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Calcolo percentili

Calcolo percentili di crescita

La crescita dei bambini viene monitorata attraverso il calcolo dei percentili, ossia curve di riferimento (chiamate Tanner-Whitehouse) per i valori di peso e altezza. Qui puoi trovare le tabelle oppure utilizzare il modulo per il calcolo dei percentili.

Revisione scientifica: Dr. Agnesina Pozzi Data pubblicazione: 29 maggio 2012 Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2022

I percentili sono delle tabelle che tengono conto dei valori di riferimento per il peso e l’altezza dei bambini: il rapporto tra questi dati consente di valutare se la crescita del bambino è nella norma. Le situazioni devono comunque essere valutate caso per caso dal pediatra, considerato che ogni bambino è diverso e segue una sua curva di crescita.

Vediamo come si calcolano i percentili e come leggere le tabelle.

Modulo per il calcolo dei percentili

Come calcolare i percentili di crescita?

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Cosa sono i percentili?

Il "peso e l'altezza" dei bambini possono essere confrontati con curve di riferimento chiamate Tanner-Whitehouse.

Queste curve identificano delle linee (percentili) che definiscono il range considerato normale e accettabile a seconda dell'età.

Grafici di Tanner-Whitehouse

I percentili o grafici di Tanner-Whitehouse

Come si leggono i percentili di crescita?

È auspicabile che la curva di crescita non sia troppo al di sopra o al di sotto la media (percentile 50). Un percentile di 50 (in linea mediana) in altezza significa che il 50% dei bambini della sua età sono più alti e l'altro 50% sono inferiori.

L'utilità di queste curve è quella di evidenziare eventuali differenze che possono far ipotizzare (e quindi consigliare di eseguire una visita presso un medico curante) obesità infantile, mancanza di crescita ossea o bassa statura.

Percentili: facciamo chiarezza

Ogni bambino è diverso

Ogni bambino ha la SUA specifica curva di crescita. Se ad esempio due bambini nati nello stesso giorno crescono su due curve diverse, uno sul 75° percentile ed uno sul 25°, i genitori saranno portati a fare paragoni; i genitori del bambino che cresce sul 25° percentile diranno: "mi preoccupo perché cresce poco rispetto all'altro bambino che è più grande e più alto pur essendo nato nello stesso giorno. Qualcosa non va".

State tranquilli: non c'è nulla che non va, ma ciascuno sta seguendo la SUA specifica curva e non vuol dire che il bambino che cresce sulla curva inferiore cresca di meno. La velocità e l'entità della crescita non dipendono solo da fattori alimentari, ma anche da fattori costituzionali-genetici-ormonali, affettivi che sono indipendenti dal cibo che il piccolo assume.

In linea di massima vengono considerati perfettamente normali bambini che crescono tra il 25° e il 75° percentile, ma non vuol dire che quelli che crescono su curve superiori o inferiori siano anormali o malati.

Quando preoccuparsi?

Se i piccoli crescono armonicamente sulla loro curva, con un percorso che segua una di quelle rappresentate nel grafici  o parallelamente a queste, non c'è da preoccuparsi. La situazione cambia se la crescita si attesta sui valori più alti (90°) o più bassi (10°) o anche agli ultimi livelli (97° per il massimo e 3° per il minimo) rappresentati nei grafici.

Questi livelli vengono definiti "borderline" o "a rischio" ma  ciò non vuol dire assolutamente che il vostro piccolo abbia sicuramente qualche problema. In questi casi limite, il vostro Pediatra penserà ad assicurarsi che non ci siano condizioni di rischio (metaboliche od ormonali di eccesso o carenza) o patologie vere e proprie che possano aver influenzato la crescita in un senso o nell'altro. La situazione più comune è che abbia semplicemente ereditato dai genitori la piccola o grande statura (si può controllare anche la statura prevista, basandosi su quella dei genitorisu appositi calcolatori).

Gli scatti improvvisi

Infine c'è da considerare il caso in cui i piccoli all'improvviso cambino il loro percorso di crescita e si "spostino" da una curva all'altra. Anche in questa situazione non c'è da allarmarsi: il vostro Pediatra individuerà le cause che potrebbero interferire con la crescita, rallentandola o accellerandola. Nella maggior parte dei casi le "interferenze" sono di tipo semplice e non necessariamente legate a patologie. Siate certamente accorti... ma non pessimisti.

 

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Autore

a.pozzi
Dr. Agnesina Pozzi Pediatra, Perfezionato in medicine non convenzionali

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1983 presso Uni Perugia.
Iscritta all'Ordine dei Medici di Potenza tesserino n° 1622.

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