Utente
Buongiorno,
Sono un ragazzo di 21 anni e vi scrivo perché il passato mi tormenta e mi fa chiedere se ho dei disturbi o no, se oggi sono quello che sono perché sono fatto cosi di natura oppure ho dei disturbi per quello che ho vissuto.
Nel 2008/09 mio padre si è separato da mia madre perché quest’ultima è andata poco alla volta fuori di testa, ha iniziato ad avere paranoie, fobie, manie di persecuzione, ecc...
Io e mia sorella eravamo stati affidati a mio padre ma solo mia sorella ci è andata a vivere. Io non volevo andare da mio padre ma oggi a distanza di anni da quel periodo dico che sarei dovuto andarci per il mio bene.
Infatti mia madre ormai in piena malattia mentale, veniva ogni giorno alla mia scuola per fare casino, agli allenamenti di calcio, agli allenamenti di sci in montagna, era sempre presente.
io ero sempre in imbarazzo e continuavo a dirle di lasciarmi in pace ma non mi ascoltava (a quel tempo ero troppo piccolo per capire che era malata). Un giorno fui costretto da mio padre a fermarmi a dormire da lui perché giustamente non voleva che vivessi da mia madre ma mia madre ovviamente non voleva. Il giorno dopo mia madre non solo venne a scuola come faceva sempre ma addirittura entrò in classe nel mezzo di una lezione e restò in piedi davanti a tutti a non fare nullla. Io rimasi di ghiaccio, impassibile finché non venne accompagnata forzatamente fuori dalla scuola dalla polizia fino all’ospedale dove le fecero un TSO. Nonostante tutto questo, dopo essere rimasto da mio padre durante la settimana di permanenza di mia madre in ospedale, ritornai da lei. Negli anni successivi, dopo aver per forza di cose cambiato scuola, il suo comportamento restò simile anche se non mi mise più in imbarazzo davanti ai miei amici.
Oggi è in cura presso un cps ed è incredibilmente guarita, è l’opposto di quello che era prima e mi fa piacere.
Vengo al dunque: oggi è tutto finito (anche se comunque non mi è mai importato di nessuno di loro ma solo che non venisse intaccato il mio normale sviluppo psichico, anche se credo che purtroppo sia successo) ma io a quell’episodio in classe ci penso ogni giorno, ogni momento, è come un pallino fisso nella mia testa.
Mi spiego meglio: ogni momento che vivo o che vedo nei film o in tv dove mi immedesimo lo immagino come se ad un certo punto entrasse in scena mia madre che mi mette in imbarazzo proprio come quella volta in classe e ciò mi fa sentire proprio come in quel momento: impassibile, apatico, imbarazzato, pieno di vergogna. Infatti una volta mi piaceva immedesimarsi nelle storie dei film e mi sarebbe piaciuto viverle (come credo tutti) invece ora no.
Ora la mia domanda è: è normale che sia cosi? Sono cosi perche sono fatto cosi di natura o sono disturbato?
Me lo chiedo perche in quel periodo ero in piena età di sviluppo, per cui non so se oggi sono quello che sono perché ho vissuto quei momenti e quindi disturbato oppure sarei quello che sono oggi anche se non avessi vissuto quei momenti?

[#1]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

ci scrive di sè, tra l'altro:
"... non so se oggi sono quello che sono perché ..."

Ma oggi Lei "chi è"?
Soffre di qualche disagio o patologia diagnosticata?
E' in terapia?
Se sì, di che tipo?

Grazie.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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[#2] dopo  
Utente
Per esempio riconosco di non essere un tipo molto sociale.
E vorrei capire se non lo sono perché sono fatto così di carattere o per via di quello che ho vissuto.
Perché se sono fatto cosi mi metto l’anima in pace e cerco di migliorare da solo.
Se invece sono poco sociale per via di quello che ho vissuto questo fatto mi farebbe innervosire.

[#3]  
Dr. Carla Maria Brunialti

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Gentile utente,

schiere di valentissimi studiosi in psicologia si sono confrontati per decenni
chiedendosi proprio quello che si chiede Lei:

Quanto noi persone siamo frutto dei nostri geni
e quanto invece dipendiamo dalle persone ed esperienze con le quali siamo cresciuti?

La risposta è che
la cosa non è matematicamente determinabile.

Lei dice:
"1... se sono fatto cosi mi metto l’anima in pace e cerco di migliorare da solo.
2. Se invece sono poco sociale per via di quello che ho vissuto questo fatto mi farebbe innervosire...".

Direi che cercare di migliorare "per sè" può essere la via migliore,
considerata l'indeterminatezza della causa.

Cosa ne pensa?

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
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[#4]  
Dr.ssa Giselle Ferretti

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Gentile ragazzo,
deve essere stato molto difficile vivere quello che ci ha raccontato.
Concordo con quanto detto dalla mia collega e aggiungo una cosa: l'episodio dell'irruzione di sua mamma a scuola sembra abbia assunto dentro di lei le caratteristiche di un evento traumatico a tutti gli effetti, ovvero di un fatto che il suo cervello non riesce a rielaborare spontaneamente. Lo dimostrerebbero i flashback continui dell'episodio. Il nostro cervello ha una naturale capacità di rielaborare ogni evento, si può "inceppare" quando l'evento provoca emozioni troppo forti, allora bisogna dargli un mano. In questo si è mostrata molto efficace l'approccio psicoterapeutico EMDR, specifico e focalizzato per i traumi, anche per quelli relazionali, come nel suo caso.
Può cercare un terapeuta della sua zona che è specializzato in questo, e chiedere più informazioni.
Un caro saluto
Dott.ssa Giselle Ferretti Psicologa Psicoterapeuta
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[#5]  
Dr.ssa Alessandra Varotto

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Gentile Signorina,
anche se le colleghe le hanno già fornito il loro consulto mi preme dire anche il mio parere. Dal punto di vista della salute mentale, in relazione a quanto ci riferisce sui flashback, collegati alla riviviscenza dell'episodio successo a scuola, bisogna vedere quanto questi turbamenti stanno ostacolando la sua vita attuale. Vive ancora con la mamma, oppure ha intrapreso una sua vita autonoma?Lei ha già fatto molte scelte coraggiose nella sua giovane vita e spero vivamente che ora lei abbia trovato un pò più di pace dentro la sua famiglia e nel rapporto con la mamma. Io noto che lei ha gia una buona capacità critica su se stessa, riporta le cose in modo trasparente e anche dettagliato e credo quindi che lei abbia i presupposti per costruire le basi di una relazione terapeutica. Le consiglierei pertanto,come riferito dalla dr.ssa Ferretti, di rivolgersi ad uno studio specialistico di psicoterapia. Noi possiamo far molto per stare ancora meglio con noi stessi, dobbiamo "solo" saper riconoscere che abbiamo bisogno di aiuto per poi riprendere la nostra strada. Un saluto e l'augurio di tanto coraggio per la sua giovane vita. Dr.ssa Varotto
Dr.ssa Alessandra VAROTTO
psicologa clinico dinamica indirizzo comunità
Iscritta all'albo Regione Veneto n.7550
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