La dose è minima, ma non vorrei sentirmi male per pochi giorni di assunzione.
Grazie.
Dr. Fabio Maria Pasquale Tortorelli Psichiatra, Psicoterapeuta, Farmacologo 1.5k 115
Gentilissimo,

Dal punto di vista strettamente biochimico, il suo dubbio è assolutamente fondato.

L'itraconazolo è un noto e potente inibitore di uno specifico enzima epatico (il CYP3A4), che è lo stesso identico "spazzino" incaricato di metabolizzare e smaltire il tadalafil.

Questo significa che, assumendo i due farmaci in contemporanea, è verosimile che i livelli di tadalafil nel sangue aumentino.

Anche se lei assume il dosaggio minimo di 5 mg, un accumulo potrebbe potenzialmente innescare un lieve aumento degli effetti collaterali tipici del farmaco, come mal di testa o abbassamenti di pressione.

Considerata la brevissima durata della terapia antimicotica (una sola settimana), una soluzione clinicamente prudente potrebbe essere la sospensione temporanea del tadalafil per i giorni di assunzione dell'itraconazolo, per poi riprenderlo in totale serenità a smaltimento avvenuto.

Tuttavia, il "fai da te" in farmacologia (e in medicina in generale) è sempre sconsigliato.

La invito a contattare il suo medico curante o a richiamare l'urologo ponendo in modo diretto la questione dell'interazione enzimatica sul CYP3A4.

Solo il collega che conosce il suo quadro cardiovascolare e clinico globale potrà autorizzarle formalmente una momentanea sospensione o darle indicazioni precise su come procedere in massima sicurezza.

Resto a disposizione per eventuali necessità e le faccio i miei più sinceri auguri per la sua terapia.

Cari saluti.

dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506

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Grazie dottore, in realtà avevo letto questa cosa dell'enzima epatico e ho mandato l'informazione all'urologo, ma non ho avuto risposta. Ho come l sensazione che non sapesse cosa rispondermi.
In realtà non mi dispiacerebbe un effetto potenziato del farmaco, ma capisco che gli effetti collaterali potrebbero essere pesanti. Pertanto, interromperò per una settimana. Ma quindi posso subito riprendere finita la cura? Il bugiardino parla di due settimane ...
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Dr. Fabio Maria Pasquale Tortorelli Psichiatra, Psicoterapeuta, Farmacologo 1.5k 115
Gentilissimo,

La tentazione di un "effetto potenziato" è comprensibile, ma il rischio di incorrere in bruschi cali pressori o in altri effetti avversi indesiderati sarebbe clinicamente imprevedibile.

Riguardo alla sua domanda precisa sulla tempistica per riprendere il tadalafil, devo risponderle invitandola alla massima prudenza e sottolineando un aspetto fondamentale: un consulto online ha dei limiti oggettivi e invalicabili.

In questa sede non si ha la possibilità di visitarla di persona, né di valutare nel dettaglio la sua situazione clinica globale e il suo pregresso metabolico e cardiovascolare.

Dal punto di vista puramente farmacocinetico, se il foglietto illustrativo indica espressamente di attendere due settimane, è perché l'itraconazolo è una molecola che tende ad accumularsi nei tessuti e presenta un processo di smaltimento piuttosto lento.

Riprendere subito il tadalafil la esporrebbe al rischio verosimile di trovare l'enzima epatico ancora parzialmente bloccato, ricreando l'interazione.

Tuttavia, proprio per via dei limiti strutturali che le accennavo, le sconsiglio vivamente iniziative "fai da te" in disaccordo con le linee guida.

Solo il professionista che l'ha in cura, che l'ha visitata e che conosce intimamente la sua storia specifica può darle una risposta certa e definitiva su quando reintrodurre il farmaco.

La via più corretta e tutelante è attenersi scrupolosamente alla finestra di sicurezza indicata, sollecitando al contempo un confronto diretto con il suo medico curante.

Solo lui, avendo sotto mano la sua cartella clinica, potrà valutare l'effettivo rischio e proporle una soluzione sicura per gestire l'IPB in questa delicata fase di transizione.

Rinnovo cari saluti restando a disposizione

dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506

https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?

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