Utente
Buongiorno e innanzitutto grazie per il vostro tempo.
Ho 28 anni, sono insegnante di matematica precaria nella scuola, devo dire che insegnare mi piace, ma purtroppo mi rendo conto che da quando sono tornata dal mio anno di ricerca all'estero, nel 2017, mi sono buttata giù e mi sono lasciata vivere.
Per un periodo sono stata seguita da un psicologo, ma ho avuto solo un sollievo blando.
Sono sempre molto abbattuta, nel lavoro, nelle amicizie, ho perso il mio brio.
Mi manca molto la vita universitaria, lo studio, l'ambiente internazionale...l'avere 23/24 anni.
Ne ho parlato con chiunque, chi mi dice che devo accettare i cambiamenti, chi mi dice che sono giovane e devo cercare di prendere tutto ciò che di bello mi dà la mia "gioventù".
In più, il mio essere precaria e a casa con mia madre, vedova di mio padre, non migliora le cose: non vuole farsi aiutare ma è sempre meno autosufficiente e, suppongo, depressa.
Sono figlia unica.
Io non riesco ad andarmene perchè non guadagno abbastanza col mio lavoro per vivere da sola.
Le graduatorie mi hanno vincolata alla mia città (errore mio).
Per due anni dovrò stare qui.
La situazione precaria ed asfissiante riguardante il futuro concorso hanno peggiorato la mia condizione, faccio fatica a dormire, a volte sogno di essere ancora all'università, a volte ho incubi sulla mia vita futura.
Due anni fa mi ero iscritta a un dottorato senza borsa nella mia vecchia università, l'unica cosa che mi appassionava, ma le condizioni che avevo in casa con mia madre mi hanno impedito di studiare e scrivere la tesi.
Ho paura di doverlo abbandonare, ma non voglio, ho paura.
Sono a pezzi.
Continuo a pensare al passato, la mia ossessione è la mia età...28...28...quasi tutti i miei conoscenti sono sposati e/o con figli.
Voglio di nuovo avere 20 anni.
L'unica cosa che potrebbe rendermi felice è tornare a viaggiare, a vivere da sola, a studiare...mi sembra impossibile.
Nella mia testa ho ancora 23 anni e devo ancora vivere la mia gioventù, ma gli anni passano.
Mi piacerebbe capire cosa mi sta succedendo e come uscirne fuori.
Quasi ogni notte ho brutti pensieri riguardo al domani.
Grazie.

[#1]  
Dr.ssa Giuseppina Di Carlo

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Gentile utente,

grazie a lei di essersi rivolta a noi.

Non credo che la sua sofferenza sia dovuta al fatto che le "cose cambiano", ma da come sono cambiate per lei. Da quello che scrive sembra molto consapevole di quello che oggi la renderebbe felice e il fatto di non potere fare nulla in merito, la "butta giù".

Un modo più funzionale di vedere le cose è che la sua situazione per quanto precaria non è fissata. Il suo non è un destino ineluttabile. Sfrutti questi due anni per migliorarsi, il suo lavoro dipende anche dalle graduatorie e dai punti. Impieghi il tempo in corsi, aggiornamenti etc. che la facciano sentire impegnata e le diano uno scopo per cambiare il futuro e non di stare semplicemente perdendo il suo tempo in maniera passiva.

Indaghi anche con il medico di base l'adeguatezza di un supporto farmacologico, se i sintomi di deflessione dell'umore non si risolvono. Nella speranza di averle dato spunti utili, rimango a sua disposizione,
Dr.ssa Giuseppina Di Carlo
giuseppina.dicarlo@gmail.com
www.psicologo-a-milano.net

[#2] dopo  
Utente
Gentile Dottoressa, le sue parole mi hanno decisamente dato degli spunti utili e mi hanno confortata un po'. La ringrazio per il suo aiuto, seguirò i suoi consigli.

[#3]  
Dr.ssa Giuseppina Di Carlo

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Ne sono felice. In bocca al lupo per tutto!
Dr.ssa Giuseppina Di Carlo
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