Utente
Gentile dottore
sono un uomo di 67 anni a cui e' stato da poco diagnosticato un carcinoma vescicale in stadio avanzato. Il tumore ha infiltrato gli strati della vescica anche se per fortuna non e' uscito fuori dall'organo. Dopo averlo rimosso, l'esame istologico ha rilevato un alto grado di aggressivita' e per questa ragione mi hanno detto che devo togliere la vescica . Mi hanno parlato di buone probabilita' di ricostruire la vescica con un pezzo di intestino, ma per quanto i medici si siano espressi positivamente rispetto a questa soluzione terapeutica ,io ho delle notevoli perplessita' riguardo a questo . Andando incontro alla vecchiaia ed ai suoi svariati acciacchi , ho paura di non poter gestire questa "nuova " vescica, priva di terminazioni nervose e messa li' in un posto che non sarebbe il suo considerando che il tessuto con cui viene fatta e' quello dell'intestino e dovrebbe essere deputato ad altre funzioni fisiologiche. Per questa ragione , mi chiedevo , quali potrebbero essere i vantaggi ( semmai ce ne fossero) se io , anziche' optare per la vescica ortotopica , mi facessi mettere una borsa esterna? in cosa consiste esattamente e come si puo' rendere compatibile con una vita normale diurna e notturna? A suo avviso , la qualita' della vita e la gestibilita' di una borsa esterna per l'urina, andando incontro agli acciacchi della vecchiaia , potrebbe essere piu' facile rispetto ad un organo ortotopico che quasi sicuramente mi porterebbe incontinenza?
La ringrazio per la sua disponibilita' e per il suo ascolto , e spero che mi possa dare una mano a fare valutazioni corrette .
un cordiale saluto

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Dr. Daniele Masala

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Caro signore noi urologi, in presenza di un cancro vescicale localmente avanzato cerchiamo di optare per la soluzione più favorevole al paziente. Ciò non avviene per meriti personali dell'operatore o per abitudini del centro, ma la scelta viene personalizzata sul singolo paziente, ben ponderando dunque il suo stato generale di salute, il cosiddetto performance status e dopo adeguata discussione col paziente stesso.
Nel suo caso i colleghi avranno certamente suggerito una neovescica ortotopica per delle ragioni. In ogni caso ricordi sempre che la scelta è sempre del paziente perchè noi medici abbiamo il dovere di informare e di suggerire sula base delle nostre esperienze e dei nostri successi chirurgici.
Una neovescica ortotopica ileale è auspicabile in pazienti relativamente giovani o in pazienti in cui le condizioni generali siano buone, senza particolari co-morbilità accessorie presenti. Il paziente viene "addestrato" sulla gestione della neovescica in maniera graduale imparerà le sue dinamiche , le sue esigenze. Il concetto è che se si seguono bene le indicazioni (tra cui anche l'assunzione di integratori alimentari specifici), tutto resta al posto suo e la neovescica può restare validissima anche per lunghi periodi (nonostante la tendenza allo sfiancamento).
Per quanto concerne l'ureterocutaneostomia (più volgarmente detta borsetta esterna) essa può essere monolaterale o bilaterale: in essa gli ureteri vengono abboccati alla parete addominale lateralmente , laddove vengono posizionate due stomie che vengono cambiate a scadenze programmate in genere presso gli ambulatori dedicati.
Abituarsi alla ureterocutaneostomia è naturalmente più semplice e non comporta particolari problematiche, ma molti pazienti non la gradiscono perchè si sentono limitati nel loro vivere relazionato agli altri. Trattasi ovviamente solo di condizioni psicologiche (pur comprensibili) superabili a fronte di un problema ben più grave quale il cancro infiltrante della vescica.
In definitiva nel paziente in buono stato generale con un buon livello di adattabilità e tolleranza e pazienza suggerirei la neovescica, nel paziente anziano, con patologie associate, magari limitato nei movimenti, scarsamente accondiscendente o con un livello culturale molto basso, suggerirei invece l'ureterocutaneostomia.
Cordiali saluti,
dott. Daniele Masala.
Dirigente Medico Urologo UOC Urologia Pozzuoli
Perfezionato in Andrologia