Copertina libro
Titolo: Vestibologia clinica. Casi clinici e test diagnostici
Editore: Edizioni Materia Medica
Prezzo: 80.00

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“Che libro mi consigli?” Questa la domanda che più frequentemente ho rivolto ai miei “maestri” di vestibologia nei primi anni ’90, quando, appena laureato, decisi di “imparare” la materia frequentando, con il benestare e l’incoraggiamento del mio direttore Prof. Elio Marciano, gli istituti che della vestibologia italiana, e non solo, hanno fatto la storia: Firenze, con il Prof. Paolo Pagnini, Beatrice Giannoni e Paolo Vannucchi. Pavia, con il Prof. Eugenio Mira e Marco Manfrin. Modena, con Giorgio Guidetti. Sono stati questi, anni di straordinaria importanza perché mi hanno aperto le porte ad un mondo nuovo e affascinante costituito da persone innamorate della materia che si prodigano ad insegnarla quasi che non sappiano fare diversamente! Oggi come 25 anni fa. E oggi, come 25 anni fa, la domanda ritorna, e questa volta la risposta la si attende da me: “Che libro mi consigli?” Quasi fosse un riflesso condizionato, in un attimo sono assalito inevitabilmente dai ricordi e da una specie di terremoto emotivo perché la domanda, questa domanda, mi riporta alle mie difficoltà iniziali, alla necessità di un appiglio concreto quando i miei amici esperti erano troppo lontano da me e dai miei pazienti, alla speranza di superare le mie lacune con una pila di libri sempre lì, a portata di mano. Ecco allora la decisione di scrivere. Ecco allora il mio “libro” (ho ancora molte remore e un discreto imbarazzo a definire queste pagine un “libro”), che nasce da una serie di “esigenze”, alcune già espresse, altre intuitive, altre ancora più intime. La prima, quella di elaborare un testo che affrontasse contemporaneamente la clinica dei disturbi dell’equilibrio e la fisiopatologia che li sottende in maniera estremamente pratica, secondo i dettami della bed-side examination e finalmente in lingua italiana. La seconda, quella di avvicinare il maggior numero di colleghi, dal medico di medicina generale allo specialista, ad una materia “viva”, dinamica, ancora in divenire, che fa del ragionamento e della meticolosa ricerca del segno e interpretazione del sintomo la sua ragione di essere. Per essere fruibile dalle differenti figure professionali il testo è stato organizzato rispettando il concetto di modularità: il medico di medicina generale potrà soffermarsi sugli aspetti più squisitamente terapeutici dei dieci casi clinici esaminati che compongono la prima parte del testo; lo specialista potrà approfondire la fisiopatologia riportata per ogni caso clinico e dedicarsi alla lettura dei venti test diagnostici che compongono la seconda parte del testo. Infine, la terza, quella di ringraziare i miei “maestri” per quello che hanno provato ad insegnarmi ma soprattutto per essere riusciti a trasmettermi l’amore per la materia: Paolo Pagnini, Eugenio Mira, Daniele Nuti, Vito Enrico Pettorossi, David S. Zee, Paolo Vannucchi, Beatrice Giannoni, Marco Manfrin, Giorgio Guidetti. E mi si perdoni se ometto qualcuno.

Ed ora, qualche ringraziamento. Grazie sin d’ora a chiunque vorrà dedicarsi alla lettura di queste pagine. Grazie a tutti coloro che mi sono stati vicini e grazie soprattutto a coloro che non lo sono stati. Grazie a mia madre e a mia sorella. Grazie a mio padre che, da grande assente, fa sentire la sua presenza come non mai. Grazie ad Elisabetta, Teresa, Antonio e Gennaro, amici veri e silenziosi, per aver condiviso la fatica di questo lavoro, per avermi aiutato a risolvere i dubbi e le incertezze, per avermi sostenuto fisicamente, moralmente e psicologicamente in questo lungo periodo, anche quando ho cominciato ad indossare una scarpa diversa dall’altra. Grazie al sostegno morale di Martina, Edoardo ed Ester, ai quali per troppi mesi ho negato tempo, sguardi e carezze: senza di voi queste pagine sarebbero rimaste solo nella mia mente e nel mio cuore.