Fortissimo mal di testa ( come spilli in zona frontale/oculare) durante discesa dalla montagna

Buongiorno, vi scrivo in quanto in tanti anni ho portato alla luce questo problema ma nessuno e mai riuscito a darmi una diagnosi e/o un trattamento da intraprendere.
Succede molto spesso che quando scendo in macchina dalla montagna ( non deve essere per forza alta quota, mi e capitato anche a quote basse) nonostante la discesa lenta mi parta un mal di testa fortissimo ( come degli spilli) sulla fronte o dietro agli occhi.
Il mal di testa acuto dura alcune ore e poi nei giorni successivi al tatto mi sembra come di aver preso una botta forte in fronte.
Mi e capitato anche durante la discesa in aereo ma in quel caso mi aveva preso l arcata dentaria e la sensazione era come si avere una bolla sotto ai denti che premeva fortissimo.
Ho fatto rm e tac, chiesto visite neurologiche e otorino ma si concentravano solamente sulle cefalee - emicranie normalissime di cui soffro da una vita, questo non e mai stato preso in considerazione.
Inoltre recentemente ho fatto unaltra rm per cervicalgia ed e venuto fuori che ho le ghiandole cerebellari abbassate di 5mm e lieve siringomielia, non so se possa essere collegato a questi episodi.
Ringrazio anticipatamente a chi possa aiutarmi.
Alissia
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 6.9k 370
Gentile Paziente,
quello che descrive è piuttosto particolare ma, secondo la mia personale esperienza, non mi sembra una classica emicrania isolata. Il fatto che gli episodi compaiano in modo molto specifico durante la discesa di quota (montagna o aereo) fa pensare maggiormente a un fenomeno legato alle variazioni pressorie.
L’episodio ai denti durante la discesa in aereo, con sensazione di forte pressione interna, è molto suggestivo di barotrauma/barodontalgia, cioè dolore provocato dalle variazioni di pressione nei seni paranasali o nelle cavità dentarie. Anche il dolore trafittivo fronto-orbitario che compare in discesa potrebbe essere compatibile con barotrauma dei seni frontali/etmoidali, alterata compensazione pressoria, coinvolgimento trigeminale secondario alla variazione di pressione.
Tuttavia nel suo caso c’è un elemento importante da non sottovalutare: il riscontro di tonsille cerebellari abbassate di 5 mm associate a lieve siringomielia. Questo dato apre un’altra possibile interpretazione, cioè una condizione tipo malformazione di Chiari I borderline/sintomatica. In alcuni pazienti variazioni pressorie, manovre di Valsalva, cambi di quota, tosse, sforzi, possono facilitare cefalee molto intense per alterazione della dinamica del liquor.
Non sto dicendo che sia sicuramente questa la causa, ma nel suo caso il reperto NON andrebbe liquidato come incidentale senza correlazione clinica.
Il fatto che il dolore sia evocato in modo abbastanza riproducibile dalle discese, sia particolarmente violento, lasci dolorabilità residua per giorni, coesista una lieve siringomielia, meriterebbe secondo me una valutazione neurologica/neurochirurgica esperta specificamente orientata alle malformazioni della giunzione cranio-cervicale e non soltanto alla cefalea comune .
In casi siffatti, ritengo infatti utile una RM con studio accurato della giunzione cranio-cervicale per verificare se vi sono segni di crowding della fossa cranica posteriore; inoltre è di importanza notevole acquisire l’estensione della siringomielia e se i sintomi peggiorano con tosse, starnuti, sforzi o piegamenti.
Parallelamente, una valutazione ORL orientata specificamente ai barotraumi sinusali potrebbe comunque avere senso, perché le due cose potrebbero anche coesistere.

Cordialmente

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/

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