Che tipo di analisi e visita specialistica effettuare per risolvere dolori di neuroma addominale?
Salve,
scrivo su consiglio specialistico per sottoporre alla vostra attenzione il caso di mia moglie, divenuto ormai invalidante.
Da circa un anno soffre di un dolore cronico in sede addominale, insorto a seguito di un intervento di colecistectomia.
Il dolore è stato inquadrato come un probabile neuroma post-operatorio millimetrico a sede sottofasciale T10, a livello della regione dell'emilato destro-laterale a ridosso dell'ombellico, rilevato da un ecografia del nervo cutaneo.
Al momento, il dolore è di tipo pulsante (simile a un "mal di denti" costante) e la zona è talmente ipersensibile che non riesce a tollerare nemmeno il contatto con indumenti larghi o il minimo sfregamento della pelle, e ogniqualvolta si preme verso quella zona il dolore diventa sempre più forte e insopportabile.
Nonostante abbia tentato trattamenti fisioterapici di scollamento delle aderenze e terapie antinfiammatorie (ozonoterapia con algologa) non ha riscontrato benefici duraturi.
l'obiettivo è valutare un percorso risolutivo (chirurgico o antalgico mirato), anche in considerazione del fatto che stiamo programmando una gravidanza e ha necessità di stabilizzare il dolore prima di tale percorso o di trovare una soluzione che possa essere utilizzata anche in gravidanza contro gli improvvisi attacchi di dolore.
scrivo su consiglio specialistico per sottoporre alla vostra attenzione il caso di mia moglie, divenuto ormai invalidante.
Da circa un anno soffre di un dolore cronico in sede addominale, insorto a seguito di un intervento di colecistectomia.
Il dolore è stato inquadrato come un probabile neuroma post-operatorio millimetrico a sede sottofasciale T10, a livello della regione dell'emilato destro-laterale a ridosso dell'ombellico, rilevato da un ecografia del nervo cutaneo.
Al momento, il dolore è di tipo pulsante (simile a un "mal di denti" costante) e la zona è talmente ipersensibile che non riesce a tollerare nemmeno il contatto con indumenti larghi o il minimo sfregamento della pelle, e ogniqualvolta si preme verso quella zona il dolore diventa sempre più forte e insopportabile.
Nonostante abbia tentato trattamenti fisioterapici di scollamento delle aderenze e terapie antinfiammatorie (ozonoterapia con algologa) non ha riscontrato benefici duraturi.
l'obiettivo è valutare un percorso risolutivo (chirurgico o antalgico mirato), anche in considerazione del fatto che stiamo programmando una gravidanza e ha necessità di stabilizzare il dolore prima di tale percorso o di trovare una soluzione che possa essere utilizzata anche in gravidanza contro gli improvvisi attacchi di dolore.