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Sai perché i social creano una vera "dipendenza"? Ecco cosa avviene nel tuo cervello (e nessuno lo ammette)

Li usiamo sempre di più e talvolta nemmeno ci rendiamo conto di quanto tempo passiamo a scollare le varie home: c'è un motivo

I social network fanno sempre più parte delle nostre vite, è indubbio che la maggior parte delle persone trascorrano su queste piattaforme molto tempo, proprio per questo - soprattutto negli Stati Uniti - si è iniziato a parlare di una possibile dipendenza. 

Il dibattito su questo tema è molto caldo, soprattutto per ciò che riguarda la fruizione dei social da parte dei più giovani, a tal punto da immaginare possibili regole per impedire che l'utilizzo di queste piattaforme - alla lunga - possa danneggiare l'utente. 

I social network creano dipendenza? Cosa si deve parlare

Già anni fa si parlava di dipendenza da televisione e videogiochi, i tempi cambiano e oggi la stessa problematica la si sta affrontando con i social network. A chi non capita di scrollare la home senza un reale obiettivo, di farlo senza pensarci troppo, di sentire il bisogno di controllare le notifiche e guardare gli ultimi aggiornamenti di stato? 

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Ebbene è questo il motivo per cui gli esperti hanno iniziato a parlare di possibile dipendenza dai social, sebbene questo termine potrebbe sembrare eccessivo. Sebbene al momento non vi siano evidenze di particolari danni fisici che l'utilizzo dei social network possano provocare, come invece fanno droghe, alcol o altre sostanze per le quali si parla propriamente di dipendenza, è indubbio che una ricaduta psicologica c'è, soprattutto per i più giovani. 

Il meccanismo per il quale si è alla costante ricerca d'approvazione, con condivisioni pubblicate per avere quelle piccole ricompense, che possano essere un like o un commento, senz'altro ha un impatto psicologico e, il desiderio di ricevere gratificazioni, che stimolano la dopamina, potrebbe creare una sorta di dipendenza, sebbene - a riguardo - non vi sia alcuna evidenza scientifica. Il meccanismo del like è stato - ed è tutt'oggi - oggetto di riflessione, anche perché fa emergere quell'effetto chiamato "slot machine", secondo cui l'ossessione per la gratificazione cresce sempre di più dinanzi a una risposta/ricompensa imprevedibile. 

E' chiaro che non è facile dimostrare che i social network generino dipendenza come una droga, ma se li immaginiamo come una siringa capace di iniettare dopamina a ogni singolo like, è facile comprendere come ci troviamo dinanzi a un possibile pericolo su cui bisognerebbe riflettere, soprattutto per proteggere i più giovani.

Poiché la mancanza di "riconoscimento sui social", che può avvenire attraverso una visualizzazione, un like o un commento è in grado anche di suscitare una certa irritabilità, è indubbio che la psiche è fortemente coinvolta in questo processo di fruizione. Per questo bisognerebbe comprendere la portata di questo fenomeno sulla crescita dei più giovani e da qui pensare a quali potrebbero essere le strategie per cercare di arginare eventuali problemi. 


05.02.2026 - di Sveva Scalvenzi, Giornalista Professionista