Sedentarietà killer: ecco quante volte dovresti alzarti dalla scrivania per proteggere il cuore
Non fare sport sicuramente non è un bene, ma spesso il rischio si nasconde proprio nelle ore che trascorriamo immobili, giorno dopo giorno, davanti a una scrivania
Rispetto al passato, il tempo che le persone trascorrono seduti è aumentato notevolmente. Con l’avvento dello smart working, il computer, lo streaming e gli spostamenti sempre in auto hanno progressivamente ridotto le occasioni di movimento. Passiamo la maggior parte delle ore della giornata immobili e non si tratta solo di uno stile di vita da “pigro”, visto che è la stessa società di oggi a metterci in questa condizione.
Ci sono persone che per contrastare la sedentarietà, ritagliano del tempo da dedicare all’attività fisica, ma non è detto che queste non siano esposte ai rischi legati allo stare seduti troppo a lungo senza pause. Questo è il motivo per cui negli ultimi anni la ricerca scientifica ha voluto approfondire.
Capire come e quando interrompere la sedentarietà diventa quindi una strategia concreta di prevenzione, accessibile a tutti e facilmente applicabile nella routine quotidiana.
Perché la sedentarietà è un fattore di rischio e come combatterlo
Secondo le principali organizzazioni sanitarie internazionali, la sedentarietà è associata a un aumento significativo del rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e sovrappeso. A questi si aggiungono disturbi metabolici, problemi alla salute delle ossa e un impatto negativo sul benessere psicologico.

Restare seduti per molte ore consecutive, in particolare durante il lavoro alla scrivania, favorisce alterazioni della pressione arteriosa e dei livelli di zucchero nel sangue. Il corpo umano, infatti, è progettato per muoversi: quando il movimento viene meno, alcuni meccanismi di regolazione iniziano a funzionare meno efficacemente.
Studi recenti hanno cercato di individuare una soglia pratica per ridurre i danni della sedentarietà. I risultati indicano che interrompere la posizione seduta con brevi momenti di camminata leggera è sufficiente per ottenere benefici misurabili. In particolare, alzarsi ogni mezz’ora e camminare lentamente per circa cinque minuti aiuta a mantenere più stabili la pressione sanguigna e la glicemia. Non si parla di esercizio intenso, ma di un movimento semplice, come fare qualche passo in corridoio o muoversi all’interno dell’ufficio.
Anche pause più brevi, come un minuto di cammino ogni ora, possono comunque contribuire a ridurre gli effetti negativi dello stare seduti troppo a lungo. L’aspetto fondamentale è la regolarità delle interruzioni.
Ma cosa succede nello specifico al corpo quando restiamo seduti troppo? Una delle spiegazioni più diffuse riguarda il ruolo dei muscoli delle gambe. Quando restiamo seduti a lungo, questi muscoli si contraggono poco e il flusso sanguigno rallenta. La posizione seduta, inoltre, può creare una sorta di “compressione” dei vasi sanguigni, rendendo meno efficiente la circolazione.
Muoversi anche per pochi minuti riattiva i muscoli, favorisce il ritorno del sangue verso il cuore e contribuisce a mantenere sotto controllo i parametri cardiovascolari. È un meccanismo semplice, ma estremamente efficace. Contrastare la sedentarietà non richiede rivoluzioni drastiche. Impostare un promemoria, alzarsi per una telefonata, fare due passi mentre si beve un bicchiere d’acqua sono strategie alla portata di tutti. Integrare queste brevi pause nella giornata lavorativa rappresenta un investimento sulla salute a lungo termine, soprattutto per il cuore.
20.01.2026 - di Angela Marrelli, Giornalista Pubblicista