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Legge 104, la lista delle nuove patologie riconosciute aggiornata a gennaio 2026: circolare dell'INPS

Cambia il modo di valutare la disabilità e si allarga la platea delle condizioni considerate: cosa sapere per non perdersi tra le novità

Quando si parla di Legge 104, il primo pensiero va ai permessi lavorativi e alle agevolazioni fiscali, ma dietro questa norma c’è un sistema complesso che riguarda il riconoscimento ufficiale della disabilità. Un sistema che, negli ultimi anni, è stato oggetto di una profonda revisione normativa.

Le modifiche introdotte non riguardano solo le procedure burocratiche, ma anche le condizioni di salute che possono dare accesso alle tutele previste. Per molte famiglie e lavoratori, capire cosa cambia e da quando è fondamentale per non perdere diritti o opportunità.

A fare chiarezza è una recente circolare dell’INPS, che aggiorna il quadro delle patologie coinvolte e spiega come funziona il nuovo percorso di accertamento, destinato a diventare pienamente operativo nei prossimi anni.

L’aggiornamento sulle patologie della Legge 104

La riforma nasce dal Decreto Legislativo n. 62 del 2024, che ha ridisegnato l’intero sistema di valutazione della disabilità. Il punto centrale è l’introduzione della cosiddetta “valutazione di base”: un unico procedimento che serve ad accertare la condizione di disabilità e il livello di supporto necessario alla persona.

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Dal punto di vista pratico, questo significa che non ci saranno più visite separate per ogni beneficio. La valutazione sarà unica, collegiale e affidata esclusivamente all’INPS. Il nuovo metodo utilizza criteri condivisi a livello internazionale, definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per descrivere non solo la patologia, ma anche l’impatto reale sulla vita quotidiana.

Durante la visita viene somministrato un questionario che misura la condizione della persona in diversi ambiti: dalla mobilità alla cura di sé, dalle relazioni sociali alla partecipazione alla vita quotidiana. In parole semplici, non conta solo la diagnosi, ma quanto quella condizione limita le attività di tutti i giorni.

La valutazione di base serve anche a verificare altri aspetti collegati alla Legge 104: l’invalidità civile, le situazioni di non autosufficienza, le esigenze scolastiche dei minori, il collocamento lavorativo mirato e l’accesso a protesi, cure e agevolazioni fiscali.

Per testare il nuovo sistema, il legislatore ha previsto una fase di sperimentazione. Inizialmente limitata a poche province e a un numero ristretto di patologie, nel corso del 2025 è stata progressivamente ampliata sia dal punto di vista territoriale sia per quanto riguarda le condizioni sanitarie considerate.

Oltre ai disturbi dello spettro autistico, al diabete di tipo 2 e alla sclerosi multipla, sono state incluse anche patologie come l’artrite reumatoide, alcune cardiopatie, le malattie respiratorie croniche e le patologie oncologiche. Questo ampliamento rappresenta un passaggio importante, perché riconosce l’impatto invalidante di malattie spesso molto diffuse.

L’entrata in vigore definitiva della riforma è stata rinviata al 1° gennaio 2027. Fino ad allora continuerà la fase di sperimentazione. Tuttavia, già dal 2025 l’avvio della domanda di accertamento deve avvenire tramite un nuovo certificato medico telematico, che diventa il punto di partenza unico della procedura.

È importante sottolineare che chi possiede già un riconoscimento ai sensi della Legge 104 non perde i propri diritti. Le certificazioni rilasciate prima del 2027 restano valide, anche per richiedere il progetto di vita personalizzato previsto dalla riforma.


24.01.2026 - di Angela Marrelli, Giornalista Pubblicista