Si può salvare un molare con carie radicale e recuperarne la totale funzionalità? Forse con VPT?
Spettabili Dottori,
alcuni mesi fa mi è stata diagnosticata una carie radicale, che ha forato il dente e ha raggiunto la polpa. È in una zona difficilmente raggiungibile, difronte all'osso mandibolare, nel settimo (e per me ultimo) molare.
Mi sono state date due opzioni:
1) estrazione (ipotesi caldeggiata);
2) tentare di mantenere il dente, ma dopo una operazione alquanto invasiva, che comporterebbe anche la devitalizzazione, con possibile parziale perdita della sua funzionalità (ipotesi sconsigliata).
Da https://drive.proton.me/urls/4VBYPQ997M#XptHE0eCiSQU si può scaricare l'immagine della radiografia, per chiarire la cosa.
Sto cercando di capire se c'è la possibilità di mantenere il dente, senza devitalizzarlo.
Recuperandolo appieno, compresa la pregressa capacità di masticazione.
Ad esempio sono venuto a conoscenza della terapia della polpa vitale (VPT), trattamento per la preservazione della vitalità pulpare, pur in presenza di carie profonde.
Il dente è ancora "vivo", malgrado la carie stia avanzando.
Attualmente l'unico problema è il non riuscire a masticare da quel lato, perché in tal caso dà dolore.
Vorrei capire se nel mio caso ci sono possibilità di salvare il dente e ristabilirne la funzionalità.
In attesa di un riscontro, porgo cordiali saluti.
alcuni mesi fa mi è stata diagnosticata una carie radicale, che ha forato il dente e ha raggiunto la polpa. È in una zona difficilmente raggiungibile, difronte all'osso mandibolare, nel settimo (e per me ultimo) molare.
Mi sono state date due opzioni:
1) estrazione (ipotesi caldeggiata);
2) tentare di mantenere il dente, ma dopo una operazione alquanto invasiva, che comporterebbe anche la devitalizzazione, con possibile parziale perdita della sua funzionalità (ipotesi sconsigliata).
Da https://drive.proton.me/urls/4VBYPQ997M#XptHE0eCiSQU si può scaricare l'immagine della radiografia, per chiarire la cosa.
Sto cercando di capire se c'è la possibilità di mantenere il dente, senza devitalizzarlo.
Recuperandolo appieno, compresa la pregressa capacità di masticazione.
Ad esempio sono venuto a conoscenza della terapia della polpa vitale (VPT), trattamento per la preservazione della vitalità pulpare, pur in presenza di carie profonde.
Il dente è ancora "vivo", malgrado la carie stia avanzando.
Attualmente l'unico problema è il non riuscire a masticare da quel lato, perché in tal caso dà dolore.
Vorrei capire se nel mio caso ci sono possibilità di salvare il dente e ristabilirne la funzionalità.
In attesa di un riscontro, porgo cordiali saluti.
Gentile Paziente,
la situazione che descrive per il suo settimo molare è complessa ma molto comune quando si parla di carie radicali (o del colletto), specialmente se situate in zone anatomicamente difficili da raggiungere e vicine alla cresta ossea.
Lei riferisce che il dente dà dolore quando prova a masticare da quel lato e che la carie ha "forato il dente raggiungendo la polpa".
In odontoiatria, quando una carie penetra nella camera pulpare (dove si trovano il nervo e i vasi sanguigni) e si scatena un dolore localizzato e vivo alla stimolazione meccanica (come la masticazione), significa generalmente che la polpa è in uno stato di pulpite (infiammazione della polpa).
Se il dolore si presenta solo alla pressione, potrebbe esserci anche un coinvolgimento del legamento parodontale (il "cuscinetto" che lega il dente all'osso), infiammato a causa dei batteri che spingono verso la radice. Di conseguenza, sebbene il dente sia tecnicamente ancora "vivo" (perché risponde agli stimoli), la polpa è con ogni probabilità già compromessa o infetta.
La Vital Pulp Therapy (VPT), che include procedure come l'incappucciamento pulpare (diretto o indiretto) o la pulpotomia parziale, è una branca della moderna endodonzia che offre ottimi risultati, ma che comunque richiede condizioni terapeutiche rigorose tra cui assenza di infezione batterica massiva nella polpa (si applica con successo quando l'esposizione della polpa è "pulita" ad esempio durante la rimozione di una carie profonda ma non ancora francamente infetta o in traumi recenti) e isolamento del campo (per eseguire una VPT il dente deve essere isolato perfettamente con la diga di gomma per evitare che la saliva, piena di batteri, contamini la polpa durante la cura) e nelle carie radicali profonde, sotto il bordo gengivale e vicino all'osso mandibolare, ottenere un isolamento perfetto è estremamente difficile, a volte impossibile senza effettuare una chirurgia preventiva.
Se la carie ha già "forato" la polpa mesi fa e sta avanzando, la polpa è colonizzata da batteri. Tentare una VPT in un tessuto pulpare già cronicamente infetto e contaminato comporterebbe un rischio altissimo di fallimento, con la comparsa di dolori acuti (pulpite acuta) o di un ascesso a breve distanza di tempo. Pertanto, l'ipotesi di salvare il dente mantenendolo vitale (senza devitalizzazione) appare clinicamente quasi impossibile nella situazione descritta.
Inoltre non avendo informazioni circa la presenza o meno di una mobilità dentale è difficile poterle dare una risposta. Certo è che se anche decidesse di salvarlo attraverso una devitalizzazione, ricostruzione con perno e successiva protesizzazione con una corona, la sua funzione masticatoria non sarebbe affatto compromessa.
Spero di essere stato il più chiaro possibile e di aiuto.
Saluti
la situazione che descrive per il suo settimo molare è complessa ma molto comune quando si parla di carie radicali (o del colletto), specialmente se situate in zone anatomicamente difficili da raggiungere e vicine alla cresta ossea.
Lei riferisce che il dente dà dolore quando prova a masticare da quel lato e che la carie ha "forato il dente raggiungendo la polpa".
In odontoiatria, quando una carie penetra nella camera pulpare (dove si trovano il nervo e i vasi sanguigni) e si scatena un dolore localizzato e vivo alla stimolazione meccanica (come la masticazione), significa generalmente che la polpa è in uno stato di pulpite (infiammazione della polpa).
Se il dolore si presenta solo alla pressione, potrebbe esserci anche un coinvolgimento del legamento parodontale (il "cuscinetto" che lega il dente all'osso), infiammato a causa dei batteri che spingono verso la radice. Di conseguenza, sebbene il dente sia tecnicamente ancora "vivo" (perché risponde agli stimoli), la polpa è con ogni probabilità già compromessa o infetta.
La Vital Pulp Therapy (VPT), che include procedure come l'incappucciamento pulpare (diretto o indiretto) o la pulpotomia parziale, è una branca della moderna endodonzia che offre ottimi risultati, ma che comunque richiede condizioni terapeutiche rigorose tra cui assenza di infezione batterica massiva nella polpa (si applica con successo quando l'esposizione della polpa è "pulita" ad esempio durante la rimozione di una carie profonda ma non ancora francamente infetta o in traumi recenti) e isolamento del campo (per eseguire una VPT il dente deve essere isolato perfettamente con la diga di gomma per evitare che la saliva, piena di batteri, contamini la polpa durante la cura) e nelle carie radicali profonde, sotto il bordo gengivale e vicino all'osso mandibolare, ottenere un isolamento perfetto è estremamente difficile, a volte impossibile senza effettuare una chirurgia preventiva.
Se la carie ha già "forato" la polpa mesi fa e sta avanzando, la polpa è colonizzata da batteri. Tentare una VPT in un tessuto pulpare già cronicamente infetto e contaminato comporterebbe un rischio altissimo di fallimento, con la comparsa di dolori acuti (pulpite acuta) o di un ascesso a breve distanza di tempo. Pertanto, l'ipotesi di salvare il dente mantenendolo vitale (senza devitalizzazione) appare clinicamente quasi impossibile nella situazione descritta.
Inoltre non avendo informazioni circa la presenza o meno di una mobilità dentale è difficile poterle dare una risposta. Certo è che se anche decidesse di salvarlo attraverso una devitalizzazione, ricostruzione con perno e successiva protesizzazione con una corona, la sua funzione masticatoria non sarebbe affatto compromessa.
Spero di essere stato il più chiaro possibile e di aiuto.
Saluti
Dr. danilo trapani
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 7 visite dal 21/05/2026.
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