Copertina libro
Titolo: La chirurgia protesica mininvasiva computer-assistita del ginocchio: 3 techniche a confronto
Editore: Journal of Clinical Orthopaedics and Trauma
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La protesi totale del ginocchio (PTG) è una delle procedure ortopediche più frequentemente eseguite ogni anno. Allo stesso tempo, il 20% dei pazienti sottoposti a PTG non è soddisfatto del risultato ottenuto. Le ragioni sono sconosciute; pensiamo che un allineamento meccanico che vada oltre i 3 ° di varo-valgo possa rappresentare la causa più importante del fallimento di una protesi totale e di conseguenza della insoddisfazione del paziente. L’allineamento meccanico neutro è l'obiettivo principale in ogni PTG: questo può essere raggiunto attraverso diversi strumenti come le guide extramidollari e intramidollari, la strumentazione paziente-specifica (patient-specific instrumentation - PSI) e la chirurgia computer-assistita (computer-assisted surgery - CAS). Così in un recente studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Orthopaedics and Trauma abbiamo messo a confronto le tecniche più comunemente utilizzate in chirurgia protesica di ginocchio per capire quale potesse dare i risultati migliori in termini di allineamento del ginocchio. Per quanto riguarda la guida intramidollare, viene riportato un aumentato rischio di embolia grassa; ci sono grandi limitazioni sul suo utilizzo, o addirittura impossibilità, nei casi di deformità ossea e sequele di traumi. Per quanto riguarda la guida extramidollare, diventa più difficile utilizzarla in caso di obesità elevata o aumento del volume dei tessuti molli intorno alla tibia. La strumentazione paziente-specifica (PSI) è stata introdotta per ridurre i tempi chirurgici ed il rischio di embolia grassa evitando la violazione del canale midollare. Recenti studi controllati randomizzati e meta-analisi non hanno dimostrato alcun vantaggio di tale tecnica nel miglioramento dell'asse meccanico e della sopravvivenza dell'impianto. La CAS ha dimostrato invece di essere un utile strumento per aiutare il chirurgo a raggiungere un asse meccanico post-operatorio neutro grazie a precisione, riproducibilità dei tagli ossei e bilanciamento dei legamenti. Due meta-analisi hanno definitivamente dimostrato che la CAS migliora l’asse meccanico e la sopravvivenza dell'impianto; una recente meta-analisi ha dimostrato che CAS fornisce un migliore allineamento meccanico e punteggi funzionali più elevati al follow-up a breve termine rispetto alle tecniche tradizionali.