L’invaginazione si verifica quando una porzione del canale intestinale si introflette in un segmento subito caudale ad esso. E’ la causa più frequente di ostruzione intestinale nei bambini, fra i 3 mesi e i 6 anni di vita (80% prima dei 2 anni).

Nella maggioranza dei casi si tratta di un’invaginazione idiopatica, sebbene alcune forme di invaginazione (ileo-ileali) siano correlate spesso ad una gastroenterite o linfoadenite mesenterica di natura virale. Nel 2-10% dei casi, invece, le invaginazioni sono secondarie a una condizione patologica (diverticolo di Meckel, polipo intestinale, linfoma, complicanza di una porpora di Schönlein-Henoch).

L’invaginazione intestinale, a secondo del tratto interessato, può essere: ileo-ileale, ileo-colica, ileo-ceco-colica e ceco-colica. I segmenti invaginati occludono l'intestino e determinano una compromissione del flusso sanguigno ai segmenti invaginati, causando ischemia, gangrena e perforazione.

Come si manifesta?

E’ caratterizzata dalla comparsa improvvisa, in pieno benessere, di dolore addominale intenso, di tipo colico e che ricorre a intervalli frequenti ed è accompagnato da pianto inconsolabile. Nelle fasi iniziali il bambino riprende tranquillamente a giocare nell’intervallo delle crisi dolorose, ma se l’invaginazione non si risolve il bambino tende a diventare più debole e soporoso. Può comparire il vomito, che nelle fasi tardive diventerà biliare.

Un segno patognomonico dell’invaginazione, ma che compare tardivamente, è l’emissione di sangue rosso vivo e muco con le feci (feci a gelatina di ribes).

Cosa si fa la diagnosi?

L’ecografia addominale consente di confermare il sospetto clinico di invaginazione intestinale.

Immagine "a coccarda" o "a bersaglio"

 

Qual è il trattamento?

Trattandosi di un’urgenza, una volta fatta la diagnosi, è necessaria la riduzione immediata dell’invaginazione. In assenza di segni di perforazione, di shock o di invaginazione prolungata, la riduzione viene eseguita mediante il clisma opaco che consente la risoluzione nella maggioranza dei casi (50%-80%). In caso di insuccesso o di impossibilità di eseguire il clisma opaco, sarà necessaria la riduzione manuale e quindi l’intervento chirurgico.

Nei casi di invaginazione ileo-ileale la risoluzione è spontanea e quindi non è necessario né il clisma opaco né l’intervento chirurgico.

La percentuale di ricadute dopo la riduzione con il mezzo di contrasto è del 10% e del 2-5% dopo riduzione chirurgica.