Bambino con problemi

Buonasera, io divorziato mi ritrovo in una situazione difficile.

Mio figlio di 9 anni ha iniziato da poco ad andare a vivere con la mia ex moglie in incinta del suo nuovo compagno in casa sua, abbandonando la casa coniugale.

Mio figlio ha iniziato da qualche mese ad avere mal di pancia siamo andati pediatra che gli ha prescritto esami del sangue e eco addome completo tutto ok.

Adesso ogni posto che va' (a calcio, a scuola, a messa) Dice che ha l'ansia, e gli fa male la pancia, a volte con disenteria, e mangia poco
Tutto questo nuovo cambiamento, gli sta'dando dei problemi.

Io come papa'sono preoccupato anche perché lui dice che non capisce perché gli succede.

Ringrazio a chi mi risponderà.
Dr. Benedetto Vivona Psicologo 31 1
Gentile Utente,

la ringrazio per aver condiviso la sua preoccupazione. Ciò che descrive è una situazione emotivamente complessa, sia per lei come padre sia, soprattutto, per suo figlio. I cambiamenti che il bambino sta attraversando sono numerosi e significativi, e avvengono in una fase evolutiva in cui la stabilità affettiva e relazionale rappresenta un bisogno fondamentale.

Dal punto di vista clinico, il fatto che gli accertamenti medici abbiano escluso cause organiche è un elemento importante, perché orienta a considerare i sintomi fisici il mal di pancia, l’alterazione dell’appetito, gli episodi di diarrea come possibili manifestazioni somatiche di un disagio emotivo. Nei bambini, l’ansia e la difficoltà a dare un significato a ciò che accade dentro e intorno a loro trovano spesso espressione attraverso il corpo, che diventa il principale canale di comunicazione del malessere.

Il trasferimento nella nuova casa, la separazione definitiva dei genitori, la convivenza con il nuovo compagno della madre e l’arrivo imminente di un fratellino o una sorellina rappresentano cambiamenti profondi. È comprensibile che suo figlio possa sentirsi confuso, spaventato o disorientato, soprattutto se fatica a trovare parole per spiegare ciò che prova. Quando dice di avere l’ansia e di non capire perché gli succede, sta probabilmente tentando, con gli strumenti che ha, di dare un senso a un vissuto interno che lo supera.

In queste situazioni, è importante che il bambino possa sentirsi ascoltato e legittimato nelle sue emozioni, senza minimizzarle ma nemmeno allarmarle. Il suo ruolo di padre, presente e attento, è già di per sé un fattore di protezione significativo. Allo stesso tempo, potrebbe essere utile valutare la possibilità di un supporto psicologico per suo figlio, che gli offra uno spazio sicuro e adeguato all’età per elaborare i cambiamenti in corso e per imparare a riconoscere e gestire l’ansia che oggi si manifesta attraverso il corpo.

Anche il confronto tra adulti di riferimento, quando possibile, può aiutare a mantenere una coerenza educativa ed emotiva che favorisca nel bambino un senso di continuità e sicurezza, nonostante la riorganizzazione familiare.

I segnali che descrive meritano attenzione ma non indicano necessariamente una situazione patologica: parlano piuttosto di un bambino che sta cercando di adattarsi a trasformazioni importanti. Intervenire in modo tempestivo e contenitivo può fare una grande differenza nel prevenire un consolidarsi del disagio.

Un cordiale saluto

dott. Benedetto Vivona
Ricevo a Trapani e online
https://benedettovivona.wixsite.com/psicologo-trapani

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Risposta utile
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 5k 207
Gentile utente,
desidero aggiungere alle parole del collega dr Vivona una specifica modalità di attenzione che lei e la madre potete offrire ai problemi manifestati da suo figlio: la consulenza di coppia, o quella familiare.
Queste consulenze, disattese e poi del tutto ignorate quando la decisione dell'addio è irrevocabile, hanno un valore fondamentale per riaprire un corretto dialogo tra i partner anche se ex, e per ricostruire la storia della loro relazione, soprattutto a favore dei figli.
Per un figlio, infatti, specialmente nell'età del suo, la separazione dei genitori e la loro scelta di altri partner è incomprensibile, dolorosa e allarmante.
Non è possibile per un bambino capire la cosiddetta "fine dell'amore", perché non sa nulla dell'amore di coppia e teme di essere a sua volta abbandonato, a maggior ragione quando un genitore ha un altro figlio.
Inoltre il figlio si chiede da che tipo di legame è nato, quale senso ha la sua esistenza, quando tra i genitori vede indifferenza o peggio ancora ostilità.
Rifletta, assieme alla sua ex, sull'utilità di queste consulenze. In quella familiare verrebbe considerata anche la situazione specifica del bambino. Alcuni terapeuti includono anche i nuovi partner, procedura opportuna se sono conviventi col minore.
Le faccio molti auguri.

Prof.ssa Anna Potenza
Riceve in presenza e online
Primo consulto gratuito inviando documento d'identità a: gairos1971@gmail.com

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