Leggo su tantissimi quotidiani anche on-line di tutto il Mondo la notizia della "scoperta" del perchè le mani e i piedi raggrinziscono nell'acqua:

Secondo lo scienziato, il Dr. Changizi, neurobiologo dell'Evoluzione, le mani (e i piedi) immerse in acqua si "adatterebbero" secondo arcaici retaggi, sulla forma degli pneumatici delle auto (quelli solcati per intenderci), per permettere all'uomo di nuotare meglio, in osservanza di determinazioni adattative di tipo Darwiniano.

Lo scienziato Changizi ha sicuramente ottenuto un grandissimo successo mediatico con questa pur fascinosa teoria, che il sottoscritto però si permette di rigettare completamente al mittente!

 

Basterebbe conoscere a fondo l'anatomia del tegumento cutaneo degli arti superiori e inferiori per capire - a mio avviso molto semplicemente - che i palmi delle  mani e le piante dei piedi "raggrinziscono" per un determinato motivo che il sottoscritto ha dedotto nel tempo e con l'osservazione di questo fenomeno!

Ecco quindi la risposta (chiamiamola teoria per fare il paio con quella che ha fatto il giro del Mondo!) del sottoscritto Dr. Laino, al suggestivo ma a mio avviso destituito di fondamento scientifico dermatologico (seppure io sia un Darwiniano convinto) del Dr. Changizi:

"In queste zone e solo in queste esiste uno strato aggiuntivo dell'epidermide (la parte più superficiale della pelle), chiamato strato lucido, che determina un ispessimento particolare dell'ultimo rivestimento della pelle.

Il colore giallognolo tipico delle aree palmo-plantari con la tipica assenza di follicoli piliferi, è caratterizzata in verità da un involucro resistentissimo che connette una particolare area chiamata GDE (giunzione - dermo epidermica): si pensi che questa adesione (fra la parte superficiale epidermide e il derma sottostante) è così forte che anche stappando una bottiglia o altre operazioni fisicamente stressanti per le mani, l'aggancio fra epidermide e derma non cede!

lo strato lucido dell'epidermide (composta da 5 strati in queste regioni) serve proprio a questo: rendere prensili le mani (anche i piedi dei primati sono prensili) e al camminamento gli arti inferiori, oltre che rendere resistente e coesi anche alle forti trazioni, i due strati (quello epidermico superficiale e quello sottostante dermico) sovrapposti."

 

Arrivando al punto, è noto che la pelle immersa nell'acqua si idrata progressivamente fino alla macerazione: l'acqua, superando il film idrolipidico dell'epidermide, entra nelle assisi profonde.

La stessa cosa avviene per le regioni palmo plantari, le quali, imbibiscono il loro tessuto di acqua, che però a differenza del resto del corpo viene racchiusa dallo strato epidermico tipicamente più forte che, invece di idratarsi, al contrario - si immagini una pellicola di plastica, si distende e quindi si "raggrinza".

Dopo un determinato periodo di tempo dalla estrazione dall'acqua, la "perspiratio insensibilis" ovvero la perdita di acqua dal tessuto, fa ritornare le mani allo stato di normalità.

Questa, è la contro-teoria del sottoscritto Dr. Laino, che non riguarda certo l'evoluzione "pneumatica" delle mani, che fra l'altro ed ancora, cozza a mio avviso,  per celerità di adattamento con la lentezza dei procedimenti darwiniani!

 

 

alcune fonti:

http://it.notizie.yahoo.com/blog/focus/perch-le-dita-dopo-essere-rimaste-immerse-nell-080748028.html

http://bodyodd.msnbc.msn.com/_news/2011/07/01/6994412-why-your-fingers-and-toes-wrinkle-when-wet

http://www.pbs.org/newshour/rundown/2011/07/wrinkled-when-wet-accidental-or-adaptive.html