Utente 341XXX
Salve a tutti ringrazio anticipatamente i medici per l'aiuto che date.
La mia storia è iniziata due anni fà, a seguito di dolori acuti alla schiena e alla gamba ho eseguito rx rmn e emg che riscontrarono una protusione erniaria del disco l4-l5 che esercitava compressione sul sacco durale e contattava in sede caudale le radici di l5 mentra a sinistra determinava riduzione in ampiezza del forame, più una protusine del disco l5 s1.
L'emg determinava segni di danno neurogeno a l5 sn con denervazione come per radicolopatia acuta RX non alterazioni osseo focali conservato l'allineamento somatico posteriore lievemente ridotta l'ampiezza dello spazio intersomatico l5-s1. Provai le cure farmacologiche, l'epidurale e fisioterapia e dopo 5 mesi subii un operazione di microdiscectomia l4-l5 e foraminotomia decompressiva radice l5 s1.

Fin lì tutto bene, dopo l'intervento i dolori alla gamba erano cessati e dopo una decina di giorni mia accorsi che non avevo già più il piede cadente restava solo la sensibilità alla gamba. Dopo 20 giorni ritornò d'un tratto il dolore acuto a schiena e gamba che peggiorava incessantemente nonostante non avessi ancora ripreso nessuna attività.
Eseguii rmn che evidenziò voluminosa ernia l4 l5 sinistra migrata inferiormente che comprime sacco durale e nervo all'emergenza più la solita protusione discale l5 s1. Fui di nuova operata tra un intervento e l'altro passò un solo mese, l'intervento prevedeva microrevisione l4 l5 e decompressione radicolare.

Dopo questo ulteriore intervento la mia gamba non si riprese più, nel senso che deambulo ma con difficoltà, non ho sensibilità, e ho bruciori continui impossibile sollevare il tallone. Feci molta fisioterapia mi prescrissero il nicetile, il normast ed in infine il lyrica. Il primario di fisioterapia segnalò in cartella una paresi dello spe sinistro. A distanza di un anno mezzo dall'ultimo intervento ripetei emg, rmn e rx che qui riporto.

Rx:
Scoliosi lombare sin-convessa con verticalizzazione della lordosi. Iniziale deformazione spondilotica dei corpi vertebrali lombari con piccole produzioni osteofitiche marginale a livello l3 e l4. Ridotta l'ampiezza degli spazi intersomatici l3-l4 e l4-l5. Anomalie di differenziazione del passaggio lomboscacrale con sacralizzazione di l5.

EMG
Emg ad ago codentrico dei mm tibiale ant e tibiale post sn documenta PUM di ampiezza e durata aumentate, pattern di reclutamento moderatamente ridotto. L'emg del m vasto laterale sn documenta lieve riduzione del reclutamento, alcuni PUM di ampiezza e durata aumentate. Dati indicativi di danno neurogeno in fase cronica stabilizzata a distribuzione radicolare l5 sn di grado moderato ed l2 l4 sn di grado lieve.
La rmn non mi entra nel testo

In molti mi hanno detto di rivolgermi ad un medico legale per valutare se in sede d'intervento può esserci stato uno sbaglio, io sono distrutta e non riesco a condurre una vita normale sempre in preda a dolori e bruciori.
Grazie infinite e scusate se mi sono prolungata.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile signora,
ci sono molti aspetti del Suo iter clinico che andrebbero ben valutati consultando la documentazione, le immagini di RM prima e dopo gli interventi, oltre all'esame clinico diretto, utile sia per la quantificazione del danno, sia per valutare le possibilità di miglioramento del deficit.

Tutto questo anche per quanto riguarda una responsabilità professionale che, se prospettata, va però comprovata con dati oggettivi estrapolabili dalle cartelle cliniche.
Consulti quindi un medico legale che, vista anche la particolare disciplina specialistica, opportunamente si avvarrà della consulenza di uno specialista del settore.

Cordialmente
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo
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[#2] dopo  
Utente 341XXX

Gentile dottore intanto grazie mille per la sua risposta.

Dall'ultimo intervento son passati due anni e i fisioterapisti e i dottori che mi hanno seguito in questo lasso di tempo dicono che con molta probabilità le rimanenze di deficit sulla gamba rimarranno perchè solitamente tali deficit si risolvono in 6-8 mesi il resto rimane permanente è veramente cosi?

Per quanto riguarda le cartelle le porterò in settimana da un medico legale. Vorrei farle una domanda se posso... nella cartella clinica del secondo intervento ho letto : asportata esuberante fibrosi cicatriziale ... ma dalla rmn fatta solo 7 gg prima di tale intervento risultava solo voluminosa ernia recidiva, è possibile che dalla rmn non è stata vista una fibrosi cosi esuberante?

Poi un altra informazione scusi se ne approfitto, non è una domanda ai fini di un possibile errore ma bensì vorrei chiederle perchè nelle rmn rx precedenti le operazioni la colonna non era cosi degenerata e dopo le operazioni i dischi sono degenerati molto di più, son comparse osteofiti (?) ... per la lordosi è stata la posizione antalgica che sto aggiustando con fisio ma tutto il resto?

Un ortopedico mi ha consigliato una nuova operazione (cage) un'altro l'ozono, un neurochirurgo mi ha detto di continuare fisio e basta perchè i dischi solo molto generati e non c'è sicurezza sulla riuscita di un altro intervento.

Grazie del suo lavoro e scusi se ho approfittato con altre domande ma sono un pò persa e confusa dai differenti pensieri dei medici che ho visto, l'unico pensiero comune è stato che il deficit permane con o senza un nuovo intervento.

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile signora,
non avendo a disposizione dati oggettivi, non posso rispondere in modo esauriente.
In casi di recidiva di un'ernia vi è sempre del tessuto cicatriziale che può sia aggravare un deficit sia rendere difficoltosa la lisi (liberazione) delle aderenze cicatriziali sulla radice nervosa, a prescìcindere dalla abilità tecnica dell'Operatore.
Solo l'evidenza di un errore "oggettivo", comprovabile, può essere riferito a colpa.

Non avendo le immagini, anche la seguente risposta ha dei limiti: non è la colonna vertebrale "degenerata", ma verosimilmente il disco interessato dall'intervento e la degenerazione discale non è un errore da "malpratice".
Sempre nei limiti della consulenza a distanza, qualsiasi intervento dovesse ora essere indicato, verosimilmente sarà finalizzato a migliorare la funzionalità della colonna vertebrale, a ridurre il dolore, e se questo intervento dovesse essere necessario, non vedo perchè non dovrebbe essere effettuato.
Probabilmente il recupero del deficit dello SPE sarà difficile, ma ogni mia affermazione qui va ritenuta generica, in mancanza di dati clinici e strumentali oggettivi.
L'ozonoterapia, nel Suo caso, non ha alcuna indicazione scientificamente valida.

Buona Domenica
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo
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