Rimugino spesso da anni
Salve, da molti anni rimugino, non so nemmeno più da quanto, se non erro già all'età di 14/15 anni.
Ci sono periodi in cui i pensieri sono più frequenti e altri in cui mi sento più rilassato, penso lo stesso ad eventi passati ma distogliere l'attenzione dal passato è più facile.
In questi giorni mi viene spesso in mente quando anni fa per un lavoro a casa era stata staccata la corrente, non vedendo feci un passo e urtai un tavolino basso che non ricordavo fosse lì.
Non accadde nulla, ma ogni volta immagino che cadevo e si rompeva il piatto che era sopra al tavolo e una scheggia mi avrebbe reso ipovedente.
Visto che ragionare su eventuali scenari diversi di eventi passati mi toglie molte energie, esiste qualche tecnica per ridurre al minimo il rimuginio?
Di solito provo a pensare a qualcos altro, ma a quanto pare non basta.
Grazie.
Ci sono periodi in cui i pensieri sono più frequenti e altri in cui mi sento più rilassato, penso lo stesso ad eventi passati ma distogliere l'attenzione dal passato è più facile.
In questi giorni mi viene spesso in mente quando anni fa per un lavoro a casa era stata staccata la corrente, non vedendo feci un passo e urtai un tavolino basso che non ricordavo fosse lì.
Non accadde nulla, ma ogni volta immagino che cadevo e si rompeva il piatto che era sopra al tavolo e una scheggia mi avrebbe reso ipovedente.
Visto che ragionare su eventuali scenari diversi di eventi passati mi toglie molte energie, esiste qualche tecnica per ridurre al minimo il rimuginio?
Di solito provo a pensare a qualcos altro, ma a quanto pare non basta.
Grazie.
Gentile,
da quello che scrive, il rimuginio la accompagna da molti anni e in certi periodi diventa più insistente, fino a toglierle energia. L’esempio che porta è chiaro: un episodio passato, senza conseguenze, che nella sua mente si trasforma in uno scenario catastrofico alternativo.
È importante notare una cosa: lei non sta ricordando un fatto traumatico, ma sta costruendo e se su qualcosa che non è accaduto. Il rimuginio spesso funziona così: prova a controllare il passato immaginando tutte le possibili varianti, potesse metterla al riparo dall’imprevisto.
Provare a pensare ad altro non basta, perché più si cerca di scacciare un pensiero, più tende a tornare.
Può essere più utile cambiare strategia:
- dare un tempo al rimuginio: ad esempio 15 minuti al giorno in cui può pensare liberamente a quei pensieri. Se arrivano fuori da quel tempo, si dice ci penserò alle 18 . Sembra semplice, ma aiuta a ridurre l’invasività.
- quando compare l’ e se , provare a riconoscerlo come un pensiero ipotetico, non come un pericolo reale. Anche solo dirsi mentalmente: questo è un film della mia mente può creare una piccola distanza.
- riportare l’attenzione al corpo (respirazione lenta, contatto dei piedi a terra) invece che combattere direttamente il pensiero.
Se il rimuginio è presente da così tanto tempo e in alcuni periodi aumenta, può essere utile anche chiedersi cosa lo attiva di più: stress, stanchezza, cambiamenti? A volte non è il contenuto del pensiero il problema, ma il momento in cui arriva. Magari può anche provare a trascriverlo così da ricostruire questi eventi nel tempo, potrebbero dirle qualcosa in più.
Se sente che questo modo di pensare è molto radicato e le consuma molte energie, uno spazio di confronto potrebbe aiutarla a capire meglio il meccanismo e a lavorarci in modo più mirato. Quando un pensiero diventa ripetitivo da anni, spesso da soli si fa fatica a scioglierlo. Anche solo per imparare a gestirlo con più leggerezza, senza che occupi così tanto spazio.
Un caro saluto
da quello che scrive, il rimuginio la accompagna da molti anni e in certi periodi diventa più insistente, fino a toglierle energia. L’esempio che porta è chiaro: un episodio passato, senza conseguenze, che nella sua mente si trasforma in uno scenario catastrofico alternativo.
È importante notare una cosa: lei non sta ricordando un fatto traumatico, ma sta costruendo e se su qualcosa che non è accaduto. Il rimuginio spesso funziona così: prova a controllare il passato immaginando tutte le possibili varianti, potesse metterla al riparo dall’imprevisto.
Provare a pensare ad altro non basta, perché più si cerca di scacciare un pensiero, più tende a tornare.
Può essere più utile cambiare strategia:
- dare un tempo al rimuginio: ad esempio 15 minuti al giorno in cui può pensare liberamente a quei pensieri. Se arrivano fuori da quel tempo, si dice ci penserò alle 18 . Sembra semplice, ma aiuta a ridurre l’invasività.
- quando compare l’ e se , provare a riconoscerlo come un pensiero ipotetico, non come un pericolo reale. Anche solo dirsi mentalmente: questo è un film della mia mente può creare una piccola distanza.
- riportare l’attenzione al corpo (respirazione lenta, contatto dei piedi a terra) invece che combattere direttamente il pensiero.
Se il rimuginio è presente da così tanto tempo e in alcuni periodi aumenta, può essere utile anche chiedersi cosa lo attiva di più: stress, stanchezza, cambiamenti? A volte non è il contenuto del pensiero il problema, ma il momento in cui arriva. Magari può anche provare a trascriverlo così da ricostruire questi eventi nel tempo, potrebbero dirle qualcosa in più.
Se sente che questo modo di pensare è molto radicato e le consuma molte energie, uno spazio di confronto potrebbe aiutarla a capire meglio il meccanismo e a lavorarci in modo più mirato. Quando un pensiero diventa ripetitivo da anni, spesso da soli si fa fatica a scioglierlo. Anche solo per imparare a gestirlo con più leggerezza, senza che occupi così tanto spazio.
Un caro saluto
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 3 visite dal 12/02/2026.
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