Utente 187XXX
Salve Gentilissimi Dottori, grazie per chi di voi leggerà il mio scritto. Il titolo risulta molto chiaro. Sinceramente non avrò granché forza d’animo per raccontare cosa sia successo per portarmi a prendere questa decisione ma darò un’infarinatuta, sperando posso essere almeno sufficiente.
Ho quasi trent’anni. La mia vita è spesso stata tartagliata ed ho un carattere molto sensibile, forse fragile. Conosco un ragazzo tre anni fa e si pensa sia l’uomo giusto per me. Però col tempo si rivela diverso ed inizio a farmi patire sofferenze psicologiche. Questo ragazzo, in uno dei suoi momenti in cui io divento totalmente inutile, decide di lasciarmi. Io mi dispero puntualmente e cerco di trovare rimedio. Inizio anche ad essere molto paranoica e mi fido di una mia amica che ho paura possa vederlo ed essere adatta per lui.
Ho cercato di cambiare vita e sono ad un passo dal farlo ma a seguito di questa paura di un qualcosa con la mia amica (che potrebbero essere paranoie così come invece sospetto fondati considerando i comportamenti di lei che tralascio; però mi sono confrontata con altre persone al riguardo) io non riesco più a tenere dentro questo dolore, questo vuoto; mi pare d’avere dentro un mostro che mi azzanna e sfama da dentro, senza che a nessuno le lacrime possano bastare per comprendere il mio reale stato. Mi sarebbe piaciuta la vita se almeno una volta, fossi stata felice, se almeno anche solo questa volta, se almeno tra me e lui ci fosse potuto essere un contatto. Se le faccende fossero state pulite, forse mi sarei anche rassegnata. Ma tutti questi nodi.... Non credo che la mia vita sia degna di essere vissuta e vorrei provare e riuscire nel tentativo di troncare tutto. Il dolore finirebbe per sempre. Lui rimarrebbe in questo mondo così come lo sono adesso ma sarebbe separati da una forza ultraterrena, invece che la sua insopportabile per me, volontà.
Non so come agire. E sono rammaricata di dover ricorrere a tanto ma non trovo alcuna soluzione ed il tempo trascorre lento, troppo lento per essere amico...
Ho già contattato due psicologhe ma non sono riuscite a darmi un sopporto, stavano solo lì ad ascoltarmi e finite le sedute, a chiedere ulteriori soldi.
Vorrei tanto che fosse qui. Ma non c’è mai. Ed allora anch’io vorrei riuscire ad allontanarmi consiferando che la mia mente ed il mio cuore non riescano - in vita - a farlo.
Non cerco un aiuto, ci ho già provato.
Non c’è nulla che potrà portarlo da me e no, non credo nel futuro che potrebbe riservarmi sorprese che saranno solo illusioni e non credo che ne uscirò, che lo dimenticherò.
Non ne ho più le forze, non riesco più a combattere e nessuno mi è vicino.
Non faccio altro che mangiare e comperare cose. Questi muri sono troppo alti e forse è anche bene pensare con crudeltà che non esistano i lieti fini ma le accettazioni.
Ed io non voglio vivere solo per non morire.
Vi ringrazio per il tempo dedicatomi, vi abbraccio.
Spero siate felici.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Perché non si rivolge a un medico, uno psichiatra ? Non so di preciso se le due psicologhe siano giunte a una diagnosi precisa, ma al di là dei fatti in sé, ci sono elementi che è importante sapere durante una visita per capire se questo stato d'animo ha assunto le forme rigide e esasperate di un disturbo noto, tipo una depressione (per dirne una) e quindi si può trattare secondo regole conosciute.
Dr.Matteo Pacini
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