Piramide alimentare rovesciata USA: linee guida e controversie
Quali sono le vere linee guida da seguire con la piramide alimentare? Negli USA, la vedono diversamente...
Avete mai sentito parlare della piramide alimentare? Molte persone purtroppo no, ormai succubi di un sistema sociale in cui la cultura del fast food e del cibo economico e di scarsa qualità impera. In tutto il mondo, non soltanto negli Stati Uniti in cui è nata. Parlando di questo, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in queste ore, ha fatto disutere ancora.
Non contento di minacciare di invadere paesi con più orsi polari che abitanti, il presidente o comunque la sua amministrazione ha autorizzato la pubblicazione su Dietary Guidelines for Americans 2025–2030 di una discussa piramide alimentare "capovolta" in cui l'obiettivo è aumentare il consumo di cibi "naturali". Descriviamola insieme e cerchiamo di capire se è un'indicazione corretta o se si tratta di un errore.
Nelle nuove linee guida, abbiamo una cima molto larga in cui gli esperti che hanno collaborato con l'amministrazione consigliano di consumare molte proteine - da 1,2 a 1,6 grammi di proteine per kg di peso corporeo al giorno ossia il doppio di quanto stabilito dalle vecchie linee guida - e vegetali. Scendendo, troviamo frutta e grassi saturi ed insaturi - tra cui il burro e l'olio, grandi classici - e, infine, in una punta rivolta verso il basso, i carboidrati di ogni genere. Vediamo lati positivi e lati negativi di questo messaggio.
Pro e contro della piramide di Trump
Partiamo dagli aspetti positivi, perché in questo caso, la mania del Presidente di fare sempre il contrario di ciò che suggerisce il buon senso non è stata completamente errata.
Limitare i carboidrati è effettivamente una buona idea, peccato che non ci siano indicazioni precise sulle quantità che in ogni caso, variano da persona a persona - una condizione di obesità richiede ovviamente un apporto diverso e via dicendo - ed è positivo anche il fatto che la piramide incoraggi a mangiare "Una vasta varietà di frutta e verdura con rispettivamente 2 e 3 porzioni al giorno" dei due alimenti. Il consiglio di mantenere i grassi sotto il 10% delle calorie totali assunte ogni giorno è corretto. Ma ci sono anche alcune, imperdonabili falle.
La prima, il messaggio che passa è il solito: i carboidrati vengono demonizzati come la causa dell'obesità. L'assunzione di una percentuale - in base alle calorie giornaliere - di un buon 45% di carboidrati salendo fino al 65% per le persone molto attive è fondamentale per rimanere in salute, assicurare un nutrimento costante al nostro cervello e non causa necessariamente aumento della massa grassa. Uno stile di vita sedentario e condimenti pieni di olio o burro, invece, si.
La percentuale di proteine consigliate è troppo alta, specialmente per lo stile di vita dell'americano medio che come hanno dimostrato ricerche o documentari come il famoso Super Size Me tende ad assumere proteine tramite cibi processati e pieni di conservanti e condimenti grassi. Le percentuali sono estremamente variabili: un adulto sedentario non dovrebbe consumare in proteine più del 20% delle calorie totali assunte in un giorno ma per uno sportivo, specie se in fase di dieta ipercalorica per aumentare la massa muscolare, si sale molto sopra questa soglia. Inoltre, la riduzione dei grassi risulta inutile se le proteine sono così alte perché un eccesso di proteine si trasforma a lungo andare e inevitabilmente un un aumento di tessuto lipidico.
Marion Nestle di "Food Politics" definisce le linee guida come "confusionarie" e non ha tutti i torti. In verità, la soluzione migliore è affidarsi ad un dietologo che studi un piano nutrizionale tenendo conto di quanto movimento fate ogni giorno curando non solo nutrizione ma anche l'idratazione, fondamentale per un organismo in salute, ed eventualmente l'integrazione di prodotti naturali e vitamine. La piramide non andrebbe rovesciata, insomma, ma sarebbe meglio mantenerla come è sempre stata, con una base formata dall'acqua, poi verdura e frutta, a seguire, carboidrati, proteine e, infine, nella punta più piccola le solite piccole percentuali di grassi.
15.01.2026 - di Angela Marrelli, Giornalista Pubblicista