Sexting e problemi di erezione
Buongiorno,
Nell'ultimo mese ho fatto molto sexting e sono stato molto attivo sulle dating app.
Durante questo periodo sono stato molto eccitato e ho fatto sesso con la mia partner praticamente quotidianamente.
Da una decina di giorni però ho riscontrato una difficoltà a mantenere l'erezione.
Durante il sesso non penetrativo perdo subito l'erezione che mantengo o riesco a recuperare solo nella penetrazione e solo in determinate posizioni.
Capisco che la mia attività online può aver scatenato questo problema, visto la maniera ossessiva in cui la praticavo e ho disinstallato tutte le app.
Quanto tempo può volevo per tornare alla normalità?
Devo considerare di non poter mai più tentare queste attività?
Nell'ultimo mese ho fatto molto sexting e sono stato molto attivo sulle dating app.
Durante questo periodo sono stato molto eccitato e ho fatto sesso con la mia partner praticamente quotidianamente.
Da una decina di giorni però ho riscontrato una difficoltà a mantenere l'erezione.
Durante il sesso non penetrativo perdo subito l'erezione che mantengo o riesco a recuperare solo nella penetrazione e solo in determinate posizioni.
Capisco che la mia attività online può aver scatenato questo problema, visto la maniera ossessiva in cui la praticavo e ho disinstallato tutte le app.
Quanto tempo può volevo per tornare alla normalità?
Devo considerare di non poter mai più tentare queste attività?
Gentile utente,
quello che descrive è più comune di quanto si pensi, soprattutto dopo un periodo di forte stimolazione erotica, continua e molto centrata sull’eccitazione mentale e visiva.
Il corpo non si rompe , ma può disabituarsi a un certo tipo di stimolo. Quando l’eccitazione è alimentata per giorni o settimane da immagini, fantasie, novità continue e velocissime, il cervello si abitua a quel ritmo. Poi, nel contesto reale, più lento, più relazionale, può faticare a mantenere lo stesso livello di attivazione.
Il fatto che riesca comunque a recuperare l’erezione in alcune situazioni è un segnale molto rassicurante: non c’è un problema organico, ma un meccanismo di adattamento che ora sta cercando di riequilibrarsi.
Aver disinstallato le app è una scelta utile, non punitiva. Serve a permettere al sistema di resettarsi .
Quanto tempo?
Non c’è una misura precisa, ma spesso qualche settimana di normalizzazione degli stimoli, senza forzare le prestazioni e senza controllarsi troppo, permette al corpo di ritrovare una risposta più spontanea.
Non è necessario pensare in termini di mai più . Piuttosto può essere utile capire che, se quelle attività diventano ossessive e centrali, possono alterare temporaneamente il modo in cui funziona l’eccitazione nella vita reale.
Forse la domanda ora non è se potrà rifarle, ma come mantenere un equilibrio che non metta sotto pressione il suo funzionamento sessuale.
Un caro saluto.
quello che descrive è più comune di quanto si pensi, soprattutto dopo un periodo di forte stimolazione erotica, continua e molto centrata sull’eccitazione mentale e visiva.
Il corpo non si rompe , ma può disabituarsi a un certo tipo di stimolo. Quando l’eccitazione è alimentata per giorni o settimane da immagini, fantasie, novità continue e velocissime, il cervello si abitua a quel ritmo. Poi, nel contesto reale, più lento, più relazionale, può faticare a mantenere lo stesso livello di attivazione.
Il fatto che riesca comunque a recuperare l’erezione in alcune situazioni è un segnale molto rassicurante: non c’è un problema organico, ma un meccanismo di adattamento che ora sta cercando di riequilibrarsi.
Aver disinstallato le app è una scelta utile, non punitiva. Serve a permettere al sistema di resettarsi .
Quanto tempo?
Non c’è una misura precisa, ma spesso qualche settimana di normalizzazione degli stimoli, senza forzare le prestazioni e senza controllarsi troppo, permette al corpo di ritrovare una risposta più spontanea.
Non è necessario pensare in termini di mai più . Piuttosto può essere utile capire che, se quelle attività diventano ossessive e centrali, possono alterare temporaneamente il modo in cui funziona l’eccitazione nella vita reale.
Forse la domanda ora non è se potrà rifarle, ma come mantenere un equilibrio che non metta sotto pressione il suo funzionamento sessuale.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Utente
Buonasera e grazie per la risposta.
Posso chiederle cosa intende per non forzare le prestazioni e non controllarsi troppo?
Grazie
Posso chiederle cosa intende per non forzare le prestazioni e non controllarsi troppo?
Grazie
Gentile utente,
con non forzare le prestazioni intendo questo: evitare di vivere ogni incontro sessuale come una prova da superare o come qualcosa da far funzionare a tutti i costi . Più ci si sforza di ottenere l’erezione, più si attiva una tensione che va nella direzione opposta all’eccitazione.
Non controllarsi troppo significa invece provare a non monitorare continuamente cosa sta succedendo ( ce l’ho? (erezione) , la sto perdendo? , quanto durerà? ). Questo tipo di controllo porta la mente fuori dal corpo e dal piacere, e aumenta l’ansia da prestazione, anche in persone che non ne hanno mai sofferto prima.
In pratica, può aiutare:
- rallentare i tempi,
- dare spazio al contatto, alle sensazioni, al piacere in sé, anche senza puntare subito alla penetrazione,
- accettare che qualche volta l’erezione vada e venga senza leggerlo come un problema.
Il corpo, quando smette di sentirsi osservato e giudicato, tende a ritrovare da solo il suo equilibrio.
Un caro saluto.
con non forzare le prestazioni intendo questo: evitare di vivere ogni incontro sessuale come una prova da superare o come qualcosa da far funzionare a tutti i costi . Più ci si sforza di ottenere l’erezione, più si attiva una tensione che va nella direzione opposta all’eccitazione.
Non controllarsi troppo significa invece provare a non monitorare continuamente cosa sta succedendo ( ce l’ho? (erezione) , la sto perdendo? , quanto durerà? ). Questo tipo di controllo porta la mente fuori dal corpo e dal piacere, e aumenta l’ansia da prestazione, anche in persone che non ne hanno mai sofferto prima.
In pratica, può aiutare:
- rallentare i tempi,
- dare spazio al contatto, alle sensazioni, al piacere in sé, anche senza puntare subito alla penetrazione,
- accettare che qualche volta l’erezione vada e venga senza leggerlo come un problema.
Il corpo, quando smette di sentirsi osservato e giudicato, tende a ritrovare da solo il suo equilibrio.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
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Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 10 visite dal 28/01/2026.
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