Utente 121XXX
Sono una ragazza di 21 anni. Come tutti i lattanti anch'io ho ricevuto le mie prime 3 dosi di antitetanica nel primo anno di vita senza manifestare alcun effetto indesiderato (21 marzo, 6 maggio, 8 giugno 1988). Il 23 maggio del 1989 ho ricevuto il primo richiamo, e il giorno stesso ho manifestato rigidità muscolare che per fortuna si è risolta alla sera dello stesso giorno senza dare altri danni. Sono stata visitata dalla pediatra di fiducia e dal pediatra del pronto soccorso, ed antrambi erano concordi nel dire che si trattava di una reazione tetanica. Tuttavia nessuno è stato disposto a mettere per iscritto l'accaduto, per cui ora non ho prove di ciò che mi è successo e non so se si è trattato di una reazione allergica o di altro. Da allora non ho più fatto richiami per l'antitetanica.
Tra un paio d'anni però mi troverò a lavorare in ospedale, e mi è stato riferito che dovrò fare questo vaccino. Le uniche risposte che mi hanno saputo dare i medici a cui mi sono rivolta ultimamente sono state che se si è trattata di una reazione allergica è possibile fare il vaccino e tenere sotto controllo la reazione con antistaminici, mentre se è stata una eccessiva sensibilità al vaccino non c'è niente da fare. Mi è stato anche detto che purtoppo non ci sono accertamenti da fare per verificare che tipo di reazione è stata la mia. Corrisponde al vero quello che mi è stato detto?
Se io non faccio questo vaccino possono impedirmi di lavorare in ospedale?
Quali richi corro a fare il vaccino? e a non farlo?
Grazie dell'attenzione.
Distinti saluti.

[#1] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Prima di fare qualunque richiamo vaccinale esponga dettagliatamente i fatti successi ai medici dell'ambulatorio vaccinale. Per l'obbligatorietà o nò del vaccino le consiglio di postare la domanda nella sezione Medicina Legale. A me risulta non esserci un obbligo, però si informi meglio
Un saluto

A. Baraldi